Del casellario e della canicola – di Sergio Savoia

Jack 1111Eccellente articolo del Leader Populista Verde, che sembra in forma. La canicola evidentemente gli giova. Brillantemente dimagrito anche, il SuperSergio, adesso toccherebbe a me (mormora mia moglie).

Sia chiaro che su questa faccenda Gobbi e Savoia hanno ragione. Lo dico a coloro (non solo sinistri muniti di regolare etichetta!) che gongolano per ambasciatori convocati e consimili sceneggiate romane. Anche il “governatore” Maroni, bisogna capirlo. Bobo ha il suo giro e di fronte ai suoi deve per forza mostrarsi indignato.

Dunque, bravo Sergio. Adesso si tratta di vedere che cosa potrai ottenere in questa difficile elezione d’autunno. Si è creata una (non sorprendente) configurazione, a te sfavorevole. Confidavo a un intellettuale del PS, uno dei pochissimi con i quali ho occasione di parlare: “Secondo me i socialisti aspettano solo che Savoia cada, per recuperare una minima facoltà di intrallazzo con i Verdi”.


savoia miranteNella calura estiva, ogni refolo sembra un aliseo. Fuor di metafora, ogni piccola notizia tende a gonfiarsi proprio perché ci sono in generale poche notizie. In realtà anche d’estate succedono le cose, solo che siccome pure i giornalisti vanno in vacanza, e gli inserzionisti investono meno perché c’è meno pubblico che legge i giornali o guarda la tivù, sembra che non capiti niente. Ma bando a queste osservazioni da documentarista britannico, passiamo alle nostre miserie quotidiane.

Tra le poche cose che hanno fatto discutere c’è, da qualche tempo a questa parte, la decisione del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino di chiedere ai frontalieri la presentazione dell’equivalente italiano del nostro estratto del casellario giudiziale per poter lavorare in Ticino. La richiesta ha dato la stura alla prevedibile indignazione dei nostri vicini italiani. Dalla solita Lara Comi, la eurodeputata ad orologeria, al governatore lombardo Maroni, fino alla diplomazia romana che ha perfino convocato il nostro ambasciatore. Un gesto forte, come si dice. Un gesto che ha mandato, come spesso succede, in ‘sbattimento’ la Berna federale più attenta ai bisogni del nostro ‘secondo partner commerciale’ (Sommaruga) che a quelli riottoso ex-baliaggio meridionale.

Al ticinese medio la misura non sembra invece per niente assurda né particolarmente scandalosa. Noi dobbiamo tirar fuori l’estratto del casellario giudiziale anche per andare a far pipì. Volete aprire un locale? Candidarvi al Gran Consiglio? Ricevere un appalto pubblico? Partecipare a buona parte dei concorsi in questo cantone? Vi viene chiesto di provare di non avere conti aperti con la giustizia. Per non parlare della carenza beni, della situazione debitoria. In alcuni casi anche del vostro stato di salute. Avete mai visto che razza di interrogatorio vi fanno quando volete cambiare cassa malati? Ma se chiediamo la medesima cosa ai frontalieri, apriti cielo! Per inciso, i frontalieri medesimi non si sono lamentati. Quelli che hanno bisogno di lavorare sono felicissimi di dover produrre un solo documento invece della miriade di scartoffie che sono richieste in Italia per qualsiasi inezia.

Che il paese della burocrazia si indigni perché il Ticino chiede un documento fa abbastanza buon umore. A questo riguardo basterebbe, per aggirare l’accusa di ‘discriminare’ gli italiani, chiedere ai padroncini la stessa quantità di documentazione che devono produrre per lavorare in Italia, ad esempio il certificato anti-mafia (che sarebbe pure utile, vista la costante infiltrazione della ‘ndrangheta nei nostri cantieri edili e nella nostra ristorazione). Non escludo di presentare un atto parlamentare simile giusto alla riapertura del Gran Consiglio. Ultima considerazione agostana: la deputazione ticinese, complice forse l’approssimarsi della scadenza elettorale, sembra aver trovato una unità di intenti anche sul tema frontalieri. Ieri, nell’incontro con il governo, la misura del casellario è stata sostenuta perfino dai più perdutamente euro-forici (es: Carobbio). E il PS ha chiesto misure draconiane contro i datori di lavoro che fanno dumping. Meglio tardi che mai. Vuoi vedere che anche la canicola pre-elettorale ha qualche buona conseguenza?

Sergio Savoia