Che cosa faranno i PPD, arrivati a Berna?

Le (comprensibili) ambasce di Marco Chiesa

Titolo originale: “I deputati ticinesi sosterranno la formula magica?”

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In questo articolo il candidato UDC ha ragione da vendere. Visto che siamo in casa nostra ci permettiamo di esprimere anche la nostra opinione, che è la seguente: l’on. Fabio Regazzi lo farà.

In queste scorse settimane ho sentito spesso “vendere” la considerazione seguente (che non sta né in Cielo né in terra ed è buona solo per i boccaloni e per gli allocchi). Qualora in seguito al voto del 18 ottobre il BDP non dovesse avere i voti, EWS rinuncerebbe spontaneamente a una riconferma. Tra l’altro, un buon espediente per (non) rispondere alla domanda cruciale su Schlumpf. “Se la voterò? Ma come potrò farlo se non si presenterà?”

Una simile considerazione è una specie di saggio di umorismo macabro. Il “partitino di plastica” non ha mai avuto i voti. Quando nel 2011 Madame 5% fu ri-eletta quanti voti aveva il BDP ?

Apriamo gli occhi. Madame NON È la consigliera federale del “partitino di plastica” ma di altri partiti, ben due: Socialisti e Democristiani. A loro risponde, per loro governa. Da loro dipende, per la vita (e per la morte). 

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Chiesa zDal servizio pubblicato ieri sul Corriere del Ticino si apprende che i Presidenti svizzeri del PS Christian Levrat e del PPD Christophe Darbellay stanno nuovamente brigando per impedire in tutti i modi l’elezione di un secondo ministro UDC in Consiglio federale. Non ci si può sorprendere di questo modo di fare. Proprio loro, con altri deputati noti alle nostre latitudini, sono stati all’origine dell’estromissione di Christoph Blocher dal Governo nel 2007. I due Presidenti sono dunque molto abili in questo esercizio antidemocratico. Loro non arrossiscono anche quando calpestano la volontà del Sovrano, espressa nelle urne. Loro non si fanno scrupoli a mettere il bavaglio al primo Partito svizzero e ai cittadini che rappresenta. Loro non esitano ad avvelenare la nostra democrazia con le loro marchette politiche. Tutto ciò per servire al loro interesse partitico e la loro ideologia.

La composizione del Governo svizzero dal 1959 prevede che i tre partiti maggiori abbiano diritto a due rappresentanti, il quarto a uno solo. Se l’UDC si confermasse il primo partito in Svizzera e se volessimo mantenere [ripristinare, Marco, ripristinare: essa non esiste più formalmente dal 2011, sostanzialmente dal 2007; ndR] la “formula magica” non vi è dubbio che il partito dovrebbe ottenere due seggi in Consiglio federale. Questa dovrebbe essere la logica delle cose. Ma sappiamo quanto l’astio verso l’avversario politico e il desiderio di mantenere il potere rendano ciechi e sordi questi due Presidenti di partito.

Il prossimo 9 dicembre, verosimilmente, la Signora Carobbio e i Signori Lombardi, Regazzi e Romano siederanno nuovamente nel consesso bernese. Ammesso e concesso che i tre rappresentanti popolari democratici si sono già espressi in favore di una non rielezione della Signora Widmer-Schlumpf qualora dovesse ripresentarsi, i deputati citati sono pronti a lavorare affinché questa elezione ripristini la formula magica? Sono pronti a votare contro il volere del proprio Presidente e del loro partito che non intende accettare un Governo di centrodestra, espressione del voto svizzero? Sono pronti a sostenere Ueli Maurer e il secondo candidato ufficiale scelto dall’UDC per il Governo?

Meglio che i ticinesi lo sappiano prima cosa li aspetta il 9 dicembre! Meglio che si giochi a carte scoperte!

Marco Chiesa, deputato UDC e candidato al Consiglio nazionale