Italia – Mattarella: “Onna come Parigi”

corona fioriOggi il Presidente della Repubblica italiana Mattarella, è stato a Onna. Durante la visita al paesino che fu raso al suolo  nel terremoto d’Abruzzo del 2009, intorno alle macerie ancora presenti, il Capo dello Stato ha proferito un discorso  in merito a come le popolazioni colpite dalle disgrazie improvvise riescano poi a reagire e per l’appunto ha accostato Onna e Parigi. Secondo il Presidente italiano, queste due città sono da intendersi come simboli di resurrezione da catastrofi improvvise e ha poi aggiunto: “il segnale di voler reagire e ripartire, è un segnale per tutti, anche per quelli che vorrebbero distruggere la nostra civiltà”.

Il terremoto del 2009 che devastò la meravigliosa città di l’Aquila e costò la vita a 309 persone

Il 6 aprile 2009 il terremoto che colpì l’Aquilano devastò Onna, che salì agli onori delle cronache nazionali e internazionali. La maggior parte degli edifici del paese crollarono e quelli rimasti in piedi subirono comunque danni gravissimi. A Onna vi fu anche il maggior numero di vittime umane del terremoto, 41, circa il 15% della popolazione. Perirono anche animali a causa del crollo di più stalle nel paese. Oltre ai soccorsi per le vittime umane, furono inviati sul posto dei contadini per aiutare gli animali che si trovavano in stalle scampate alla catastrofe.

aquila-terremoto-e1350943826933Gianna Finardi in merito al discorso del presidente

“Sinceramente non credo che ci sia molto da dire e trovo poco sensato un accostamento simile tra Onna e Parigi. Probabilmente il Signor Mattarella gode di ottima fantasia ma con le illusioni non si ricostruisce l’Aquila e non si potranno mai riavere le persone morte in disgrazia sia in Italia che in Francia.

Sulla questione di Parigi non ho voluto proferire parola  per rispetto a chi non c’è più. Cosa c’è da dire ancora? Cosa interessa alle famiglie delle vittime se i terroristi erano con cittadinanza francese o se erano immigrati il giorno stesso? Sono dettagli e i dettagli servono ma in un secondo momento, per “ricostruire” la storia, per trovare i colpevoli, per trovare una pace per qualcosa che di per sé è imperdonabile.

Per ricostruire L’Aquila, invece, propongo di seguire quello che fece il conte della Rocca e vi lascio ad una pagina di storia italiana che ha permesso alla città dell’Aquila di divenire una città patrimonio dell’Unesco e che oggi a distanza di 7 anni giace ancora in macerie”.

I terremoti storici nell’Aquilano

Numerosi terremoti crocefissero questi territori e gli abitanti di queste terre altamente sismiche. Si ricordano gli anni dei  piu’ cruenti: 1461, 1646, 1672, 1702, 1703.

Il terremoto dell’Aquila del 1703, conosciuto come il Grande Terremoto, è stato un insieme di eventi sismici verificatisi nell’alta Valle dell’Aterno e nell’intera parte settentrionale della Provincia dell’Aquila durante l’anno 1703. La scossa distruttiva si verificò il 2 febbraio del 1703, giorno della Candelora, e si stima che abbia avuto una magnitudo momento di 6,7 causando devastazioni del X grado della Scala Mercalli;  l’Aquila venne praticamente rasa al suolo, con danni gravissimi per quel che riguarda il patrimonio artistico e architettonico del capoluogo abruzzese, e le vittime furono oltre 6.000.

Pochi giorni dopo la tragedia venne inviato da Napoli il Marchese della Rocca, Marco Garofalo, che venne investito dei poteri di commissario straordinario; il vicario organizzò i soccorsi e tenne sotto controllo l’ordine pubblico, riuscendo anche a far desistere i sopravvissuti dall’idea di abbandonare definitivamente L’Aquila. Vennero emanate due ordinanze, una il 12 febbraio ed una il 18, che obbligavano la cittadinanza al coprifuoco e all’acquisizione di una specifica licenza per l’estrazione dei cadaveri e degli oggetti personali negli edifici danneggiati.

Nel novembre del 1703 il Marchese riuscì a far approvare l’esenzione fiscale per i cittadini colpiti per un tempo proporzionale ai danni subiti; per L’Aquila in particolare il pagamento delle tasse venne sospeso per dieci anni, un provvedimento che fu giudicato vitale per far ripartire l’economia e dare slancio all’opera di ricostruzione. Parallelamente venne però istituita una tassa straordinaria per permettere la realizzazione di 92 baracche per gli sfollati nella Piazza del Duomo, in una delle quali trovò posto anche il Consiglio Comunale.

« La città dell’Aquila fu, non è; le case sono unite in mucchi di pietra, li remasti edifici non caduti stanno cadenti. Non so altro che posso dire di più per accreditare una città rovinata »
(Marco Garofalo, Marchese della Rocca, Lettera al Viceré del Regno di Napoli

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Mattarella e le prospettive per l’Aquila: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Aquila-Mattarella-Nodo-vitale-la-sua-storia-deve-continuare-cbe2e27e-2924-490d-841c-ada992a6b444.html

Storici terremoti a l’Aquila, un sunto significativo: https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_dell%27Aquila_del_1703