“Chi ha votato SÌ al 9 febbraio non può dirsi liberale” – Intervista a Virgilio Pellandini

jack 200Le domande sono esattamente quelle che erano state poste a Pier Ceppi. Era andata così: a un certo punto temevo che Ceppi non mi rispondesse per niente (e mi sbagliavo). Vedendo Virgilio Pellandini in giro su Facebook, in gran forma e in grande spolvero, mi son detto: questo qui fa per me. Così ho preso due piccioni (si fa per dire) con una fava.

I risultati dei due esperimenti sono diversi, e interessante ne è il confronto. Se Ceppi aveva tenuto a mostrare moderazione (benché sia un uomo che non cede di un pollice), Pellandini in un certo senso si scatena, non rifuggendo da parole dure, in particolare verso una ben definita parte politica (sempre la solita). Io, Andreotti di turno (ma esigua candela di fronte al sole sfolgorante del Divo Giulio), non ho fatto una piega e ho conservato tutto.

Un’intervista del professor Francesco De Maria.

Pellandini 2Francesco De Maria   Lei è notoriamente un PLR convinto. Che funzioni ha nel partito?

Virgilio Pellandini   Sono presidente dimissionario della sezione di Besso del PLR. Non ho altre funzioni ufficiali in seno al partito. In questo senso sottolineo che quest’intervista presenta le mie opinioni personali, non certo quelle del partito: almeno per questa intervista, il PLR non ha nessuna colpa…

Il PLR era la prima forza politica del Cantone, sul piano numerico ma non solo. Ha rappresentato per decenni agli occhi di molti “lo Stato” o anche “il Potere”. Che cosa è successo? (fermo restando che il partito è ancora forte e ben organizzato) Perché l’incantesimo si è spezzato?

VP   Mah, io sono arrivato ultimo o quasi a tutte le elezioni cui ho partecipato, quindi non so se sono la persona adatta a giudicare una strategia elettorale. Però è anche vero che adoro sentirmi parlare, quindi ci provo… Secondo me, l’incantesimo è stato spezzato dalla combinazione di due fenomeni indipendenti: la nascita della lega ed una crisi ideologica del PLRT.

La lega è un rivale tosto, certo, ma in sé rimarrebbe battibile: il PLR con la sua ideologia liberale ha nel passato sconfitto ben altri rivali, come la destra conservatrice o il socialismo. Purtroppo però all’ascesa della lega è corrisposta una perdita di coscienza ideologica da parte del PLRT, il che ha reso la lotta molto più ardua. Oggi infatti sembra che il PLRT sia solo un partito borghese, genericamente vicino all’economia e convinto che i valori dei “noss vecc” siano sacri e perfetti. Questa non è ideologia e non è liberalismo. Tra un partito così ed una lega un elettore sceglierà sempre la lega, che è più esplicitamente conservatrice e non ha l’imbarazzo di avere noiosi consiglieri federali che dicono cose complesse e serie.

Non dovrebbe essere così. L’ideologia liberale è per la libertà economica, non è “vicina all’economia” con quel ributtante eco corporativo che inficia l’efficienza e l’onestà dell’economia ticinese. L’ideologia liberale è per la libertà del commercio, non per lo sciocco protezionismo local-nazionalista, che aumenta i prezzi e favorisce le rendite invece dell’imprenditorialità. L’ideologia liberale è per la libertà sociale, non per un moralismo bacchettone, fautore di proibizionismo e tristezza, in nome dei gloriosi vecchi tempi (quelli dei “noss vecc”).

Beninteso, quest’ideologia è ancora presente in molti membri del partito, ed in particolare in molti giovani. Ma una certa timidezza, forse anche la sciocca paura di non piacere a tutti, fa sì che non si osi parlarne pubblicamente, preferendo trite banalità che piacciono a tutti. A livello individuale talvolta funziona: chi elegantemente non dice nulla ottiene tanti voti. Ma a livello partitico è un problema strategico.

La gente è stata illusa, ingannata, “stregata”? Da chi? E con quali mezzi?

VP   La gente non esiste. Esistono i cittadini, che nessuno ha ingannato: prima delle elezioni i candidati dicono quel che credono e poi i cittadini votano quel che vogliono. Mi risulta che i cittadini ticinesi siano scolarizzati sino a 15 anni quindi se votano chi promette pioggia di nostrano e grandine di cervelat non possono lamentarsi con nessuno. Semmai ci sarebbe da fare una riflessione profonda sul funzionamento della democrazia.

Nelle situazioni in cui il popolo “non è in grado di capire” – perché è ignorante, perché ragiona con la pancia ecc. ecc. – è giusto che il partito imponga la sua verità? In altri termini, se la gente è cretina, dev’essere per forza “incanalata” (per il suo bene, s’intende) ?

VP   Rispondo con un esempio: se una parte dei cittadini crede che il crimine sia dilagante mentre i dati statistici dicono l’opposto, uno statista assume insegnanti, non poliziotti; e un vero partito politico dice a chi si lamenta del crimine che il suo lamento è negato dalla realtà dei fatti. Questo non significa incanalare, significa dire la verità. Fare l’opposto, per quanto elettoralmente appagante e diffusissimo in tutti i partiti, vuol dire essere un quaquaraquà.

Entro quali limiti si può criticare un partito “dall’interno”? (domanda a carattere generale) A) Pochissimo e con grande timore e rispetto B) Abbastanza ma senza metterne in discussione i capi C) In assoluta libertà…

VP   Nel partito si può dire e fare tutto quel che si vuole in assoluta libertà, senza che nessuno contraddica, che nessuno litighi, che nessuno punisca.

Ora le faccio una domanda veramente difficile (e fastidiosa). Mi elenchi i 3 più gravi errori commessi dal PLR dal 2006 a oggi. Se non ne trova 3, allora 2. Se non ne trova 2, allora 1 solo, il più grave.

VP   1) Come ho detto prima, l’aver perso l’ideologia: l’aver pensato che essere liberale significa che chiunque nel partito è libero di avere qualunque idea politica (anche, talvolta, nessuna);
2) Il troppo silenzio su tante vicende, dall’AET, a Bancastato, all’EOC, eccetera: il silenzio sarà anche d’oro, ma non copre molto bene i rumori.

Mi riassuma in poche parole, ma con precisione, la posizione del PLR A) sul rapporto con l’UE B) sul 9 febbraio.

VP   Il PLR svizzero considera l’UE un partner politico e commerciale fondamentale con il quale mantenere delle relazioni ottime, senza però contemplare un’entrata della Svizzera nell’UE. Sul 9 febbraio il PLR svizzero riconosce la volontà popolare e sta cercando con l’UE una soluzione negoziale che non penalizzi eccessivamente il commercio tra Svizzera ed UE.

Secondo una sua stima personale quanti membri (in %) del Comitato cantonale PLR hanno votato Sì il 9 febbraio? [le ricordo che l’intervistato Farinelli alla mia domanda rispose: 30-40%]

VP   Penso che Alex Farinelli abbia ragione, purtroppo. [La mia personale stima è molto superiore]

Era giusto che il Comitato cantonale si esprimesse liberamente sul tema, dopo aperta e adeguata discussione?

VP   No. Non su questo tema. Chi ha votato sì al 9 febbraio non può dirsi liberale (se il testo dell’iniziativa avesse detto che il governo “può” imporre dei limiti/quote forse sì, ma così no).

Secondo lei i dirigenti federali del PLR comprendono i problemi del Ticino?

VP   Sicuramente meglio di una maggioranza dei politici ticinesi.

Se lei fosse l’on. Burkhaltèr e dovesse fare campagna per un seggio agli Stati o al Nazionale nel Ticino, come imposterebbe il suo discorso e la sua strategia?

VP   Con il mio talento elettorale, se fossi Burkhalter (l’accento è proprio sciocco) probabilmente a quest’ora starei ancora cercando di farmi eleggere in consiglio comunale a Neuchâtel… Facezie a parte, imposterei un discorso politico positivo, sottolineando come la Svizzera funzioni bene ed il merito sostanziale del PLR nel crearla tale: negli ultimi cento anni il nostro benessere è migliorato molto di più che nei duemila anni precedenti, negli ultimi cento anni si è passati dall’emigrazione per fame ad essere meta di immigrazione, grazie ad un governo guidato da principi liberali. Forse sarebbe ora di ricordarlo, ogni tanto, politicamente.

Invece sono almeno trent’anni (da quando seguo la politica) che ogni campagna elettorale è centrata sulla cantilena “son periodi difficili, dobbiamo fermare la decadenza”… Ma quale decadenza? Non c’è nessuna misura oggettiva secondo la quale trent’anni fa si stava meglio di ora, nessuna (se non che eravamo tutti più giovani, ma neanche Berlusconi prometterebbe di risolvere questo problema…).

Ecco, vorrei tanto una campagna più onesta, e quindi più positiva e più felice. Non so se sarebbe una scelta vincente, di certo farebbe molto bene a tutti.

Secondo lei uno dei due candidati uscenti agli Stati è a rischio di bocciatura? Se sì, quale?

VP   Temo che siano entrambi in una botte di ferro. Dico “temo”, perché sarei felicissimo di una non rielezione di Lombardi.

Gli onorevoli Badaracco e Schnellmann, granconsiglieri PLR, hanno aderito al Comitato “No all’adesione strisciante all’UE”, presieduta dal dr. Christoph Blocher (i co-presidenti Ticinesi sono Antonella Bignasca, Denti, Del Don e Badaracco stesso). Lei considera questa adesione contraria agli interessi del partito?

VP   Neanche Le Pen pensa ancora che la Svizzera possa aderire all’UE nei prossimi 20 anni, e questi fondano un comitato paranoico contro l’adesione “strisciante”? Il prossimo sarà contro le scie chimiche o contro i rettiliani?

Jacques Ducry, esponente di spicco dell’ala radicale, ha lasciato il PLR e nel 2015 si è candidato sulla lista PS. Lei condanna Ducry?

VP   Le idee economiche liberali mi sembrano incompatibili con quelle socialiste, se non leniniste, del PS, quindi la scelta di Ducry mi confonde parecchio. Io in ogni caso non condanno mai nessuno che non faccia cattiverie.

Sergio Morisoli, candidato PLR al Consiglio di Stato, nel 2011 ha lasciato il partito. Lei condanna Morisoli?

VP   Come detto non condanno nessuno. La scelta di Morisoli è peraltro più comprensibile di quella di Ducry: Morisoli ha delle idee economiche che sono un po’ arcaiche per un partito liberale moderno e delle idee sociali profondamente anti-liberali, quindi era logico che si spostasse in un’area politica più consona al suo credo.

Perché la Lega non può fare nulla per aiutare i Ticinesi nelle loro difficoltà?

VP   Perché è guidata da persone cattive. E questa caratteristica è raramente correlabile a miglioramenti nelle condizioni di vita di individui non legati clientelarmente ai governanti.

Il linguaggio aggressivo e talvolta offensivo della Lega e dei suoi media è motivo sufficiente per rifiutare il confronto?

VP   No. Anzi è fonte di un malinteso fondamentale: la lega non è un mostro perché dice parolacce, ma perché fa battute sui campi di sterminio. Trovo aberrante che ci si scandalizzi per la forma volgare o insultante dell’espressione leghista e non per il suo contenuto crudele; trovo aberrante che del “mattino” suscitino più critiche le paginate di tette e culi che gli articoli dove si nega la legittimità politica a persone perché non sono “patrizi di Corticiasca”.

Sono stufo di sentire di cittadini, magari liberali o socialisti, offesi dalla volgarità della lega: mi fan pensare ai conservatori del 1880, bigotti eppur privi di ogni valore morale. I liberali hanno fatto progredire il Ticino non con le parole educate, ma con la ragione e la rivoluzione (e, spesso, con gli insulti e le botte). Onestamente, invidio la forza espressiva della lega: vorrei sentire la stessa passione nei nostri discorsi.

Voglio però precisare una cosa: confrontarsi con la lega non significa socializzare con i suoi membri. Un buon cittadino discute le proposte leghiste, ma non stringe la mano a chi pubblicamente prende in giro persone perché hanno un cognome slavo o italiano. A me sembra invece che troppi politici confondano tragicamente il confronto (benvenuto) con la socializzazione (inaccettabile): i social media pullulano di abbracci, “like” e “selfie” tra leghisti e politici; di confronti o dibattiti ne vedo ben pochi…

Nell’aprile 1991 – era un lunedì – una signora di mia conoscenza (ricordo che era una donna importante, ma il suo nome al momento mi sfugge) esclamò: “Questi durano un anno… massimo due”. Una previsione non molto illuminata, che ne dice?

VP   Dico che la lega durerà, e anche parecchio. Non c’è nulla che venda meglio, politicamente, di dare agli elettori il senso che tutto va male per colpa degli altri: un qualunque capro espiatorio, anche il più implausibile, porta più voti della piena occupazione.

Gli esponenti chiave della Lega sono (secondo me) Borradori, Gobbi, Zali e Quadri. Spenda una parola per ciascuno di loro.

VP   Borradori: Gianni de Michelis ; Gobbi: “Boss” Hogg ; Zali: cugino Aschenbach ; Quadri: Smerdjakov.

Pellandini xDomande finali varie
Ai tempi il PLR aveva un avversario “atavico” che toglieva il sonno (oggi la situazione è completamente mutata). Come vede lei, da militante liberale-radicale, il PPD: il suo stato attuale e le sue prospettive?

VP   Son messi peggio di noi: noi abbiamo ancora una posizione da rivendicare, quella di destra liberale; loro no, la lega ha preso il terreno conservatore, il cattolicesimo politico è (fortunatamente) defunto ed il cristiansocialismo non è che una nicchia irrazionale del socialismo. Mi spiace, ché hanno pure un buon capitale umano, specialmente tra i giovani.

La signora Sommaruga ha detto, in sostanza, che il problema dei migranti è un tema puramente elettorale che l’UDC ha suscitato ad arte. Lei condivide questa opinione?

VP   Totalmente.  [È invece una enorme bestialità. Se l’ha detto la presidente, allora è una bestialità presidenziale***] Secondo ogni misura economica e sociale in Svizzera non esiste un problema della migrazione: siamo il paese libero più ricco e sicuro del mondo, con un’economia che cresce ed un tasso di criminalità stabile. Se i migranti non creano crisi economiche o criminalità non possono essere considerati un problema. Sinceramente trovo l’approccio dell’UDC immorale al punto che rifiuterei di stringere la mano ad un mio parente se lo scoprissi anche tenuamente associato con loro. Insultare ingiustamente la gente che soffre è grave; farlo non per ignoranza ma per squallidi fini elettorali è quanto di più ripugnante un essere umano possa dire.  *** Mi scuso con l’intervistato, non si dovrebbe. Ma dovevo…

Quando legge di Lampedusa o di Calais, qual è la sua reazione A) emotiva B) razionale?

VP   A) Odio violento per chi sminuisce, nega, o scarica la responsabilità NOSTRA per le tragedie umane che vediamo.
B) E’ un dato di fatto che economicamente la Svizzera può sopportare, senza nessuna conseguenza negativa sui suoi cittadini, un numero molto superiore di asilanti rispetto a quello ospitato attualmente. Chi nega ciò è ignorante o crudele.

Detto questo, credo che, oltre ad aumentare il numero di entrate, sia assolutamente necessario ridurre drasticamente gli abusi e le inefficienze in materia di asilo: chi è recalcitrante alle regole o commette atti illegali va espulso, come anche chi abusa degli aiuti ricevuti. Gli abusi a dire il vero non sono molti ed hanno un impatto irrisorio sulla qualità di vita svizzera, ma credo che nel contesto politico attuale questo aspetto repressivo sia fondamentale sia politicamente sia umanamente, per ristabilire il vero valore di asilo politico.

Va poi fatta un’altra precisazione: quando si pensa a Lampedusa e Calais si pensa sempre a dei rifugiati, che, per definizione legale, sono rifugiati politici. Il grosso dell’immigrazione è però di natura economica, che si trova obbligata a sembrare politica dalle barriere totali che CH ed EU hanno alzato contro l’immigrazione economica. Credo che questo sia un disastro, umanitario per loro, ma economico per noi. Da un lato gli immigrati, in media, portano molti più soldi (come aumento del PIL e come tasse – questo, ci tengo a sottolinearlo, è un dato statistico, non un’opinione) di quanti ne ricevono; d’altro lato l’inefficienza riproduttiva degli Svizzeri (e degli Europei in generale) fa sì che paradossalmente solo un afflusso di stranieri ci permetterà di mantenere uno stato sociale così generoso per i futuri Svizzeri anziani. Le barriere all’immigrazione economica extra-UE vanno quindi aperte (certo con regole precise) per una questione economica ancor prima che etica: non mi dispiacerebbe infatti che qualcuno pagasse per la mia AVS come io pago per quella di tanti vecchi razzisti che infestano questo Cantone…

Che cosa pensa del livello di sicurezza nel nostro Cantone? In particolare, coloro che abitano (come l’on. Ferrara Micocci) o gestiscono attività commerciali a ridosso della frontiera sud sono minacciati?

VP   I dati statistici dicono che il crimine non è aumentato, che è sotto controllo e che è comunque inferiore a quello di qualunque altro stato vicino. I dati statistici sono fatti e queste persone non sono quindi minacciate. Almeno non più di quanto lo fossero nel passato.

Facebook (lei è presente sul sito) ha una valenza anche politica?

VP   Non lo so. Non credo in senso elettorale: mi sembra che tanti eletti siano poco o per nulla attivi su facebook, ma questo è solo un aneddoto (che si usa al bar), non una statistica (che si usa per prendere decisioni politiche).

Per finire. Come definirebbe (si esprima pure liberamente) Ticinolive?

VP   Un portale dove viene pubblicato tutto (onore alla libertà), ma dove tutto è pubblicato con un morbido cinismo manipolativo un po’ andreottiano. Andreotti lo trovavo talvolta divertente, ma non gli avrei certo stretto la mano, né dovevo vivere sotto la sua amministrazione…

AndreottiEsclusiva di Ticinolive. Riproduzione consentita citando la fonte.