La gran baruffa della formula E – Commenti e note di Francesco De Maria

Dal Cassarate alla Limmat
Zuri 1yUna conferenza stampa lunga, di grande interesse quella di oggi a Palazzo civico. Per il Sindaco, probabilmente non la più facile della sua vita. Tutti sono stati all’altezza della situazione anche se nella sala del Consiglio comunale aleggiava un senso di imbarazzo e di delusione. Non c’erano vittorie da annunciare ai giornalisti.

Distingueremo i fatti incontestabili dalle impressioni, dalle sfumature psicologiche e dal gossip.

Zuri 8 Tognella Oehen xSono venuti da Zurigo due esponenti dell’associazione “e-mobil Züri”, Roger Tognella, in ambito politico capogruppo PLR in Consiglio comunale, e Stephan Oehen (a destra nella foto). Sono venuti perché la città di Zurigo si interessa alla Formula E e perché già da mesi sono in contatto con le autorità luganesi.

  • Lugano aveva un’opzione (esclusiva per la Svizzera) relativa all’anno 2016 (data prevista: 6 maggio) per l’organizzazione di un Grand Prix.
  • A tale opzione Lugano ha rinunciato. Lo ha fatto l’on. Borradori oggi tra le 12.30 e le 14 (parole sue) dopo aver ricevuto una lettera dal Promotore* locale. “Mi sono preso questa responsabilità”, ha detto.
  • La decisione del Sindaco dovrà, ovviamente, essere ratificata dal Municipio, che si riunirà in seduta ordinaria giovedì prossimo.
  • Lugano al momento non ha alcuna opzione esclusiva per il 2017. Potrà però – se lo vorrà – inoltrare la sua candidatura.
  • Zurigo ha già, da alcuni mesi, presentato la sua candidatura per il 2017. Al momento è l’unica città svizzera ad averlo fatto.
  • Nella sua lettera delle 12.30 (immaginiamo una mail) il Promotore, pur continuando ad accettare nel loro complesso le condizioni poste dal Municipio, ha formulato a sua volta una condizione: egli avrebbe assunto formalmente l’impegno solo nel momento in cui la decisione dell’Esecutivo fosse cresciuta in giudicato, si trovasse cioè al riparo da possibili ricorsi e contestazioni.
  • A questo punto la situazione è apparsa troppo aleatoria – anche per i tempi strettissimi, che si sarebbero ulteriormente accorciati – e la rinuncia è diventata inevitabile (e in ogni caso saggia). Borradori non ha condannato il Promotore: “Al suo posto quella condizione l’avrei messa anch’io!”
  • Il nome del Promotore, ancora una volta, non è stato fatto. Ma nessuno ha insistito.
  • “Fare il Grand Prix a Lugano”  diventa oggi “Zurigo e Lugano collaborano per portare la formula E in Svizzera”.  Un gruppo di lavoro paritetico è stato composto (o lo sarà rapidamente). In concreto le possibilità per il futuro sono: a) Grand Prix a Zurigo  b) a Zurigo e a Lugano in alternanza  c) niente del tutto, oppure Grand Prix in altre città (viene citata Losanna).

* NOTA. Il Promotore locale è quella persona (o società) che assume in toto il rischio finanziario dell’operazione, Guliberandone il Municipio. Raccoglie le sponsorizzazioni e copre i costi organizzativi, nell’ordine di 2,8 milioni.

Zuri 5 Borr xCOMPLEMENTI D’INFORMAZIONE E COMMENTI

Presenti e assenti. Era presente in sala (ma non al banco del Municipio) l’on. Cristina Zanini Barzaghi (PS). Non si è visto l’on. Michele Bertini (PLR). Non sono stati nominati Jarno Trulli né l’avvocato Guarnieri.

Amarezza. Borradori e Foletti hanno, a tratti, palesato una comprensibile amarezza. Si può girare la frittata come si vuole, ma il fallimento rimane. Il Sindaco ha detto testualmente (almeno due volte): “Un municipale ha fornito una notizia falsa a Teleticino (Fuorigioco)”. E anche: “Io non condanno il giornalista che, ricevendo una notizia che ritiene vera, la pubblica”. “Se uno si oppone lealmente, mettendo fuori la faccia, fa uso di un suo sacrosanto diritto democratico. Diverso il discorso se agisce dietro le quinte”. È stata pronunciata (mi sembra da Foletti) la parola “boicottaggio”. Foletti non ha mancato di citare i volantini anti-Grand Prix distribuiti in via Pessina (che aveva fotografato).

Il direttor Mazza ha tenuto a puntualizzare che la variante proposta in extremis dal PPD (Grand Prix nel 2017 da tenersi a Cornaredo-Pregassona, fuori dal centro cittadino) non aveva alcuna base concreta, anche perché Lugano non disponeva di un’opzione esclusiva per il 2017. La mia personale impressione (che mantengo) era che quella “mossa” altro non fosse che un modo obliquo per dire di no e per confondere le idee.
Zuri 4 Foletti xI soldi. Stiamo parlando di un impegno complessivo di una dozzina di milioni, non di un sacchetto di noccioline. I soldi “c’erano”, il Sindaco ha ribadito questo concetto più volte. Corollario (come direbbero i matematici): il Grand Prix è stato “condannato” dall’opposizione politica, che si è fatta via via più acuta, e dalla minaccia di ricorsi dall’esito imprevedibile.

Ci si può legittimamente chiedere se i fautori del progetto non l’abbiano sin dall’inizio sottovalutata. La risposta potrebbe risiedere in una singola lettera, la E; in una singola parola: elettrica. Ma ai nostri occhi l’avversione della sinistra per una simile “audacia imprenditoriale” era scontata – E o non E -; e neppure sorprende l’atteggiamento negativo del PPD, pur ambiguamente espresso.

Adesso gli oppositori hanno “vinto” e, come è fatale, potranno catechizzare: avevamo visto giusto!

* * *

Assolutamente spietato l’articolo di spalla di Bruno Costantini sul Corriere. Letto solo cinque minuti fa. Maramaldo – che barbaramente uccise Francesco Ferrucci – non era che un misero dilettante!

E il professor De Maria sarebbe “cattivo”? C’è chi osa dirlo!

Zuri 2 Tognella xIl Promotore pone la sua condizione.  “I soldi c’erano”, meglio ancora “Non è vero che i soldi non c’erano”. Ma il Promotore, di fronte alle possibili – o addirittura prevedibili – difficoltà (ricorsi), si tutela esigendo, prima di firmare, che la decisione (di fare il Grand Prix) sia “cresciuta in giudicato”. Egli pone questa condizione ben sapendo che potrà provocare la rinuncia del Municipio. Descrivere una situazione del genere con frasi del tipo: “i soldi c’erano” o “il Promotore ha dato la sua risposta, tra l’altro positiva” sembra troppo facile e poco convincente. Di fatto il Promotore sapeva benissimo che con la sua lettera metteva il Municipio con le spalle al muro.

E se i potenziali grandi sponsor (per milioni) avessero notificato al Promotore una condizione analoga?

Sull’altro versante forse questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso; forse i fautori già esitavano, assillati dalle difficoltà crescenti e dal tempo che rapidamente svaniva.

Difficile mettersi nei panni del Sindaco, anche perché non si hanno tutti gli elementi di giudizio che lui ha. La sua decisione, ingrata e politicamente poco appetibile, appare tuttavia saggia. Insistere ad ogni costo avrebbe potuto – nella peggiore delle ipotesi – portare a un disastro. Allora il danno politico (che già c’è, basta vedere quanti si fregano le mani) sarebbe stato molto più grande.

(per concludere) Il sogno.  La parola non dev’essere interpretata come “desiderare qualcosa di irreale o irraggiungibile”, ma positivamente. “Io non volevo una corsa di macchinine di un giorno, per entusiasmare i bambini. Volevo molto di più: le sinergie, l’approfondimento scientifico, lo sviluppo tecnologico, la collaborazione con i politecnici”. Come dar torto al Sindaco?

Questa volta la macchina è andata in testa-coda. Ma non è detta l’ultima parola!

Zuri 6 Mazza y