Un furto? Sì, ma legalizzato! – di Gianfranco Soldati

 

bancaRileggere per rinfrescare la memoria riserva talora gradevoli conferme, talaltra spiacevoli smentite. Scrivevo su questo portale il 17 novembre 2013, a proposito di “Zinsnullung”, quanto segue:

A metà 2012 ho pubblicato un paio di articoli in cui denunciavo il furto legalizzato che i comuni mortali subiscono da parte delle banche centrali con la cosiddetta “Zinsnullung”, l’annullamento o azzeramento dei tassi di interesse per i prestiti delle banche centrali alle grandi banche “too big to fail”. Draghi e i suoi complici nel luglio 2012 avevano concesso un prestito di 1’020 mrd di euro alle principali banche europee in gravi difficoltà, le spagnole in particolare, in realtà addirittura fallite. soldatiNon potendo per statuto (no bail out perentoriamente previsto dal trattato di Maastricht, firmato da tutti gli stati UE con il solo, unico scopo, si direbbe, di farne carta straccia) la BCE comperare i bonds dei PIIGS (stati “maiali”, dall’inglese pig, Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), stati praticamente falliti, la banca centrale forniva a tassi “politici” alle grosse banche nazionali i mezzi per procedere a tali acquisti, spacciandoli come aiuto per concedere crediti a privati e imprese a dar stimolo alla crescita. Pronosticavo facile facile che invece di concedere crediti a privati e aziende, tutti e sempre a grosso rischio in periodo di recessione, le banche nazionali avrebbero acquistato i bonds dei PIIGS, intascandosi senza rischio il cosiddetto “spread”, differenziale di tasso d’interesse tra i bonds tedeschi e quelli dei paesi in crisi. Con soldi (carta straccia fresca di stampa) concessi all’1% dalla banca centrale di Draghi le grosse banche europee hanno naturalmente acquistato i bonds nazionali a rischio, che pagano tassi fino al 4-5% (e addirittura 7-8% per la Grecia), incassando tranquillamente la differenza, 40 e rotti mrd annui, per i 3 anni che durerà, se non prolungato, il prestito. Ai privati e alle aziende nihil, niet, niente.

Monte dei Fiaschi di Siena: praticamente fallito, ha in cassa 22-23 mrd di Bot (buoni ordinari del tesoro) e Btp (buoni del tesoro poliennali). Dove ha preso i soldi per acquistarli? Semplice, dal prestito di Draghi di cui ho appena detto.

Il Fondo monetario europeo esige adesso che tutte le grandi banche nazionali dei paesi UE (da 130 a 150 banche) si ricapitalizzino secondo le prescrizioni di Basilea III per poter poi inserirsi nella cosiddetta Unione bancaria, sotto l’unico controllo della BCE di Draghi. Ma le banche godono adesso della totale sfiducia del risparmiatore europeo, che non dimentica la rapina ai danni di russi e ciprioti messa in atto a Cipro. Come procedere allora per riassestare il patrimonio di queste banche? Alla cassa verranno chiamati in primo luogo gli azionisti e gli Stati, e poi i fondi ad hoc già previsti dell’UE. Ma un accordo più o meno segreto firmato la scorsa estate su pressione tedesca prevede che, se necessario, si potrà metter le grinfie sulle obbligazioni, con l’obbligo di conversione in azioni, e, dulcis in fundo, sui depositi di meno di 100’000 euro (i soli che resterebbero garantiti). In altre parole, l’estensione della procedura “Cipro” a tutta l’UE è già stata studiata fin nei dettagli.

rapina vignettaImpresa, altra grossa banca italiana beneficiata da Draghi, con un rapporto interno da lei reso pubblico (“Libero” del 13.10.13), fa sapere che negli ultimi 12 mesi le “grosse” banche italiane hanno investito ancora 80 mrd in bonds italiani, tagliando (cioè togliendo) 50 mrd dai prestiti a privati e aziende. Gli acquisti in crescita del 25,3%, i prestiti in calo del 3,5%. A perfetta conferma di quel che prevedevo, con molti altri, oltre 1 anno fa. Si comperano i bonds “marci”, ma dal reddito facile e sicuro, ai privati niente, e così la ripresa non è possibile!

La terza grande banca spagnola, Bankia, quando ha ricevuto la sua congrua parte del regalo (regalo per le banche, per i contribuenti solo un furto qualificato) di Draghi era, come ammesso dagli stessi spagnoli, già fallita. I miliardi ottenuti a tasso d’interesse praticamente “annullato” (l%) e quelli ricevuti da un successivo prestito speciale della BCE alla Spagna (ho in mente la cifra complessiva di 296 mrd, ma non sono sicuro) li ha tutti investiti in bonds dei PIIGS. In men che non si dica, con il differenziale dei tassi (“spread”) si è risanata e adesso la Bankia è addirittura comparsa, stando a “Affari e Finanza”, giornale economico, sul mercato italiano, fornendo in pool un prestito sindacato ad un’impresa medio-grande italiana, al tasso del 3,75%. Cosa significa questa manovra? Significa che la BCE ha fornito euro alle grandi banche nazionali in quantità tale da acquistare tutti i bonds dei PIIGS immessi sul mercato per il rinnovo dei crediti: talmente tanti che ne rimane una parte non collocabile sui bonds e allora si deve prestare altrove. Di recente, il 7 novembre 2013, la BCE ha ulteriormente abbassato il tasso di sconto, portandolo dallo 0,5 allo 0,25%. In pratica, un azzeramento totale, a danno esclusivo dei risparmiatori, in particolare delle casse pensioni. I semplici cittadini forse non se ne accorgono (ma prima o poi la triste realtà viene sempre a galla): il signor Draghi ed i suoi complici stanno compiendo un furto con destrezza di inaudite dimensioni, infilando le loro unghie rapaci nei portafogli dei risparmiatori senza che questi se ne rendano subito conto. E, visto che finora le scarse proteste sono cadute e sommerse nella corrente del mainstreaming euroforico, gli apprendisti stregoni della BCE hanno adesso deciso il limite massimo di “Zinsnullung”, 0,25%. Anche la Fed e la banca centrale nipponica si sono da tempo inoltrate su questa strada che condurrà obbligatoriamente, prima o poi, ad un triste, anzi tragico risveglio. Intanto Cina, India e Brasile stanno, a quel che si legge, comperando oro a più non posso e buttano sul mercato i troppi dollari in loro possesso. Un quotidiano italiano del 23 ottobre titolava: “Cina e USA si sfidano a colpi di lingotti”, con sottotitolo “Il biglietto verde perde valore e Pechino ne approfitta rastrellando oro”.

Il lettore potrà domandarsi come sia possibile che tutte le eminenti personalità alla guida di banche centrali e governi europei si comportino in realtà da ladri dal colletto bianco nei confronti delle popolazioni governate. Lo fanno perché vittime di un assioma che per loro è anche un dogma: l’UE è un mostro sacro, intangibile e irreversibile. Ogni azione e decisione tesa al salvataggio di questa costruzione “artificiale”, voluta dall’alto e mai legittimata dal voto popolare, è di per se legittima e doverosa. E lo è ancor più perché il salvataggio dell’UE, vero e proprio inborn error of metabolism, coincide esattamente con il salvataggio delle proprie “cadreghe”.

Dove ci abbia condotti questa visione delle ”eminenti personalità” lo abbiamo già sotto gli occhi in misura più che sufficiente per giustificare un giudizio totalmente negativo. Quel che manca alla demistificazione definitiva di cotesti e cotali dirigenti (e al disinganno dei creduloni al loro seguito) sta nel futuro, purtroppo (o per fortuna?) più prossimo che lontano.

La considerazione di questo inizio 2016 potrebbe essere questa:

Già il semplice azzeramento dei tassi di interesse ha costituito un furto ai danni del risparmio (privato, pensionistico o assicurativo, di ricchi e di poveri) e un regalo alle banche. Adesso siamo ai tassi negativi crescenti, nel disperato tentativo di convogliare i proventi del furto al risparmio sugli investimenti indispensabili alla messa in moto di processi di sviluppo economico.

I vecchi economisti, oggi sostituiti da apprendisti stregoni, sostenevano che lo sviluppo economico non si può ottenere con provvedimenti monetarie. Io speriamo che il prossimo futuro li smentisca.

Gianfranco Soldati