“Il consenso attorno a un nome, ascoltando i cittadini, c’è sempre stato!” – Intervista a Morena Ferrari Gamba

Gli esordi del LAC e la questione della presidenza dell’Ente

LAC TT 7 GiacomettiMorena Ferrari Gamba è stata candidata al Municipio ed è consigliera comunale a Lugano. In questa intervista mette bene in risalto i due aspetti fondamentali del dibattito, che potrà svilupparsi già in agosto ma che diverrà acuto in settembre, sulla presidenza dell’Ente di gestione (formalmente: sull’elezione di Giovanna Masoni Brenni a membro del Consiglio direttivo): l’aspetto culturale abbinato – non sappiamo se scrivere “contrapposto”, preferiremmo non scriverlo – a quello politico-partitico

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Nota. Quanto alla “maggioranza silenziosa” cui allude l’intervistata sul finale, beh… non è detto che essa resti tale in eterno!

Un’intervista di Francesco De Maria

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Lugano Arte e Cultura è stato inaugurato il 12 settembre 2015, meno di un anno fa. Come valuta gli inizi di questa “superistituzione” della vita culturale luganese?

Morena xMorena Ferrari Gamba  Io la valuto sicuramente positiva. Non solo per quanto riguarda l’elevato numero dei visitatori (oltre 70’000 visitatori al museo nei primi otto mesi) ma soprattutto la popolarità del nuovo centro culturale e l’impatto avuto sulla vita e le abitudini culturali della Città. Vedremo con la ripresa autunnale se non si è trattato dell’effetto novità. Ma non credo, perché ho visto che il programma della nuova stagione è molto interessante. Anche l’enorme copertura mediatica a livello nazionale e internazionale ha contribuito a portare il nome di Lugano nel mondo.

Inoltre, chiunque si aggira da quella parti si rende conto anche della riqualifica di un luogo che fino a ieri era triste e squallido. E’ la “porta” della città e oggi è un bel biglietto da visita. Direi che anche questo ha un valore culturale.

Qual è stato a Suo avviso l’evento top sino ad oggi?

MFG  Credo che stilare una classifica non sia possibile perché la percezione e il piacere per l’arte è soprattutto qualcosa di personale ed intimo. Oggettivamente potrei dire che siamo partiti con il botto sia con i concerti che con le mostre. In particolare credo che fosse qualcosa di speciale e grandioso la prima esposizione: “Orizzone Nord e Sud”, con opere notevoli come quelle di Segantini, Holdler, ma anche gli altri maestri del Novecento e soprattutto l’“Homme qui marche” di Giacometti. A livello musicale e teatrale, l’arrivo delle grandi orchestre, musicisti di fama internazionale, le compagnie di danza svizzere e internazionali, senza dimenticare l’OSI, la Compagnia Finzi Pasca (di cui sono impaziente di vedere presto il loro prossimo lavoro) e il successo domenicale di Hall in Musica, dimostrano che il LAC ha iniziato con il piede giusto e il successo di frequentazione lo attesti.

Quale giudizio formula sulla sostenibilità economica del LAC, nell’immediato e a lungo termine?

MFG  Con la crisi economica, i mezzi pubblici sono forzatamente limitati e quindi bisogna adoperarsi per ottenere aiuti finanziari da altre fonti. Oggi, il concetto di sostenibilità in tutti gli investimenti pubblici non può che passare da un modello misto tra pubblico e privato. Quando si parla di privato non si parla solo di mecenatismo, ma di investimento vero e proprio da parte di singoli e di aziende, anche nel settore culturale. Per quanto riguarda il LAC, la creazione di un Ente autonomo permetterà una gestione più flessibile e veloce nei processi decisionali, nel controllo finanziario, nello sviluppo strategico e nella raccolta di fondi e sponsorizzazioni. Il Consiglio, di cui la nomina dei suoi membri farà tanto discutere quest’autunno, dovrà essere espressione di personalità che sappiano occuparsi della sua operatività e non perdersi in un esercizio di equilibrio e tatticismo politico. Sarebbe ridicolo, ma è il rischio che stiamo per correre.

L’interesse dei privati, di cui si parla tanto, si è manifestato? Ci faccia qualche esempio significativo.

MFG  Sono innumerevoli le imprese, fondazioni e privati che hanno manifestato interesse per il LAC e per i diversi settori. La presenza di Credit Suisse e UBS al LAC rappresenta un punto di forza per quanto riguarda il partenariato con gli sponsor. So, ma sarebbe meglio chiederlo direttamente a chi se ne occupa, che vi sono importanti contatti e partecipazioni da parte di privati anche internazionali per quanto riguarda la musica. Questo anche grazie al fatto di avere un Direttore di fama internazionale, conosciuto e riconosciuto come tale: Michel Gagnon.

Forse non tutti conoscono la struttura dirigenziale prevista per il LAC. Vuole illustrarla ai lettori di Ticinolive?

Michel Gagnon Direttore LAC (gestione e coordinamento programmazioni)

Etienne Reymond Direttore settore musica

Carmelo Rifici Direttore settore spettacolo

Marco Franciolli Direttore settore arti visive

Perché sulla nomina dei 5 membri del Consiglio direttivo alcuni mesi fa erano tutti d’accordo… ma adesso, così pare, non più? Che cosa è cambiato?

MFG  Semplicemente, prima eravamo vicino alle elezioni ora non più. Prima Giovanna Masoni Brenni era lì ora non più. Ecco cosa è cambiato! Se si leggono le dichiarazioni dei Municipali (sei su sette sono ancora gli stessi di oggi) e di altre personalità, i verbali dell’ultimo Consiglio Comunale, gli articoli apparsi prima del 10 aprile non c’era una persona che non sottilineava l’importanza di mantenere, soprattutto nel segno della continuità e conoscenza del progetto, Giovanna Masoni Brenni all’interno dell’Ente. Addirittura si è sempre parlato di lei come Presidente del nuovo Ente. Ciò che non cambia mai è che, quando si tratta di nomine, tutti si ingolosiscono e vogliono la loro “sedia”. Giovanna Masoni Brenni non rappresenta la politica in questo contesto. Ma è l’unica, in questo momento, che possa ricoprire un ruolo di “mediatore” fra le parti e accompagnare il progetto in questi primi anni così delicati, avendo seguito in prima persona tutti i passaggi sin dalla nascita del LAC. Inoltre, negli corso degli anni, è la personalità che più di tutte ha tessuto e intrattenuto relazioni importanti a livello locale e nazionale nel settore culturale e politico, ma anche costruito gli innumerevoli contatti con finanziatori, enti pubblici e privati. Questo riconoscimento glielo attesa la popolazione ancor prima che i politici. Quindi…..

Che cosa ci dice della temuta (da alcuni) “sovrarappresentanza PLR” in seno ai cinque? È veramente un problema? E come funzionerà la “cooptazione” dei (massimo) 4 membri supplementari, prevista dagli statuti? Secondo lei questa faccenda è divenuta una questione partitica? Se così fosse, non le sembra sbagliato impostare una questione così delicata in termini di disfida partitica?

MFG  La nomina del Consiglio prevede 5 membri eletti dal Consiglio Comunale, su proposta del Municipio. Tre sono di diritto (Badaracco, Foletti e Sganzini). Restano due posti. Altri 4 membri (coopatati) sono eletti direttamente dal Consiglio dell’Ente. Direi che se proprio si vuole parlare ripartizione politica di spazio ce n’è in abbondanza per tutti. Ma ripeto quanto ho detto in più occasioni – non solo io ma lo stesso Consiglio Comunale -, l’Ente deve assolutamente uscire da questa logica così come, a mio parere quella di nominare tutti tecnici. Un Consiglio, in qualsiasi gremio, è prima di tutto un organo strategico. Deve quindi essere composto da personalità forti, visionarie, di sensibilità, competenze ed esperienze personali diverse una dall’altra perché insieme diventi una forza propulsiva e davvero progettuale. Avere persone “uguali” e soprattutto solo tecniche porterebbe ad un appiattimento che proprio un centro culturale non dovrebbe avere. Fra l’altro sempre di più si fa largo il discorso di non avere politici con cariche istituzionali all’interno dei Enti e Consigli di Amministrazione pubblici.

Se ho capito giusto, il Sindaco ha dichiarato (cito a senso): “Bisogna nominare una persona che faccia l’unanimità” e, logicamente, ciò è stato letto come una dichiarazione a sfavore di Giovanna Masoni, che l’unanimità non la farà mai, finché il Mattino della Domenica avrà un grammo di cellulosa per stampare una pagina o un trafiletto. Borradori l’ha sorpresa?

MFG  No certo che no. L’incoerenza in politica è spesso padrona. Con la battaglia che hanno annunciato è una logica conseguenza che un sindaco metta le mani avanti. Purtroppo e ripeto, sono loro che hanno cambiato idea e lo dovranno spiegare anche davanti a molti cittadini, che avevano dato per scontato ciò che era stato largamente preannunciato.

Se io le ponessi la domanda (invero imbarazzante): “Quale sarebbe la sua seconda scelta per la presidenza del Consiglio direttivo?” che cosa mi risponderebbe?

MFG  Non mi permetterei mai di dare suggerimenti sui nomi. Credo che, come detto poc’anzi, sia necessario ed intelligente inserire personalità visionarie e trascinatrici, con sensibilità e provenienti da settori diversi: personalità provenienti dalla politica, dalla cultura, dall’economia e almeno una personalità forte e riconosciuta che sappia davvero difendere questo progetto e la cultura in generale.

Che cosa accadrà il 4 ottobre? Quali dinamiche si svilupperanno in Consiglio comunale? Come si comporteranno PPD e PS ?

MFG  Di questo è un po’ prematuro parlare in quanto la commissione interpartitica si sta confrontando insieme al Municipio, così i diversi gruppi. Ciò che secondo me è importante, al di là davvero degli steccati partitici è che la maggior parte dei cittadini si aspetta un gremio competente ma è anche preoccupata se andasse perso il know how di ciò che è stato fatto e pensato fino ad oggi intorno al progetto del Polo Culturale ancor prima del LAC. E il consenso attorno almeno ad un nome, ascoltando i cittadini, c’è sempre stato! Purtroppo una maggioranza silenziosa… per il momento.

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