Contro il ticket Malacrida-Abate votiamo il ticket Lombardi-Ghiggia – di Paolo Camillo Minotti

Sarebbe un segnale sbagliato per il Ticino rieleggere Abate!
Perché io voterò il ticket Ghiggia-Lombardi? Cerco di elencare qui di seguito i motivi, pro memoria.

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ticketIeri sera tardi è giunto in redazione questo pezzo imponente, tosto e “spietato”, tipicamente “minottiano” (una delle migliori penne della Destra, che qualcosa pur ha, ma non molto). “Se aspettavi ancora un po’ te lo pubblicavo lunedì” gli ho mandato un veloce messaggio.

Un articolo ricco di informazione e di idee, che sembra scritto apposta per far imbufalire i sinistri e che meriterebbe di essere adeguatamente chiosato; sarebbe un vero godimento. Ma non ho tempo stamani: mi attende il Wolfsberg, poi il bridge a Zurigo: sarà un week-end stressantissimo.

Jack furbetto 220Il mio commento? (debbo autolimitarmi a UN concetto) Allora. Il voto dell’elettore di sinistra si converte in una politica di sinistra, e ciò è giusto e sacrosanto. Non è questo il problema. Il grave è che il voto dell’elettore di destra – per una sorta di “magica truffa” – si converte anch’esso in una politica di sinistra. E questo è un autentico imbroglio politico. (Poi vi diranno: lo facciamo per il bene del popolo; soprattutto per il bene di quei c… che non capiscono niente, di quei poveri cristi che non hanno mai sbafato una tartina al caviale a un aperitivo chic perché nessuno li invita). Vi confesso: a me non sono mai piaciuti gli imbroglioni.

PS. Avete notato che dal lungo pezzo paolo-camilliano UN nome è totalmente assente?

PS 2. Il programma di protezione Akismet (non so quanto efficace) mi segnala (in questo momento) 21.553 “tentativi di accesso dannosi bloccati”. Speriamo in bene.

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MinottiCominciamo per esclusione: il candidato socialista Malacrida non entra per me in linea di conto, perché è un candidato del PS il quale sposa (sia pure con garbo e apparente moderazione) l’ideologia e i programmi socialisti: quindi sempre più Stato, più assistenza senza distinguere chiaramente tra chi ragionevolmente merita l’aiuto e chi no, internazionalismo acritico e volontà di aderire all’UE, “buonismo” indifferenziato e politica delle porte aperte per tutti coloro che si spacciano per richiedenti l’asilo, appoggio alla politica di libera circolazione delle persone voluta da certi ambienti economici e dalla finanza internazionale (politica quest’ultima che i PS non ci convinceranno mai, neppure ripetendo come un mantra fino al giorno del giudizio la rivendicazione delle “necessarie misure accompagnatorie”, essere nell’interesse di questo Paese e della sua popolazione). Questa politica del PSS personalmente la ritengo assurda e demenziale, anzi persino offensiva dell’intelligenza dei cittadini di questo Paese e di ogni persona dotata di equilibrio e capacità di discernimento.

Anche il candidato Malacrida, e non solo il suo partito, si è distinto nelle scorse settimane di campagna per queste posizioni marcatamente ideologiche “a priori” (egli le chiama “valori”, come se chi non è PS non avesse pure dei valori….). Questo “buonismo a priori” è forse la peggior jattura della nostra epoca; è una bandiera brandita dalle più disparate cerchie e, talvolta, dietro queste enunciazioni vi sono interessi inconfessati.

Perchè non voto Abate
Per Abate il discorso è un attimino diverso: il tipo d’uomo è per sua natura pragmatico, e ciò potrebbe anche indurre più di uno a sostenerlo.Non vogliamo insistere troppo (per carità) sulla modesta levatura del personaggio; questa non sarebbe di per sè una pecca grave (di personaggi di modesta levatura nelle Camere e perfino in C.F. ve ne sono sempre stati e purtroppo ve ne sono ancora, in tutti i partiti), se non per il fatto che sbarra magari la strada a candidati dalle idee più chiare e anche intellettualmente una spanna al di sopra di lui… Ma questi sono i rischi insiti nella democrazia. Un tempo era uso eleggere al Consiglio degli Stati persone di esperienza, come premio e coronamento di una carriera politica, oppure persone di un certo prestigio, mentre Abate fu designato un po’ per ripiego e un po’ per caso.

Il caso ha origine nel lontano 2000, quando l’improvvisa morte del Cons. di Stato Giuseppe Buffi causò il subingresso in Governo del cons. nazionale Gendotti, a cui Abate subentrò in C.N. in quanto il primo subentrante dott. Adriano Cavadini (che era stato estromesso nelle elezioni l’anno prima avendo il PLR perso un seggio) rinunciò a un rientro al Nazionale “dalla porta secondaria”….. Di maggior rilievo sono le riserve di tipo politico: Abate fa parte di quella pattuglia di deputati PLR (in prevalenza romandi) che non riconfermarono Christoph Blocher ed elessero al suo posto Eveline Widmer-Schlumpf. Il suo astio contro Blocher e contro l’UDC lo ha espresso parecchie volte (ultimamente è diventato un po’ più prudente per evidenti ragioni di convenienza). Per quale motivo poi si estromise Blocher? Per motivi meschini e di bassa cucina partitica: certi PLR romandi, con in testa l’intrigante ex consigliere federale Couchepin, non perdonano ancora oggi all’UDC di essersi affermata a scapito del PLR. Ma, come ha scritto Blocher, chi è battuto dalla concorrenza dovrebbe in primo luogo interrogare sè stesso e chiedersi che cosa ha fatto di sbagliato, anziché covare rancore e vendetta contro la stessa…

Ma perché l’estromissione di Blocher è stata a mio giudizio un atto imperdonabile? Occorre una volta tanto dire fino in fondo questa verità, andando al di là delle chiacchiere di politicanti e giornalisti, che lasciano il tempo che trovano: per me come per molti altri cittadini, l’estromissione di Blocher – al di là dello sgarbo politico all’UDC e del precedente che ha rappresentato di non rielezione di un uscente – fu grave soprattutto perché si cacciò una persona di grande levatura e di grandi capacità politiche, imprenditoriali e morali. Perciò essa è stata un’onta indelebile per chi la promosse (Levrat, Darbellay, Schwaller, e dietro di essi il nefasto Couchepin). Mai era successo in modo così palese nella politica federale dal 1848 in poi che a prevalere fossero delle macchinazioni così meschine, dei desideri di rivalsa e delle idiosincrasie così viscerali, scaturenti da frustrazioni e invidie miserrime. Mai era stato buttato fuori in tal modo un consigliere federale che aveva ben lavorato, anzi non si estromisero manco gli incapaci evidenti (al massimo in qualche caso gli si faceva pressione dietro le quinte per indurli a dare le dimissioni). Eveline Schlumpf semmai avrebbe potuto essere eletta al posto di Samuel Schmid, che stava dimostrandosi totalmente incapace di dirigere il DMF! Ma no, Samuel Schmid, un modestissimo notaio di campagna bernese che (per utilizzare una bella espressione del dr. Gianfranco Soldati riferita però ad altra persona) quando il Padreterno fece piovere l’intelligenza stava sotto una tettoia, per i detrattori di Blocher andava bene! Come è andato bene Maurer (l’UDC propose il ticket Blocher-Maurer e gli altri partiti ebbero il “coraggio” di scegliere Maurer: e il bello è che poi osano criticarlo per la vera o presunta inadeguatezza nella conduzione del DMF)! Come va bene Burkhalter, che potrebbe fare tutt’al più il “gentil organisateur” del Club Mediterranée! Come va bene la “scolaretta” Simonetta Sommaruga, che dirige la politica d’asilo della Svizzera… come una maestrina d’asilo terzomondista! Insomma, non se ne può più delle “condizioni” che (anche da personaggi modestissimi come Abate) vengono poste all’UDC riguardo al profilo dei suoi candidati al C.F.! Come minimo, se vogliamo parlare di requisiti, essi dovrebbero essere richiesti ai candidati di tutti i partiti! Soprattutto dei requisiti di capacità, e non di “moderazione” politica o di “capacità di fare compromessi”. Bisognerebbe eleggere persone capaci, profilate e rappresentative della loro area politica: questa è la vera essenza della concordanza svizzera! Poi, tra persone civili e intelligenti, toccherà al collegio governativo nel suo ambito trovare le soluzioni ragionevoli, di volta in volta di sintesi e compromesso oppure espressione di un voto a maggioranza. Ma, per trovare un buon compromesso nel governo (che sia nel contempo espressione del paese reale), occorre innanzitutto che nel governo stesso siano rappresentate equamente le principali correnti politiche, e che lo siano dai loro migliori rappresentanti! E non da rappresentanti finti! Chi avversa l’elezione di personalità capaci e profilate, preferendo i mediocri e i manipolabili, fa un danno al Paese. E difatti poi si è visto che cosa è successo in questi ultimi 8 anni avendo in Governo dei “pesi piuma” e degli opportunisti: dalla crisi con la Libia alla gestione delle forti pressioni sulla piazza finanziaria svizzera, alla improvvisata svolta energetica,passando per i rapporti con l’UE e fino alla politica d’asilo totalmente errata (che non aiuta abbastanza sul posto e apre le porte avventatamente a falangi di migranti che non si integreranno mai), questi ultimi anni sono stati un totale fiasco. Si è dato avvio al progressivo abbandono degli atouts tradizionali del nostro Paese. Chi ha favorito questa deleteria decadenza non va rieletto. Ci vuole un’inversione di marcia.

Un altro motivo per non votare Abate
Ma c’è un motivo ancora più importante percui la rielezione di Abate sarebbe un segnale sbagliato, in special modo per il Ticino. Aspettiamo da due anni che il Consiglio federale si decida a proporre una legge di applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa approvata il 9 febbraio 2014. In special modo nel nostro Cantone gli effetti nefasti della libera circolazione e l’effetto di sostituzione dei residenti, si fanno sentire in modo pesante. Il Ticino, che ha votato a larga maggioranza Sì il 9 febbraio, ha bisogno di una rappresentanza a Berna che sia concorde nel sostenere le posizioni del Governo e della popolazione ticinesi. Lo stesso discorso vale per le trattative con l’Italia. Non abbiamo bisogno di rappresentanti sfuggenti e infidi, che non si capisce da che parte stanno, ma di leali servitori degli interessi del nostro Cantone, che sostengano a Berna quanto richiedono il Governo e la maggioranza dei ticinesi. Abate, che personalmente forse sarebbe anche cooperativo su questi temi, è stato però fortemente condizionato prima dalla consigliera di Stato PLR Laura Sadis (che sosteneva urtanti posizioni di fronda intollerabili in un Governo di concordanza) ed è tuttora condizionato dai suoi legami con personaggi e ambienti nefasti vicini al suo partito (il SECO, P.F.Barchi – che lo aveva candidato addirittura al C.F., ecc.) che gli impediscono di assumere una posizione “laica” e pragmatica, sotterrando una buona volta i desideri di rivalsa sugli odiati leghisti e facendo solo gli interessi dei ticinesi.

Perché votare Lombardi e Ghiggia
Ghiggia e Lombardi vanno votati (di converso) per gli stessi motivi suaccennati. Naturalmente essi non hanno esattamente le stesse posizioni; Lombardi è per sua natura maggiormente un mediatore, sulla politica europea non ha le stesse posizioni dell’UDC; però su alcune questioni puntuali ha l’intelligenza e il buon senso di saper prendere posizioni abbastanza ragionevoli. Dal mio punto di vista è quindi il “minor male”. Abate e Malacrida sarebbero decisamente peggio. In più, Lombardi si è speso come nessun altro per far conoscere a Berna i problemi del Ticino e sostenere gli interessi del nostro Cantone. C’è poi un motivo istituzionale-partitico, ma non per questo trascurabile, che dovrebbe indurre a rieleggere Lombardi: egli è stato da poco tempo eletto a capo della frazione PPD alle Camere. Una sua mancata rielezione sarebbe umiliante e immeritata per chi si è impegnato senza risparmio per rappresentare in modo degno il Ticino a Berna. Inoltre la non-rielezione avrebbe un’implicazione politica evidente: la sua elezione a capogruppo ha personificato la svolta che c’è stata ultimamente nel gruppo PPD alle Camere a favore del ripristino del governo di concordanza. La presenza di Lombardi a Berna è preziosa per gli equilibri politici alle Camere e per garantire l’elezione del secondo consigliere federale UDC ripristinando la “formula magica”. Ma c’è di più: egli è dato favorito per la successione a Doris Leuthard (che si dice potrebbe dimissionare fra un anno o due). È chiaro che il presupposto per tale nomina è la rielezione agli Stati. Sarebbe veramente un autogoal e una dimostrazione di autolesionismo senza pari, se i ticinesi non gli dessero e non si dessero questa opportunità di entrare nel Governo Federale! Un consigliere federale ticinese potrebbe essere in questo momento di indubbio aiuto per risolvere alcuni problemi puntuali del nostro Cantone o per far avanzare alcuni progetti infrastrutturali (vedi per esempio Alptransit a sud di Lugano o il collegamento con Locarno). Infine vi è un argomento decisivo che consiglia agli elettori di centro-destra di votare il tandem Lombardi-Ghiggia: occorre sbarrare la strada al ticket Abate-Malacrida! Qualcuno potrà sorridere, pensando che Malacrida non ce la farà mai perché era indietro al primo turno. Ma attenzione: se tutti gli elettori PS votassero Abate e una parte consistente di elettori PLR (l’ala radicale) votassero Malacrida in odio alla Lega e agli avversari storici, Abate e Malacrida potrebbero aumentare il loro bottino anche di 8-10’000 voti; a quel punto non solo Ghiggia resterebbe a casa, ma anche Lombardi potrebbe correre qualche rischio…. Per questo motivo chi sta sul centro-destra dovrebbe votare il ticket Ghiggia-Lombardi. Se radicali e socialisti non hanno remore a sostenersi a vicenda, anche gli elettori di centro-destra non dovrebbero avere schifo di fare altrettanto. Il leghista-UDC intelligente non deve avere nessuna remora a votare, oltre a Ghiggia, anche Lombardi. E idem l’elettore PPD che voglia tutelarsi dagli sporchi giochi radico-socialisti, deve votare oltre a Lombardi anche Ghiggia.

Paolo Camillo Minotti