AITI – No a “Economia verde” e ad “AVSplus”

SÌ alla legge sulle attività informative

Regazzi yFabio Regazzi, presidente dell’AITI, imprenditore e politico

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Obbligare l’economia a impiegare in modo più efficiente le risorse naturali indigene ed estere, evitando per quanto possibile di danneggiare l’ambiente – così come previsto dall’iniziativa popolare del 6 settembre 2012 «Per un’economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)», in votazione federale il prossimo 25 settembre 2016, contro la quale si sono espressi il Governo e il Parlamento federale – non significa solo intervenire nel sistema economico con misure incisive e dannose, che potrebbero causare importanti conseguenze negative sulla stessa economia nazionale, ma appare anche controproducente per l’ente pubblico – Confederazione, Cantoni e Comuni – che per implementare questi obiettivi sarebbero costretti ad assumere più personale e a disporre di maggiori risorse finanziarie. L’economia nazionale, oggi già fortemente impegnata nel consumo parsimonioso della risorse, dovrebbe disporre del tempo necessario per adeguarsi gradualmente e poter così sfruttare le opportunità di mercato offerte dal passaggio a un sistema economico più rispettoso dell’ambiente, non essere obbligata attraverso misure coercitive e dannose.

Allo stesso modo controproducente è l’iniziativa popolare del 17 dicembre 2013 «AVSplus: per un’AVS forte», che Consiglio federale e Parlamento invitano a respingere, lanciata affinché tutte le rendite di vecchiaia dell’AVS, attuali e future, siano aumentate del 10 per cento. In caso di accettazione dell’iniziativa, le uscite dell’AVS aumenterebbero di circa 4,1 miliardi di franchi l’anno al momento dell’entrata in vigore nel 2018 e l’incremento raggiungerebbe addirittura i 5,5 miliardi entro il 2030. Uscite supplementari di un tale volume renderebbero ancora più difficili le sfide finanziarie che l’AVS dovrà prevedibilmente affrontare a causa dell’aumento della speranza di vita e del raggiungimento dell’età di pensionamento da parte della generazione del baby boom. Tutto questo, quando già con il sistema attuale, il deficit di ripartizione previsto per l’AVS raggiungerà gli 8,3 miliardi di franchi l’anno entro il 2030.

L’Associazione industrie ticinesi si dice invece favorevole alla Legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn), con la quale Governo e Parlamento federali intendono istituire una base legale formale unitaria per il servizio informazioni civile della Svizzera, ovvero il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Disciplinando a livello di legge formale l’attività, i mandati e il controllo del servizio informazioni, il SIC sarà in grado, in un’ottica preventiva, di fornire un contributo sostanziale alla sicurezza della Svizzera e della sua popolazione.

AITI