Caso Xenia Peran – Una riflessione a freddo – di Francesco De Maria, con intervista a Sergio Roic

Jack 16 xDopo le notizie-bomba della giornata – con l’avvocata socialista Xenia Peran che non si è presentata in aula e il presidente della corte criminale che si è recato al suo domicilio per verificare l’asserito stato di malattia (ma non c’era nessuno…) – siamo andati a ripescare un articolo del 19 aprile 2014, con relativa intervista al nostro (preziosissimo) esperto PS Sergio Roic.

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Xenia Peran xDopo l’assemblea straordinaria del PS Lugano di giovedì sera (alla quale malauguratamente non ho potuto partecipare – come giornalista, s’intende! Non sono, per il momento, un militante – e nella quale l’avv. Xenia Peran è stata estromessa dalla Direzione con 13 voti su 25) sono andato a (ri)leggermi la diluviale dichiarazione della stessa avv. Peran, che il portale Ticinolibero pubblica per intero [non più reperibile, ndR]. Due cose mi colpiscono, e la prima riguarda la presente intervista, che Sergio Roic, membro della Direzione, mi ha cortesemente concesso:

— Si tratta di una storia vecchia (non meno di 4 anni), combattutissima e violenta, corredata di numerosi atti giudiziari, denunce e controdenunce, con implicazione di organi e magistrature di grado elevato. È inverosimile che “nessuno sapesse nulla”. Si legga ad esempio (scrive Peran):

“Il signor Raoul Ghisletta presidente PS dichiara essere molto sconcertato dalle gravi accuse e richiesta di rinvio a giudizio di Xenia Peran da parte del PP Bordoli (allorquando chi scrive non ha mai nascosto di avere da 4 anni un infame ed abusivo procedimento di cui ha parlato con Nenad Stojanovic proprio in occasione delle candidature) e fa finta di non sapere che Xenia Peran ha di recente denunciato proprio questo stesso Magistrato assieme al suo capo PG Noseda per gravi ipotesi di reato che i due Magistrati potrebbero aver commesso nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio dell’avv. Daniele Borelli, segnatamente per occultamento di prove e inquinamento di procedimento, favoreggiamento, ovvero sviamento di Giustizia, quando non corruzione in atti giudiziari”.

Volendo pensare “andreottianamente”, si potrebbe addirittura ipotizzare che l’accesso dell’avv. Peran alla Direzione sia stato favorito da certe sue burrascose vicende. Ma forse no, il divo Giulio è un grande ma la sua ricetta… non si applica sempre. In ogni caso, che “nessuno sapesse nulla” è escluso.

— Alle roventi accuse scagliate contro di lui dall’avv. Peran il Procuratore generale non ha (che io sappia) risposto una sola parola. Forse è giusto così, per non dar esca alle polemiche. Probabilmente egli spera che le dichiarazioni della sua accusatrice appaiano intrise di mitomania, avventate e folli.

Ripropongo l’intervista a Sergio Roic, che ringrazio per la sua cortese disponibilità.

 

Francesco De Maria Chi è – professionalmente, politicamente – l’avvocatessa Xenia Peran?

Sergio Roic Per quel che ne so io è un’avvocatessa d’affari che ha aderito al PS.

Questo caso è “esploso” in tempi recenti ma viene abbastanza da lontano. Quanto lontano?

SR È un caso che non è un caso. Penso che il partito abbia reagito correttamente permettendo all’avvocatessa di chiarire la sua posizione. Tutti noi ci auguriamo per il meglio. Le vicende professionali non riguardano il PS.

Il 5 dicembre 2011 viene trovato morto nel suo appartamento – non molto distante da casa mia – l’avv. Daniele Borelli. Le cause della morte sono evidenti (suicidio)… o misteriose (la madre ha più volte dichiarato trattarsi di un omicidio). Che cosa lega il caso Peran al caso Borelli?

SR Sulla tragica fine dell’avvocato Borelli si è espressa e forse dovrà esprimersi ancora la magistratura. Non credo che l’opinione pubblica, di cui faccio senz’altro parte per quel che riguarda questa vicenda, abbia elementi sufficienti per giudicare. Il caso Peran, se così si vuol dire, e il caso Borelli sono legati dal fatto che l’avvocatessa Peran li ha voluti legare o, piuttosto, collegare.

L’avv. Peran ha apertamente accusato il Procuratore generale e un altro procuratore di gravi inadempienze e/o irregolarità in relazione all’inchiesta sulla morte di Borelli. Le sembrano accuse plausibili?

SR Vale la risposta alla domanda precedente. Noi, lei Francesco De Maria, io Sergio Roic, e l’intera opinione pubblica ticinese non abbiamo elementi sufficienti per giudicare la tragica vicenda dell’avvocato Borelli. L’iter giudiziario consentirà di chiarire la vicenda.

L’avv. Peran è stata rinviata a giudizio dal PG con pesanti addebiti, che si riferiscono a fatti avvenuti anche parecchio tempo fa. Non è così? Di che si tratta, esattamente?

SR Le viene contestata una gestione non regolamentare degli affari dei suoi clienti. Anche in questo caso, non sta a noi, in quanto opinione pubblica, giudicare. Ancora una volta, l’iter giudiziario consentirà di chiarire la vicenda. Devo sottolineare che non c’è assolutamente nessuna animosità da parte del partito o membri del PS Lugano nei confronti dell’avvocatessa Peran. Tutti noi, ed io personalmente, confidiamo che l’avvocatessa possa essere prosciolta in giudizio. Ma non sta, ovviamente, a noi stabilire ciò. Ciò compete unicamente all’iter giudiziario.

L’avv. Peran è stata candidata PS alle comunali luganesi dell’aprile 2013 e, nel novembre dello stesso anno, è stata accolta nella Direzione del PS cittadino. Ghisletta ribadisce con reiterazione e con forza “Non sapevamo nulla!”. Io gli credo ma non posso fare a meno di domandarmi: possibile che nessuno sapesse nulla?

SR Il PS Lugano, in effetti, non era al corrente dell’evoluzione della situazione giudiziaria dell’avvocatessa. Una cosa sono gli articoli di giornale apparsi qualche anno fa o conversazioni magari private in cui si evidenziano posizioni personali e opinioni personali, tutta un’altra cosa l’evidenza di fatti e situazioni che si sono verificate in seguito. Inoltre, bisogna sottolineare che anche al giorno d’oggi non vi è ancora una chiara evidenza di fatti e situazioni, che saranno chiariti unicamente dall’iter giudiziario.

Questa sera alle 20 al Palacongressi il PS mette le carte in tavola. Peran sarà “liquidata” e sostituita ad opera di un’assemblea straordinaria (addirittura aperta ai giornalisti, una lode per la trasparenza!). Lei si attende colpi di scena? L’avv. Peran sarà presente? Si difenderà? Contrattaccherà? Sfilerà un asso dalla manica?

SR Non si tratta assolutamente di “liquidare” l’avvocatessa Peran, a cui il partito ha chiesto di ritirarsi temporaneamente dalla Direzione in attesa del chiarimento della vicenda giudiziaria che la concerne. Il PS ha tentato anche delle mediazioni con l’avvocatessa, mediazioni che, però, l’avvocatessa ha lasciato cadere.

Guardiamo gli “schieramenti” in campo: da un lato, l’ufficialità PS, il presidente Ghisletta, il procuratore generale Noseda. Pezzi da novanta. Sull’altro versante… l’avv. Xenia Peran. Non ha qualche alleato, non c’è qualcuno con lei?

SR Guardi che il procuratore generale Noseda non partecipa né influenza, ovviamente, le decisioni del PS Lugano. Il presidente del PS Lugano Ghisletta ha cercato più volte la mediazione con l’avvocatessa, mediazione che purtroppo è stata lasciata cadere.

Si è parlato persino di “regolamento di conti interno al PS”. Ci sono a suo avviso gli estremi per usare un’espressione del genere?

SR No, non si tratta di nessun regolamento di conti.

Di questo grande o piccolo guaio c’è (ovviamente) chi gongola. Quanto male farà al Partito socialista questa storiaccia?

SR Non penso che questa vicenda possa ripercuotersi negativamente sul PS Lugano, che ha agito con correttezza e comprensione, cercando sempre e comunque la mediazione, per quanto possibile e per quanto gli compete.

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