Per Visarte 150 candeline – Il percorso espositivo “Verso nuove frontiere”

Per la città di Lugano, si preannuncia una bella estate ricca di manifestazioni culturali ed artistiche.

Il 23 giugno si è infatti inaugurato il Longlake Festival (già alla sua sesta edizione), che ci promette di farci compagnia fino al 23 luglio con una carrellata di proposte per tutti i gusti e per tutte le età.

Visarte 2xIn quell’ambito non poteva di certo mancare all’appuntamento anche la Visarte (associazione culturale che ha come scopo la divulgazione, la promozione e lo sviluppo delle arti visive in Svizzera e all’estero) che lo scorso 24 giugno ha aperto ufficialmente i festeggiamenti per i suoi 150 anni di attività con diversi eventi svoltisi rispettivamente sul lungolago e all’interno del LAC.

Nell’ambito del LongLake Festival, Visarte.Ticino vuole mostrare quale contributo sono capaci di dare l’arte e gli artisti nella discussione dei temi odierni della società. Visarte. Ticino chiama perciò gli artisti a unirsi in questa sfida importante per il futuro della nostra società e dell’arte che essa rappresenta, e a contribuire con un progetto artistico interdisciplinare che proponga nuove frontiere da raggiungere, allevandosi e unendo le forze artistiche.

Dapprima, alla presenza della Presidente di Visarte.Ticino Fabiola Quezada e del Vicepresidente di Visarte.Svizzera Christian Jelk è stato inaugurato il percorso espositivo Verso Nuove Frontiere che parte dal Belvedere-Container e si snoda lungo il lungolago fino alla foce del Cassarate ospitando opere di numerosi artisti, tra i quali Matteo Fieni, Anna Choi, Yvonne Weber, Steff Lüthi, Hanspeter Wespi, Marco Pratti, Flavia Zanetti, Carolina Somazzi, Veronica Tanzi, Laura Pellegrinelli, Patricia Jacomella, Brigitte Allenbach e Penelope Margaret Machworth-Praed.

SAMSUNG CSCIn seguito, nella bella sala 1 del LAC, si è svolta la performance Coffee Ceremony dell’artista Anna Choi, eseguita dalla brava Antinea Peruch: trenta minuti di assolo dedicato al percorso di 4 chicchi di caffé,  che ci hanno trasportato nel meccanismo stesso della trasformazione del mezzo, come in una paradossale macchina di  Rube Goldberg “a manovella” (da cui il paradosso, visto l’intervento umano), facendo l’occhiolino ai “domino creativi” di Fischli & Weiss di The Way Things Go, (1987). Per concludere abbiamo potuto apprezzare un inaspettato assaggio musicale del team Xol-Eiko-Live Visuals.

Riprendendo con la parte ufficiale, introdotta da Tobiolo Gianella, gli invitati hanno potuto dare il loro parere sulla delicata questione del ruolo dell’ “arte nello spazio pubblico”.  Sono intervenuti: On. Marco Borradori (Sindaco di Lugano), On Roberto Badaracco (Municipale Dicastero Cultura), Claudio Chiapparino (Direttore Longlake Festival), Paola Piffaretti (Collaboratrice scientifica e coordinatrice servizi culturali Cantonali), Felicia Lamanuzzi (Architetto), prof dr Paolo Campione (Direttore del Museo delle Culture) e i già citati Fabiola Quezada e Christian Jelk.

È stata aperta una serie di punti interrogativi e provocazioni che adesso sta ad ognuno di noi affrontare…

L’artista è una figura necessaria che crede nel futuro. Spesso però, oggigiorno, il Ticino, più che “terra di artisti” è diventato “terra dei mercanti d’arte”…c’è ancora spazio per la realtà culturale locale?

L’arte nello spazio pubblico è frutto di un paradosso occidentale, dato che solitamente sono i regimi totalitari a dare voce agli artisti su suolo pubblico, mentre in una realtà democratica è prevalentemente il privato che si permette il lusso di sostenere gli artisti, comprando e promuovendo la cultura.

Che cosa significa una piazza, o una città, seppur piena d’arte, se non ci sono i cittadini a viverla? L’arte deve andare oltre alla “decorazione” permettendo la rinascita di certi luoghi pubblici definiti come “morti”. L’intervento degli artisti nell’ambiente costruito deve apportare una dimensione supplementare alla nostra coscienza percettiva di vivere nella città.

Il titolo delle manifestazioni di Visarte, per il suo giubileo, è Verso Nuove Frontiere: confini che non vengono intesi solo come fisici, ma anche mentali. Dove ci può portare la creatività? Si riuscirà a trasformare la città di Lugano in un vero e proprio laboratorio culturale “en plein air” ?

Quezada 260La sensibilità artistica si mette, dunque, in quest’occasione a disposizione e si fa portavoce delle problematiche contemporanee. Per Visarte, l’arte non può tacere di fronte alla preoccupazione dei fenomeni migratori che contrassegnano la nostra epoca. Oggi più che mai si pongono questioni di comunicazione e convivenza tra diverse culture: arte nomade, arte autoctona e arte di frontiera. Quale migliore occasione di commemorare il lungo cammino di Visarte in questa terra di frontiera e di sviluppare il tema attuale della convivenza. [Nella foto la presidente di Visarte Fabiola Quezada]

La serata si è protratta oltre le 21.00 con un’altra proposta culturale dallo sviluppo “musico-visivo”: al “container”, infatti,  è stato possibile assistere alla seconda parte della performance del gruppo Xol-Eiko Live Visuals, gruppo eclettico così composto: Eiko-Joana Maria Aderi (voce, elettronica, suoni campionati), Guy Bettini (tromba), Luca Pissavini (contrabasso), Francesco Miccolis (bat- teria), Hanspeter Wespi (live visuals)  moderato dalla DJ e artista Raffaela Ferloni.

Insomma, una giornata ricca ed intensa, degna di un giubileo per 150 anni di attività !

E, riprendendo l’augurio di Paola Piffaretti … “ ancora 100 di questi giorni” !

Aymone Poletti