Caso Rey-Sant’Anna – La dura decisione del DSS

Sant'Anna

Comunicato stampa
Provvedimenti adottati nei confronti del dr.med.Piercarlo Rey

Il Dipartimento della sanità e della socialità comunica i provvedimenti decisi nei confronti del medico autore dell’erroneo intervento di mastectomia presso la Clinica Sant’Anna: revoca a tempo indeterminato dell’autorizzazione al libero esercizio e all’esercizio dipendente della professione di medico, con possibilità di presentare una nuova istanza di autorizzazione non prima di 24 mesi.

In data odierna il Dipartimento della sanità e della socialità ha deciso l’adozione di provvedimenti amministrativi nei confronti del dr. med. Piercarlo Rey per il comportamento assunto nella gestione del caso di una paziente che ha subito per errore un intervento di mastectomia bilaterale l’8 luglio 2014.

Condividendo la proposta formulata dalla Commissione di vigilanza sanitaria, incaricata dell’istruzione del procedimento, il Dipartimento ha in primo luogo inflitto una sanzione disciplinare consistente in un divieto di libero esercizio e di esercizio a titolo dipendente della professione di medico per la durata di 24 mesi. In secondo luogo ha pronunciato la revoca amministrativa a tempo indeterminato dell’autorizzazione al libero esercizio e all’esercizio dipendente della professione di medico, subordinando la presentazione di una nuova istanza di rilascio dell’autorizzazione alla completa decorrenza del divieto di esercizio emanato a titolo disciplinare.

Dopo approfondita analisi, è stato ritenuto che il medico sia venuto meno ai suoi oneri di identificazione della paziente prima di iniziare l’intervento chirurgico, ma soprattutto che abbia poi intenzionalmente violato in maniera grave il suo obbligo di informare la paziente o le persone a lei prossime. A tal fine ha anche allestito documenti inveritieri e invitato colleghi e collaboratori a disattendere il loro dovere di segnalazione dell’errore occorso.

Simili comportamenti sono inammissibili e minano in maniera molto grave la fiducia che pazienti e autorità devono poter riporre nella figura professionale del medico, centrale nel sistema sanitario. Pertanto questi fatti non impongono soltanto una sanzione disciplinare, ma comportano altresì la decadenza del requisito dell’esser degno di fiducia necessario per l’ottenimento e il mantenimento dell’autorizzazione, che viene conseguentemente revocata.

Come noto, sul caso è pendente anche un procedimento penale. Dal momento che le autorità penali dispongono di strumenti migliori e più incisivi per accertare i fatti, di principio in simili situazioni l’autorità di vigilanza amministrativa sospende il proprio procedimento. Un’eccezione è tuttavia possibile se i fatti appaiono sufficientemente chiari per quanto concerne il procedimento amministrativo, come nel caso in oggetto.

Grazie anche alla tempestività con cui la Commissione di vigilanza sanitaria ha svolto i propri accertamenti, è quindi stato possibile giungere alla conclusione del procedimento amministrativo di prima istanza nel giro di pochi mesi dall’interrogatorio del medico davanti al procuratore pubblico, senza attendere l’esito complessivo della procedura penale, che, come constatato in altri casi riguardanti operatori sanitari, si protrae spesso per anni. Sulla base delle conclusioni dell’inchiesta penale verrà poi valutata l’adozione di provvedimenti amministrativi verso eventuali attori coinvolti.

La Direzione del Dipartimento ha dovuto sin qui astenersi dall’esprimere giudizi sul caso non solo perché fatti e tesi non erano ancora stati compiutamente valutati, ma soprattutto perché in quanto autorità di vigilanza competente ad adottare le decisioni si sarebbe esposta a fondate istanze di ricusa. La situazione non diverge da una richiesta di anticipazione del giudizio rivolta ad un giudice penale o civile prima che la decisione sia stata pronunciata. A vincoli analoghi soggiace peraltro anche il Consiglio di Stato, dal momento che in quest’ambito funge da autorità di ricorso.

Il Dipartimento ritiene importante rassicurare la popolazione sulla sicurezza dei pazienti e della presa a carico presso la Clinica Sant’Anna, ricordando quanto affermato dal Medico cantonale al momento della divulgazione della notizia all’opinione pubblica. Egli ha in effetti subito precisato che la situazione è stata attentamente valutata e che nella struttura vi sono le necessarie premesse di sicurezza, come accertato anche nel corso dell’ispezione ordinaria compiuta lo scorso mese di gennaio. Ciò non può tuttavia ancora escludere in maniera assoluta comportamenti inadeguati in casi singoli.

Quanto all’eventuale comunicazione attiva dell’apertura del procedimento amministrativo e delle generalità del medico implicato, il Dipartimento rileva che la procedura di sospensione di un medico, proprio perché tocca la reputazione dell’operatore sanitario con importanti ripercussioni professionali ed economiche, è per sua natura confidenziale e non pubblica e quindi coperta dal segreto d’ufficio fino alla sua conclusione. Inoltre nel caso concreto, in virtù della funzione prioritaria del procedimento penale, incombeva al Ministero pubblico fornire eventuali complementi informativi al momento in cui la notizia è divenuta di dominio pubblico, come poi effettivamente avvenuto, in maniera concordata con la Commissione di vigilanza sanitaria, per correttezza e trasparenza verso i pazienti e gli operatori del settore.

Il Dipartimento ringrazia la Commissione di vigilanza sanitaria per l’approfondito e sollecito impegno profuso nella disamina del caso. La decisione adottata è ora impugnabile al Consiglio di Stato, in seguito al Tribunale cantonale amministrativo ed in ultima istanza al Tribunale federale.

Dal momento che il procedimento rimane aperto, in attesa della crescita in giudicato della decisione non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni.

DSS

NOTA. Il dr. Rey ha dichiarato la sua intenzione di ricorrere contro la sospensione. Il dr. Denti, presidente dell’Ordine dei Medici, ha pubblicamente approvato il provvedimento preso dal Dipartimento.