Quella voglia incontenibile di firmare – di Gianfranco Soldati

La-stupidità-umana-è-infinita-webNon sono mai riuscito a capire cosa possa indurre persone indubbiamente intelligenti e istruite a firmare proclami e manifesti che le espongono, quasi automaticamente, a dileggi e sberleffi di persone altrettanto intelligenti e istruite. Con in più la probabilità di una figura barbina e meschina non infrequente quando la verità o la realtà delle cose viene a galla.

soldatiIn Italia destò clamore il caso di un pensatore erudito come Norberto Bobbio, probabilmente un galantuomo vero, che firmò con centinaia di intellettuali o persone che tali si ritenevano, un manifesto contro Luigi Calabresi, commissario di polizia. La protesta di Bobbio e compari era basata su una campagna scatenata da una squilibrata come Camilla Cederna, sostenuta come di dovere dalle sinistre più radicali, campagna in cui si accusava Calabresi, senza addurre una pur minima prova, di essere il maggior responsabile della defenestrazione di un anarchico, Giuseppe Pinelli. Il povero funzionario fu assassinato da terroristi amici dell’anarchico, le accuse contro di lui si rivelarono assolutamente infondate e la macchia sul ricordo di Norberto Bobbio divenne indelebile. Quella dei cofirmatari del manifesto si è disciolta assieme al loro ricordo. Requiescant in pace.

P.S.: avevo dimenticato, ma Fabio Pontiggia ha coraggiosamente ricordato, sul CdT odierno (22.2.2016), che anche Umberto Eco fu tra i 50 firmatari del manifesto contro Calabresi. A piena conferma della personale opinione che l’immensa, infinita STUPIDITA UMANA la producono uomini intelligenti. Gli stupidi autentici non producono alcunché.

*eco_umberto yt“Dimanche noir!” il gemito di Delamuraz  In Ticino permane la rimembranza (ricordo con forte partecipazione emotiva) di un grande architetto che la sera del 6 dicembre 1992 si sentì morire dalla vergogna (ma per nostra fortuna si guardò bene dal farlo, e così è stato ancora in grado di firmare, poche settimane fa, un appello contro l’iniziativa UDC che siamo chiamati a votare il prossimo 28 febbraio) per il fatto di per sé banalissimo che il popolo svizzero aveva rifiutato l’adesione ad un mercato comune. Avesse il popolo svizzero votato come ardentemente e nobilissimamente auspicava l’architetto Mario Botta, oggi ci ritroveremmo tutti intrappolati in quella povera, quasi commovente UE che abbiamo sotto gli occhi.

Ma il campione indiscusso della firma di proclami e manifesti (anche di richieste di sovvenzioni statali, ma questo è un discorso che non rientra nelle intenzioni di questo modesto panegirico dei firmatari eccellenti) è un pagliaccio, noto, come diceva il dottor Dulcamara, all’universo intero …. e in altri siti, sotto il nome di Dimitri. Per le firme contro l’iniziativa UDC per l’espulsione di criminali gravi o incalliti, con tanto di sentenza cresciuta in giudicato, a far compagnia al grande pagliaccio e al grande architetto troviamo, sul piano nazionale, un rapper “inaudito” come Stress, una commediante come Gardi Hutter (chi era costei?), uno scrittore ancora sconosciuto ma di buone speranze come Pedro Lenz e, dulcis in fundo, l’immancabile Cacalotti Rist.

Il pagliaccio di Verscio ha perso la trebisonda   Kurt W. Zimmermann, per conto mio il più intelligente, spiritoso e informato cronista mediatico del paese, a questi protagonisti della “firmazione” ad oltranza ha dedicato gustose riflessioni, che traduco qui per comodità del lettore che non ha il tempo o la voglia di andare a leggersi il testo originale sulla Weltwoche del 28 gennaio 2016, a pag. 27.

“Dimitri fa parte delle nostre personalità preminenti, o almeno di quelle che tali si credono. È il campione indiscusso, in fatto di firme, nella lega di questi compatrioti in grado di far opinione. Sul podio lo segue la Rist, che firma tutto quel che le arriva a portata di mano, pur che si tratti di manifestazioni di buonismo incondizionato. Brillanti in questo campo sono anche il comico Victor Giacobbo, il regista Samir (chi era costui?) e il cabarettista Franz Hohler. Stelle sorgenti sono anche lo scrittore Pedro Lenz e il miliardario Hansjörg Wyss (quello che con un altro benefattore ha promesso 7 mio di franchi al comitato di cui fa parte Filippo Lombardi, per far rivotare il 9 febbraio 2014)”. “Questa gente crede veramente di essere indispensabile al buon andamento del mondo, sostenuta come è dai giornalisti politicamente corretti”. “Ultimamente però il divertente pagliaccio di Verscio ha perso la trebisonda. Nella smania (stato di agitazione psicofisica provocato da tensione nervosa dice il dizionario) ha firmato, tra una richiesta di sovvenzioni e l’altra, un appello in favore del secondo tubo del Gottardo, dimenticando che i buoni, vale a dire i politicamente corretti, sono contrari”. Insomma, come dire che a furia di firmare può capitare che si inciampi in una gaffe.

*

Sotto il giogo della Potenza Egemone   Le sanzioni contro la Russia, sono state imposte dagli USA con l’abituale prepotenza a quasi tutto il mondo, Cina, Iran e Corea del Nord esclusi. Una logica conseguenza della guerra in Ucraina apparentemente scatenata da Putin, ma in realtà proprio dagli stessi USA che volevano, con il loro braccio armato che si chiama Nato, schierarsi ai confini (1’920 km di “ramina” tra Kiew e Mosca) dell’ex impero sovietico. Il boicotto danneggia gravemente l’economia russa, già in sofferenza per il calo del prezzo del petrolio. Ma ad essere gravemente danneggiati sono anche gli stati europei che con la Russia avevano scambi commerciali di grande consistenza. Per la Germania il risultato è stato di una diminuzione, rispetto al 2013, del 18% nel 2014 e di un 34% nel primo semestre 2015. Due altri stati europei sono particolarmente colpiti, Austria e Finlandia, stati che non essendo in grado di orientare altrimenti le loro esportazioni si vedono ostretti a diminuire le importazioni. Da quali paesi provengono in gran parte le importazioni di questi due paesi? Non bisogna essere premi Nobel in economia per pensare che provengono proprio dalla Germania, e difatti è proprio così. Doppio danno e doppia beffa per i tedeschi. Cosa fanno le multinazionali con sedi in Germania per aggirare gli ostacoli? Stanno trasferendo le loro sedi di produzione proprio in Russia, con i dovuti accorgimenti e prudenza del caso. A denunciare queste magagne di una politica vessatoria voluta dalla potenza egemone, aggravate da un palese calo della fiducia riposta dai russi nell’UE e soprattutto nella Germania, è stato, su una “Zeit-Fragen dello scorso mese di agosto, Folker Hellmeyer, analista-capo della “Bremer Landesbank”.

Che attualmente sia in corso una guerra degli USA contro Russia e Cina, le due sole potenze che entro 20-30 anni potrebbero mettere in discussione l’egemonia statunitense, penso sia un dato di fatto accessibile anche a chi solitamente si limita alla cura del proprio orticello. Le sanzioni contro la Russia sono solo un episodio, di durata imprevedibile, di questa guerra. Il giudizio conclusivo di Hellmeyer è che a lungo termine gli USA dovranno tornare a più miti consigli, accettando la spartizione di parte del loro potere con i due giganti summenzionati, nel quadro di un ipotetico organismo internazionale che non potrà essere l’ONU attuale, con 5 Stati, tra cui due staterelli (GB e Francia), con diritto di veto. Io invece mi consolo condividendo il giudizio di Keynes: a lungo termine saremo tutti morti.

Gianfranco Soldati