Il Touring dice NO al ministro Zali: NO alle domeniche senz’auto, NO alle targhe alterne

 

Noi apprezziamo, in generale, molto poco le prese di posizione “politiche” del TCS, cronicamente incapace – perché troppo ammanicato con il potere politico, e di esso succube – di difendere gli interessi degli automobilisti, una categoria vessata oltre ogni limite.

Diverso è il discorso sul Touring quando, da buon samaritano, ti soccorre. Noi stessi siamo stati efficacemente aiutati, nel giorno del Natale della Patria e dopo esserci cibati di un grosso pesce, da un operatore del Touring in quel di Brusino Arsizio.

L’automobilista dovrebbe essere l’uomo più potente sul pianeta Terra, se non altro per la massa strabiliante della sua categoria. È invece il più misero dei tapini, sottoposto a ogni genere di angherie. La più idiota in assoluto consiste nel trasformare le strade in deliranti piste da minigolf. E quanto costa questa morbosa paranoia? Sicuramente milioni.

NO alle misure talebane (e stile anni Settanta) dell’Unico che fa qualcosa (“ma dovrebbe anche essere qualcosa di sensato…” mi ha detto uno del suo partito; come dite? come si chiama? ah, saperlo!)

Ma poi, tristemente, Sì alla cavolata degli 80. Bravo Touring.

Che un ministro leghista proponga cose del genere, supera l’umana comprensione. Anzi dimostra che in politica si può fare tutto.

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Il TCS Sezione Ticino prende posizione in merito alla consultazione richiesta dal Dipartimento del Territorio sulla proposta di misure d’urgenza da mettere in atto in caso di superamento dei livelli di polveri fini e agenti inquinanti. Il TCS, a difesa degli automobilisti ticinesi, si esprime negativamente sulle targhe alterne e sulle domeniche senz’auto che non risolverebbero in nessun caso il problema. Al contrario, serve una strategia globale a lungo termine.

ZALI-RALLY-1aIl TCS è stato invitato, insieme a tutti i Comuni e a numerose associazioni di categoria, ad esprimersi sulla proposta di modifica del decreto esecutivo che prevede nuove soluzioni da mettere in vigore nel caso in cui venissero superate le soglie limite di inquinamento durante il periodo invernale. Il decreto proposto prevede 5 livelli d’intervento, che scatterebbero a seconda della gravità degli indici d’inquinamento, tra cui alcuni già previsti dall’attuale normativa in vigore. Tra i vari livelli, le novità proposte sono le misure più estreme della «circolazione a targhe alterne» e il blocco totale del traffico domenicale.

Valutando attentamente le proposte fatte, tenuto conto che il traffico veicolare di merci e passeggeri incide per il 18% sulle sostanze inquinanti, il TCS ritiene assolutamente inique le misure proposte al Dipartimento e si sente di difendere gli automobilisti ticinesi che sarebbero la categoria maggiormente colpita dal nuovo decreto, ma a torto, in quanto è molto difficile definire con precisione le fonti reali di inquinamento atmosferico da PM. Con queste misure, altri settori molto incisivi, come ad esempio l’industria e l’agricoltura che insieme incidono per oltre il 50%, non sarebbero minimamente toccati da privazioni o limiti di alcun genere.

Targhe alterne e domeniche senz’auto erano già state sperimentate anni fa, in Svizzera e all’estero, con scarsissimi risultati. Ci sono diversi precedenti che provano che tali misure non portano a benefici rilevanti in materia d’inquinamento. Purtroppo per il nostro cantone, i principali fattori indiretti causa d’inquinamento, sono la posizione geografica e il consistente transito quotidiano di lavoratori e viaggiatori sull’asse nord-sud, ma entrambe queste misure non potrebbero essere applicate sul tratto autostradale (in quanto strada di competenza federale), di conseguenza il traffico di transito non sarebbe minimamente toccato da queste. Imporre ai ticinesi di spostarsi a targhe alterne non causerebbe nient’altro che ulteriore caos e disagi per aziende e lavoratori, mentre lasciare a casa l’auto la domenica servirebbe a poco dal momento che i 75’000 frontalieri, in ogni caso, sono sulle nostre strade dal lunedì al venerdì.

Il TCS si dice invece d’accordo sul mantenimento della misura degli 80km/h in quanto si tratta di una misura equa per gli automobilisti, che va a colpire tutti indistintamente ed è facile sia da mettere in atto sia da controllare. Ritiene però che quando l’80km/h viene messo in vigore per ragioni ambientali, in caso d’infrazione l’automobilista debba ricevere una sanzione ma non debba incorrere nel codice della legge sulla circolazione e rischiare il ritiro della patente di guida.

Il TCS chiede pure al DT che, allo scattare della misura dell’80km/h, venga attuata anche la misura dei trasporti pubblici gratuiti per tutti, quale misura fiancheggiatrice, atta a rafforzare l’effetto di abbassamento del livello degli agenti inquinanti.

Secondo il TCS Sezione Ticino, la strada giusta da percorrere non è certamente quella di andare a penalizzare ulteriormente e nuovamente gli automobilisti ticinesi, e in modo particolare i residenti del mendrisiotto, ma bensì quella di studiare una strategia a lungo termine efficace, che prenda in considerazione diverse misure, tutte le fonti d’inquinamento e che preveda una prevenzione efficace e costante nei confronti della popolazione.

Fiorenza Trento
Responsabile comunicazione
TCS, Sezione Ticino