“Farlocco sarà Lei!” – di Paolo Camillo Minotti

Altro che intervista «farlocca»! Farlocca è l’attuale dirigenza dell’UDC-TI (incluso Del Don) (titolo originale)

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Jack furbetto 220Pubblico a volta di corriere (la polemica divampa e il tempo incomincia a scarseggiare) questo duro pezzo di Paolo Camillo Minotti, consigliere comunale UDC a Bellinzona, in riposta a Del Don. Da parte mia

  • presento il testo tale e quale, parola per parola,
  • fermo restando che non prendo posizione su di esso: i giudizi (assai pesanti) di Minotti appartengono a Minotti.
  • Una mia personale valutazione, della quale mi assumo la responsabilità, è la seguente: in questi ultimi anni nell’UDC Ticino si è parlato TROPPO POCO e con insufficiente sincerità. Non è forse questa l’accusa che molti – in particolare gli uomini di destra – muovono a certi (ben noti) partiti, nei quali i “subordinati” fungono da povere marionette e sono trattati da patetici “minus habentes” ? È bello, è giusto questo? No? E allora… non bisogna copiare!
  • Segnalo a tutti l’interessante intervista che il presidente in pectore Piero Marchesi (che io stesso ho recentemente intervistato) pubblica oggi sul bel portale Ticinolibero.

NOTA. Paolo Camillo Minotti ha tradotto dal tedesco un’opera di grande interesse: “Il metodo Blocher”, disponibile in italiano da un paio di mesi. Edito a cura della Fondazione Carlo Danzi, Prato Leventina.

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MinottiLeggo la «replica» di ieri di Orlando Del Don all’intervista che Ticinolive ha fatto ad Athos Ambrosini, presidente del Distrettuale UDC Bellinzonese e Tre Valli e candidato alla presidenza cantonale UDC. Come sempre Del Don non è capace di argomentare in contraddittorio, di interagire con gli altri in modo pacato e civile come si dovrebbe fare in democrazia. Fa solo delle «sparate» e, se lo si contraddice, comincia a diffamare o a denigrare l’interlocutore. Se tutti i professionisti della branca psichiatrico-psicologica della medicina fossero come lui, saremmo proprio messi male… Egli ha poi la vistosa abitudine, come si suol dire nella parlata popolare, «di dare del proprio agli altri», cioè di appioppare epiteti e aggettivi sprezzanti e ingiuriosi che francamente calzerebbero meglio alla sua persona che non a coloro ch’egli prende di mira….

Per esempio, egli accusa Athos Ambrosini di essersi fatto rieleggere in modo irregolare alla presidenza distrettuale UDC del Bellinzonese e Tre Valli, ciò che non è affatto vero. Mentre è verissimo che Del Don si spaccia per presidente di una fantomatica Sezione comunale UDC di Bellinzona, sezione che non esiste, ….a meno che egli l’abbia magari costituita nel suo studio di psicoterapia in città facendo fare il segretario e il cassiere a due suoi pazienti! A parte gli scherzi, se una sezione cittadina UDC fosse stata costituita, come minimo si sarebbe dovuto convocare all’assemblea costitutiva il sottoscritto in quanto sono l’unico consigliere comunale UDC. In realtà Del Don sa benissimo che avevamo sempre rinunciato a costituirla per scarsità di aderenti attivi, facendo svolgere le funzioni della Sezione da parte del Distrettuale. Ma capisco che Del Don, che dall’aprile 2015 non è più granconsigliere (non essendo più stato rieletto), abbia bisogno di una carica per supportare la sua smania di protagonismo….

Ma veniamo alle velenose critiche ch’egli muove ad Athos Ambrosini (N.B.: il termine « velenoso » è uno di quelli che Del Don appioppa spesso agli altri, ma che si confà invece perfettamente alle sue esternazioni). Del Don non risponde alle critiche di sostanza che Ambrosini fa alla dirigenza del Partito e a lui stesso, ma si limita ad appioppargli degli aggettivi, a dire che è velenoso, ecc.. In tal modo si esime dal dare delle risposte ai fatti citati e dal portare degli argomenti che visibilmente non ha.

Certo Athos Ambrosini non ha peli sulla lingua, alcune sue risposte al Prof. De Maria sono taglienti e possono scioccare chi è abituato agli «embrassons-nous» ipocriti della vecchia politica e a considerare lesa maestà ogni critica al presidente del partito. Ma, a parte il ritmo brioso dell’intervista imposto dalle domande di De Maria, le risposte sono date a ragion veduta, descrivendo le contraddizioni e il ridicolo di una dirigenza cantonale UDC (Del Don compreso) non all’altezza del proprio ruolo! Una dirigenza di mediocri mestieranti e di meschini opportunisti. Le cifre, peraltro, non mentono: una dirigenza cantonale UDC che riesce nelle elezioni cantonali a raggranellare (perdipiù assieme ad Area Liberale!) a malapena la metà delle schede che l’UDC raccoglie invece nelle elezioni nazionali, è una dirigenza inadeguata e fallimentare, che va cambiata! Se noi fossimo nel presidente nazionale Toni Brunner, l’avremmo già commissariata! Avremmo già preso la ramazza e scopato via questo branco di incapaci che da anni riescono a perdere regolarmente pur essendo sulla barca vincente dell’UDC svizzera!

Certo, per le elezioni nazionali si è andati avanti un pochettino anche in Ticino, ma il merito è esclusivamente dei temi forti portati avanti dall’UDC svizzera (vedi giornali a tutti i fuochi concepiti oltregottardo), che sono condivisi da molti cittadini. Vogliamo fare volutamente una battuta un po’ provocatoria: con gli argomenti validi dell’UDC svizzera alle spalle, verrebbe eletto anche un sacco di patate al Consiglio Nazionale, non solo Pierre Rusconi e ora Marco Chiesa! La dirigenza UDC ticinese non ha proprio nessun merito in questo (relativamente) buon risultato per le Nazionali; anzi con la sua insipienza ne ha molto probabilmente frenato l’ampiezza! Di fronte alla nullaggine di un Gabriele Pinoja, all’opportunismo di un Chiesa o alla «tromboneria» di un Del Don, non c’è da meravigliarsi se qualche potenziale simpatizzante UDC abbia preferito votare per la Lega (che oggi come oggi può sembrare più affidabile dell’UDC ticinese) o restare a casa o continuare a votare per i due partiti storici.

«Heureusement que le ridicule ne tue pas !», come dice un motto francese, altrimenti i vari Chiesa, Pinoja, ecc. negli scorsi anni sarebbero stati fulminati dal ridicolo che si sono tirati addosso con le loro giravolte e le loro improvvisazioni (prima alleati della Lega, poi guerra contro la Lega nelle comunali di Lugano 2013 e nelle cantonali 2015, poi – dopo la sconfessione da parte del presidente nazionale Brunner e la batosta elettorale di aprile 2015 – riconciliazione con la Lega e di nuovo alleanza con la stessa; il tutto senza uno straccio di autocritica, senza ammettere umilmente di essersi sbagliati, anzi sparando ancora su quei pochi come Athos Ambrosini che avevano denunciato internamente tali asinate d’autore!).

E queste giravolte gioppinesche di Pinoja e Chiesa sono sempre state avallate, da quanto ci consta, anche da Marchesi, che ora vuole succedere al presidente Pinoja. (O comunque egli si è sempre adeguato). Secondo noi ora sarebbe il momento di cambiare realmente, di mettere alla presidenza una persona che volti pagina e cambi radicalmente il metodo di conduzione. Ci vuole un rinnovamento di sostanza, non la successione di un «fedelissimo»; occorre un presidente capace di compattare una squadra valida e efficiente, che persegua con coerenza la linea politica del partito – senza penosi opportunismi – e che sia rispettosa e aperta al dialogo con tutti gli aderenti attuali e potenziali, in assoluta trasparenza e sincerità. Occorre democrazia e trasparenza nella gestione del partito, non «combines» e camarille d’affari per spartirsi i ruoli fra sodali escludendo chi può rappresentare magari un concorrente personale dei sodali stessi ma che potrebbe apportare maggiore seguito al partito.

Per tornare a Del Don e terminare: mi ha colpito nella sua replica ad Ambrosini la critica finale all’intervistatore De Maria, che secondo lui – si arguisce facilmente – non avrebbe neanche dovuto farla l’intervista «farlocca» ad Ambrosini! Quel passaggio è illuminante sulla mentalità di Del Don, sulla sua insofferenza al dibattito libero, sulla sua intolleranza. C’è qualcuno che dice cose scomode? Per Dio, non lo si faccia nemmeno scrivere…

Ma per fortuna c’è ancora (finora) qualche portale libero, i media non sono ancora tutti «normalizzati» come certa stampa scritta e certe tv !

Paolo Camillo Minotti
(già granconsigliere UDC – consigliere comunale UDC a Bellinzona)