Gerald Celente: “La Federal Reserve fa salire il prezzo dell’oro”

La presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, si è espressa martedì davanti all’ Economic Club of New York. Il 30 marzo, l’economista americano Gerald Celente si è espresso al riguardo in un articolo sul portale King World News :

CelenteNegli ultimi giorni il corso dell’oro è sceso, trascinato giù dai commenti aggressivi di diversi presidenti delle Fed regionali. Si sono espressi a favore di un nuovo aumento dei tassi, al più tardi entro fine aprile. Si tratterebbe del secondo aumento dei tassi dal 2006. Un dollaro più forte e tassi d’interesse più alti sono stati percepiti come negativi per l’oro, in quanto, secondo il mondo finanziario, il maggior difetto dell’oro è che non fa guadagnare nulla. Una prospettiva più favorevole al dollaro, che all’oro.

Ma esprimendosi presso l’Economic Club of New York martedì scorso, Janet Yellen non solo ha calmato gli ardori di chi aspetta un aumento dei tassi a fine aprile, ma ha anche rimesso in causa qualunque azione da qui alla fine dell’anno. Di fatto, da quando la Fed ha messo fine alla sua politica dei tassi a zero, aumentando di 25 punti base il suo tasso direttore nel dicembre 2015, tutto portava Wall Street a credere che quest’anno vi sarebbero stati altri 4 aumenti.

Citando timori circa il rallentamento della crescita dell’economia cinese, la stabilità dei mercati emergenti, le turbolenze sui mercati delle azioni e il crollo delle materie prime, Janet Yellen ha detto che un dollaro più forte peggiorerebbe la situazione, riducendo ancor più le esportazioni americane e causando torto al settore manufatturiero.

oro 3Più Yellen parlava, più il corso dell’oro aumentava e più diminuivano le possibilità di normalizzazione dei tassi. Se ci si riferisce ai fatti, i fondamentali non sono solidi. I benefici delle aziende americane sono scesi del 5,1 % nel 2015, il calo più importante dal 2008. Nel mondo, dopo essere scesi a 23,1 miliardi di dollari nel 3. trimestre, i benefici sono scesi di 6,5 miliardi nel 4. trimestre. Negli Stati Uniti, dove il consumo rappresenta 2/3 del Pil, le spese di febbraio sono aumentate solo di 0,1 %, mentre le cifre di gennaio sono state riviste da 0,5 a 0,1 %.

Previsioni della rivista Trends (Gerald Celente) :

“Vista la postura conciliante della Fed e le politiche delle altre banche centrali a favore di nuovi QE, di tassi negativi e di politiche che svaluteranno ancora le monete e che sono l’anatema dei liberi mercati, restiamo positivi per l’oro.
L’oro dovrebbe restare solidamente al di sopra di 1’200 dollari l’oncia, per raggiungere la tappa cruciale dei 1’400 dollari. Quando l’oro si sarà stabilizzato sopra i 1’400 dollari, ci aspettiamo una progressione verso i 2’000 dollari.”