“Widmer Schlumpf non ha agito da sola…” – Intervista a Pio Eugenio Fontana

“… Sarebbe veramente troppo ingenuo crederlo!”

Jack 9Non si può negare che la Destra viva giorni piuttosto felici. Si rincuora e si compatta, scrive molto. Avverte un senso di “giustizia fatta”. 

Sul versante opposto il crollo della “ministra 5 per cento” è stata una vera mazzata per i Socialisti, suoi difensori all’estremo e oltre ogni limite. (Rifletta il lettore, riflettiamo insieme. Questa donna, che è stata per 8 anni la pedina del PS in governo – pedina vincente, finché non si è rivelata perdente -, fu eletta nel 2007 come esponente dell’UDC! La politica è torbida e cinica ma ci sono dei limiti. Intendo dire: NON ci sono, ma ci dovrebbero essere).

Fare il giornalista è un mestiere faticoso ma intervistare il dottor Fontana, presidente dell’Associazione Libertà e Valori, è un vero piacere. La chiarezza e la forza delle sue risposte sono encomiabili. Invano ricerchereste in lui l’abile zigzagare del mestierante della politica.

Un’intervista del professor Francesco De  Maria.

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Pio-E-Fontana-1-sm yFrancesco De Maria   Dottor Fontana, che cos’ha provato quando ha appreso la notizia della caduta (nel senso di: rinuncia forzata) di Eveline Widmer Schlumpf?

Pio Eugenio Fontana   Mi è parsa la naturale conseguenza dell’esito delle votazioni. Piuttosto mi aveva un po’ stupito la suspense creata dai media e da alcuni leader di partito sulla possibilità che potesse mantenere l’incarico. Poi ho capito che è stato fatto per preparare il terreno al passo successivo “…concediamo pure un secondo consigliere federale all’UDC, purché sia moderato e disposto ai compromessi…”.

Tutto è bene quel che finisce bene… oppure no? La “buona fine” basta a rappezzare i danni?

widmer_schlumpfPEF   Come ho già scritto recentemente, sarebbe veramente molto ingenuo credere che la signora Widmer Schlumpf abbia agito da sola, di sua personale iniziativa, nell’applicare la politica di resa ad oltranza nei confronti della UE e degli USA che ha caratterizzato il nostro Paese negli ultimi 8 anni. Evidentemente ella ha semplicemente eseguito, con l’avallo ed il supporto del resto del Consiglio Federale e della maggioranza dei membri delle Camere Federali, quanto le è stato ordinato da chi regge veramente il timone: le grandi banche (svizzere, ormai, solo di nome), parte dell’industria e l’oligarchia finanziaria sovra-nazionale. Nonostante la disistima che provo nei suoi confronti, trovo dunque ingiusto che se ne faccia un capro espiatorio. Per questa stessa ragione sono anche piuttosto pessimista sulla reale possibilità di riparare i danni arrecati al “sistema Svizzera”, a mio modo di vedere gravissimi. Basti pensare alla facilità con la quale abbiamo tradito, vendendoli al fisco dei relativi paesi di residenza, i milioni di risparmiatori stranieri che, nutrendo fiducia nel nostro sistema bancario e politico, per più di 50 anni ci hanno confidato le loro sostanze, facendo di noi il paese più ricco del mondo. C’è veramente di che vergognarsi…

Le sue posizioni politiche sono molto profilate. Ma lei… un partito ce l’ha?

PEF   Ho soprattutto delle convinzioni radicate e dei solidi ideali. Amo la libertà, la democrazia ed il valore che la civiltà di tradizione giudaico-cristiana, prima ed unica nella storia dell’uomo, attribuisce all’essere umano in quanto tale. Conseguentemente, odio le ideologie e le religioni che disprezzano e negano questi valori e considero, dunque, alla stessa stregua Nazismo, Comunismo ed Islamismo radicale. Credo nella famiglia come base portante di una società sana ed equilibrata, nel diritto dei cittadini di elevarsi moralmente e socialmente tramite il lavoro e lo studio, nel dovere dei datori di lavoro di non sfruttare i propri collaboratori e di ogni membro della società civile d’impegnarsi in prima persona per il benessere e la sicurezza della comunità. Sono anche convinto che lo Stato debba essere al servizio del cittadino e non viceversa e che la sua tendenza ad espandere esageratamente il suo campo d’azione a scapito delle libertà individuali vada limitata con decisione. Sono, in fine, fiero del “modello elvetico di civiltà”, a mio avviso il migliore del mondo. Sulla base di queste premesse, ormai da molti anni non esprimo più un voto puramente ideologico e concedo la mia collaborazione ed il mio sostegno solo a politici che dimostrano sul campo di credere nei miei stessi valori.

Un elettore può, per ragioni gravi e non per capriccio, rinunciare a sostenere il candidato proposto dal suo partito?

PEF   Per le ragioni di cui sopra, certamente sì!

Il cittadino dispone di due voti e per questo si parla intensamente di ticket. Il più ovvio è Lombardi-Abate, ma anche Abate-Malacrida, Ghiggia-Savoia e addirittura… Lombardi-Ghiggia sono al centro del gossip. Lei che cosa ne pensa?

PEF   Che gli elettori, prima di votare, dovrebbero verificare quali di questi candidati sono veramente credibili quando affermano di voler difendere la libertà e l’indipendenza della Nazione di fronte alla politica egemonica praticata da UE ed USA (alcuni di loro neppure lo dicono), di servire fedelmente il Sovrano (e non le lobby che, troppo spesso, la fanno da padrone alle Camere Federali) e di rappresentare al meglio i cittadini ticinesi a Berna (che, nel febbraio scorso, hanno plebiscitato col 70% dei voti l’iniziativa contro l’immigrazione di massa).

Ho letto l’analisi di un giornalista competente, che scrive: “Ghiggia al 31,6 % ha fatto il pieno dei “suoi” voti, della sua base, della parte politica che l’ha proposto. Questo però non gli basta per vincere”. Dovrà dunque trovare consensi nell’area dei partiti storici, i quali con i loro candidati in questo particolare momento si trovano spiazzati. Può farcela?

PEF   Credo di sì. Il programma politico di Ghiggia è molto chiaro e centrato sulle libertà e sui valori tradizionali che hanno permesso al nostro Paese di crescere e di svilupparsi, diventando, come è stato ribadito ancora recentemente, il miglior posto al mondo in cui vivere. Particolarmente profilata è la sua posizione relativa al mantenimento dell’indipendenza politica e giuridica dalla UE ed al mantenimento del primato della volontà del Sovrano su quella del Consiglio Federale e del Parlamento. Un principio portante della nostra democrazia, quest’ultimo, troppo spesso violato negli ultimi anni. Non è quindi escluso che egli riesca a trovare il sostegno anche di coloro che, pur appartenendo alle fila liberali e pipidine, giudicano con severità l’insufficiente rigore dei rispettivi partiti su questi temi.

“Un candidato privo di esperienza politica ad alto livello non può candidarsi a una carica così importante, deve prima fare gavetta”. Dico bene?

PEF   Non ne sono convinto. C’è piuttosto da chiedersi se, eleggendo dei candidati inesperti di intrighi di palazzo ma tecnicamente preparati e saldi nei loro principi e valori, non sia possibile riavvicinare la politica federale al mondo reale e ricondurla al suo principale dovere: servire, prima di tutto, gli interessi della Nazione.

Filippo Lombardi ha pubblicato importanti articoli sul Corriere (e due giorni fa un editoriale sul GdP) presentandosi come grande oppositore – sin dall’inizio – di Widmer Schlumpf; e, contemporaneamente, della linea politica dissennata [giudizio mio] del presidente Darbellay. La “dimostrazione” di Lombardi non fa una grinza? È lui l’uomo della Destra?

PEF   In realtà, mi ha lasciato qualche perplessità l’impegno che ha profuso nel giustificare in Ticino il suo operato a Berna relativo ad una consigliera federale caduta ormai in disgrazia, senza più alcuna possibilità di essere rieletta. Pur avendo apprezzato i suoi chiarimenti, avrei preferito che dicesse con maggiore chiarezza cosa pensa e cosa intende fare a proposito dell’accordo quadro che il Consiglio Federale vorrebbe farci firmare con la UE al fine d’imbrigliare la nostra autonomia in campo legislativo e giuridico. O che si esprimesse con più precisione sull’applicazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa e sull’opportunità di accogliere in Svizzera un numero sempre maggiore di rifugiati economici.

E le sue ambizioni verso la carica più alta? Soltanto un sogno?

PEF   È senza dubbio un politico molto conosciuto, esperto e potente, ben integrato nel mondo politico ticinese e federale. Non credo che l’impresa gli riuscirebbe a priori impossibile se decidesse di tentarla.

Chiudo con una domanda di dimensioni più ampie. Negli scorsi anni abbiamo vissuto e subito, duramente, una politica governativa di centro-sinistra [giudizio mio]. Il governo, si suppone, cambierà la sua composizione soltanto per 1/7. Riuscirà realmente ad essere un governo nuovo con una politica diversa?

PEF   Spero di sbagliarmi ma sarà difficile: solo un giocatore dalle doti tecniche ed umane straordinarie potrebbe migliorare la prestazione dell’intera squadra. E, di personalità del genere, sinora non ne ho ancora viste farsi avanti. Rimane, però, la speranza che, essendo cambiati i rapporti di forza alle Camere Federali con un buon rafforzamento del Centro-Destra, il parlamento saprà imporre al Consiglio Federale un cambiamento di rotta almeno parziale. Senza il quale, il nostro futuro sarà sicuramente molto meno luminoso del presente.

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