Il secondo voto – di Sergio Savoia

da www.blog.savoia.ch

Questo editoriale, stringato e dimesso, è stato pubblicato oggi. Secondo me Savoia sente che il suo “momento magico”, breve, è passato. La sua linea “populista verde” (così la chiamano i suoi detrattori) ha suscitato una effimera (la gente si stanca presto) curiosità. Sarà banale dirlo – io copio un po’ da tutti – ma in queste cose la gente preferisce l’originale.

Il sondaggio di stamani è impietoso (non solo per lui!) e non dà speranze. Prima di sera lo commenterò.

È anche troppo dimagrito, sovrappeso faceva più voti. Sergio, ti mantengo la mia simpatia ma per te è un momento difficile. La tua linea non passa. Non lo dice solo Pietro Pisani, che a poco a poco sta diventando autorevole. Si vede che i suoi metodi sono efficaci e solidi, lo scorso aprile ha imbroccato bene.

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Savoia yDice: ‘non stai facendo campagna’. Dico, sì, è vero. Sono anni che faccio politica, mesi che sono in campagna. Mesi che ripeto le medesime cose. E mesi che, come voi, sono deluso. L’anno scorso abbiamo preso importanti decisioni popolari, a cominciare dal 9 febbraio. Cosa si è fatto? Nulla. Avevamo deciso di togliere il traffico dalla strada, nel ’94, con l’iniziativa delle Alpi. Risultato? Si vuole raddoppiare il Gottardo soffocando il Mendrisiotto sotto ancora più traffico. In giugno abbiamo scelto di inserire i salari minimi nella costituzione. Stiamo aspettando la legge. Che Dio ci assista. Non faccio campagna perché quando vedo la campagna dei ‘colleghi’, tutte le promesse da marinaio, le buone intenzioni, specialmente degli uscenti che hanno avuto quattro anni di tempo per occuparsi del problema del lavoro e arrivano adesso a farlo… sui manifesti. Ebbene, mi scappano le calzette per terra. Non faccio campagna perché sapete come la penso, chi sono, quali sono i miei pregi e i miei difetti. Sapete che di difetti ne ho molti, pregi pochi ma chiari. Non sono sul libro paga di una lobby, dico quel che penso, faccio quel che dico e rispetto la volontà popolare, la applico senza discuterla. Se mi manderete a Berna sarò il vostro rappresentante, che siate Verdi, rossi o blu. Avete due voti per il Consiglio degli Stati. A me ne basta uno solo. Datemi il vostro secondo voto e lo userò per noi, ticinesi. Per farci sentire a Berna. Dammi il tuo secondo voto, usala, quella seconda crocetta. Grazie!