“Questa diatriba sui nomi dell’Ente si trascina da troppo tempo!” – Intervista a Roberto Badaracco

 

sisifo1Sisifo non era che un dilettante. Ma quel che conta è il risultato. E il risultato è questa corposa e interessante intervista, per la quale ringraziamo vivamente il Capodicastero Cultura on. Roberto Badaracco.

Avvertenza. Ho scritto stamani, finendo 10 minuti fa, un pezzo intitolato: “Saranno queste le domande assassine? Quattro chiacchiere per ingannare l’attesa”. Quell’articolo non sarà pubblicato.

Un’intervista di Francesco De Maria.

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bada2Che cosa ha provato in campagna elettorale quando il sondaggio Pisani pubblicato dal GdP la dava costantemente in svantaggio su Schnellmann?

Roberto Badaracco  Evidentemente non ne ero felice. Comunque sapevo che i sondaggi sono sempre opinabili, come tutte le previsioni umane d’altronde. Ho lottato fino alla fine senza tener conto di questo pronostico avverso. Paradossalmente il sondaggio mi ha dato nuove energie e voglia di combattere, dopo una campagna elettorale molto stancante, per giungere fino alla fine. Non era importante che fossi uscito vittorioso o meno, ma piuttosto che avessi fatto tutto il necessario per avere la coscienza tranquilla anche nel caso di sconfitta. La campagna condotta con Schnellmann è stata molto corretta, senza colpi bassi. Siamo amici, ma non era facile rimanere equidistanti in simili condizioni. Ci siamo riusciti e a Fabio va dato onore al merito.

Cultura con il LAC, Sport, Eventi. Si aspettava di ricevere questi prestigiosi incarichi? Nessuno glieli ha contestati?

RB  Per una questione di rispetto e collegialità, ad aprile, all’inizio della discussione in Municipio ho subito detto che lasciavo il diritto di scegliere prima ai colleghi e, come ultimo arrivato, mi sarei espresso alla fine. Ogni Municipale ha poi preferito tenere il suo Dicastero e quello di Giovanna Masoni è rimasto libero. Ho quindi espresso la mia scelta che coincideva perfettamente con il Dicastero rimasto libero. Tutto è stato molto semplice e io sono onorato di avere la responsabilità di un Dicastero molto bello e variato.

Nell’elezione 2016 lei ha avuto successo, ma il suo partito ha perso nuovamente. Quale via dovrà imboccare il PLR per risorgere, per riconquistare Lugano?

RB  Il PLR dovrà continuare con la politica fatta negli ultimi anni. Più ascolto della popolazione e dei suoi problemi e fornire soluzioni concrete per risolverli. Stare vicini alla gente e far sentir loro il nostro interessamento più genuino. Fare il bene pubblico e di tutti. Essere pragmatici e decidere. Fare una politica veramente liberale dove si predilige il senso di responsabilità del singolo, lasciandogli i dovuti spazi di libertà per esprimersi adeguatamente sia nella vita che nel lavoro, senza troppi ostacoli burocratici o pastoie varie. La politica di rinnovamento avviata è fondamentale nell’ottica di proporre volti nuovi e nuove idee per il futuro.

Lei ha un giovane collega di Municipio, che sta per compiere 31 anni: il Vicesindaco Michele Bertini. Come vede la sua personalità politica? Come interagite all’interno dell’Esecutivo di fronte alla maggioranza relativa leghista?

RB  Michele è sicuramente un caso particolare. In pochi anni è riuscito a raggiungere grandi obiettivi e questo dà atto delle sue capacità e potenzialità, dell’entusiasmo e freschezza che porta in quello che fa. Alle scorse elezioni ha conseguito un risultato personale eccezionale che la dice lunga sul suo potenziale elettorale. A questo punto nulla gli è precluso.

In Municipio collaboriamo molto bene poiché abbiamo lo stesso approccio ai problemi, un sano pragmatismo nel risolverli e le stesse vedute politiche. Questo è fondamentale per creare una buona squadra. Credo che rappresentiamo una componente importante all’interno di un Municipio a maggioranza leghista. Esprimiamo sempre la nostra idea senza farci influenzare da nessuno. Se non condividiamo la posizione leghista, lo diciamo chiaramente, come ad esempio fatto per il mancato ricorso contro la tassa di collegamento, che secondo noi era un atto dovuto per le importanti ricadute sulle finanze cittadine.

Come valuta l’operazione di risanamento dei conti pubblici effettuata nel Comune? Può essere considerata un successo? L’allarme Finanze è alle spalle?

RB  Il duro lavoro di riequilibrio delle finanze è stato fatto quando io non ero ancora in Municipio. L’ho però seguito passo a passo nella Commissione della Gestione della città. Do atto al responsabile delle finanze Michele Foletti di aver svolto un grandissimo lavoro di riassestamento degli equilibri finanziari. Si tratta però di un primo passo, a questo devono seguirne degli altri. Il vero problema della città è lo stato di indebitamento endemico delle sue finanze. Su questo occorrerà lavorare e concentrarsi nei prossimi anni.

Parliamo di Sport. Lugano avrà il suo nuovo stadio di calcio? Se sì, che aspetto avrà?

RB  Il nuovo Polo sportivo e degli eventi è un’opera strategica per la città di domani. È certo che verrà realizzato ma il punto è quando. Io spero, e spingo per realizzarlo in cinque anni. So però che tutto dipenderà da altre variabili, come la viabilità e i park&ride. Quando sarà realizzato costituirà un centro polisportivo d’eccellenza.

Il Lugano in serie A sembra un po’ incerto e traballante, lo scorso anno ha rischiato la retrocessione. È questo un elemento da tenere in conto pensando al nuovo stadio?

RB  Ora l’FC Lugano sembra abbia ingranato bene. E questo non può che rallegrarci. Mi auguro possa conseguire la salvezza al più presto, ed anzi tenga alto l’onore della città con un’ottima classifica finale. Sarebbe un premio per l’enorme lavoro che ha svolto e sta svolgendo il Presidente Renzetti, anche tramite grandi sacrifici e mettendoci del suo. È chiaro che l’attuale stadio non è adeguato per una squadra di serie A. La permanenza del Lugano in Super League impone che acceleriamo la realizzazione del nuovo stadio.

Lei è il municipale responsabile degli Eventi. Ce ne sono già tanti. Ma se Lei dovesse creare dal nulla un nuovo evento, che cosa inventerebbe?

RB  Gli eventi a Lugano non mancano e la città è sempre viva e colorata. Dobbiamo essere fieri di un’offerta così ricca! Un nuovo evento, con ricadute positive durante anni, potrebbe essere l’acquisizione del marchio “Città del Gusto”, di cui ci potremmo fregiare amplificando le nostre offerte enogastronomiche, la qualità delle proposte e attirando un turismo di qualità. Tanti turisti trovano Lugano molto romantica e credo che dovremmo promuovere di più questa speciale caratteristica.

badaParliamo di Lugano Arte e Cultura e valutiamone il primo anno. Di lodi ne abbiamo sentite tante. I numeri concordano con le lodi?

RB  Si è trattato di un anno eccezionale con numeri impressionanti, ancor più se pensiamo che si trattava del primo anno di attività. Ora dobbiamo rendere il LAC più internazionale e continuare ad organizzare mostre di qualità e spettacoli musicali e teatrali d’eccellenza.

Sul turismo luganese si è prodotto un “effetto LAC” verificabile?

RB  Quest’anno i pernottamenti nel Luganese sono in netto aumento. Non so se questo risultato sia direttamente collegabile alla presenza del LAC. Sicuramente posso dirle che puntiamo anche ad un turismo culturale, molto interessante ed innovativo per le dinamiche virtuose che produce. Il visitatore da noi può godere del paesaggio fantastico, di passeggiate rigeneranti e può effettuare visite ad importanti istituti culturali disseminati sul territorio.

Una  persona notoriamente scettica mi ha detto “Finché non vedo le file fuori…” Allora io domando a Lei: le vedremo? E quando?

RB  Penso si riferisca alle mostre. Valutare la qualità e l’indotto di una mostra solo dalle file di persone che aspettano al di fuori dell’edificio è alquanto riduttivo. In un anno al LAC ci sono stati circa ottantamila visitatori per le mostre. Numero che ci pone di diritto fra i più grandi musei della Svizzera. Questo è un dato tangibile, molto più che vedere persone in fila. Più che le code, io auspico di vedere mostre eccezionali che destino l’interesse non solo dei ticinesi, ma di tutti gli svizzeri e degli stranieri.

Parliamo della spinosa questione del Consiglio direttivo dell’Ente, che sarà decisa in ottobre. Si doveva decidere prima dell’estate, perché c’è stato un rinvio?

RB  Se la nomina fosse avvenuta nell’ultima seduta di Consiglio comunale prima dell’estate vi sarebbe stata una bagarre generale poiché non vi era consenso sui nomi. I partiti stessi ci hanno chiesto di avere un adeguato lasso di tempo prima di scegliere i membri del Consiglio direttivo. Di conseguenza il Municipio ha optato per il rinvio ad ottobre in modo di poter organizzare una riunione della Commissione interpartitica, con tutti i Presidenti e i Capigruppo, per sentire le varie posizioni e connesse sensibilità. Giovedì scorso il Municipio ha deciso a maggioranza di proporre due nomi.

È stato detto che una nomina di Giovanna Masoni – a membro del Consiglio e poi, verosimilmente, a presidente – metterebbe “sotto tutela” il Capo dicastero Cultura (cioè Lei). È un pericolo reale? Lei lo percepisce come tale?

RB  Giovanna Masoni ha fatto tanto per il LAC e durante il periodo in cui ha rivestito la carica di Municipale ha combattuto, spesso da sola contro tanti, per la realizzazione di questo centro culturale. Le sue competenze e conoscenze sono indiscusse ed è quindi una persona molto valida per assumere la carica di membro del Consiglio direttivo. Ovviamente sia il Municipio che il Consiglio comunale sono composti da diverse forze politiche che fanno delle scelte. Per quanto mi riguarda penso di essere abbastanza adulto e vaccinato per potermi esprimere da solo. Ho abbastanza esperienza per non farmi mettere sotto tutela.

badaracco-2b-300x156La consigliera comunale PLR Morena Ferrari Gamba ha detto, in un’intervista concessa a Ticinolive, che l’esclusione di Giovanna Masoni costituirebbe una grave perdita. Lei concorda?

RB  Certamente. Comunque ora che la scelta del Municipio è stata fatta, bisogna valutare bene se vale la pena continuare la lotta in Consiglio comunale. Questa diatriba sui nomi dell’Ente si trascina da troppo tempo ed è stata enfatizzata a livello mediatico. Peccato, perché il primo anno di LAC è stato eccezionale e i risultati sono molto confortanti.

A Suo giudizio, qual è il ruolo minimo della politica all’interno del Direttivo del LAC ? E quale il massimo?

RB  L’Ente autonomo di diritto comunale rimane completamente di proprietà della città ed è giusto che i responsabili politici abbiano voce in capitolo. Di ciò lo statuto tiene debitamente conto con, al proprio interno, i Capidicastero cultura per la materia trattata e finanze per le questioni di bilancio e conto economico. Inoltre la presenza del Direttore delle attività culturali si impone per la sua responsabilità in ambito amministrativo e di conduzione dei vari settori culturali. Gli altri due membri del Consiglio direttivo non devono essere necessariamente dei politici, ma dei tecnici che conoscono bene la materia culturale e hanno pure doti imprenditoriali. Infatti l’Ente LAC è più una struttura da gestire sotto il profilo economico, di marketing e aziendale. Le scelte culturali sono più di competenza delle fondazioni e dei loro Direttori artistici: Lugano in Scena, Lugano Musica e Museo d’Arte della Svizzera italiana.

Certamente la politica deve avere un controllo e una supervisione su quanto accade al LAC, ma non deve interferire sulle scelte culturali che devono rimanere di totale competenza degli enti preposti. Questo è importante poiché la cultura non venga influenzata dalla politica. Negli stati liberali è sempre stato così e la cultura ha sempre avuto una grande autonomia per rimanere libera, indipendente e una voce non asservita al potere costituito.

Una soluzione verrà dalla trattativa, con eventuale accordo, tra i partiti politici? Non sarebbe meglio che la decisione fosse lasciata agli uomini di cultura?

RB  Se la nomina, per statuto, avviene da parte di un gremio dove sono presenti le varie sensibilità politiche, occorre confrontarsi con le loro preferenze e scelte. Successivamente, quando i primi cinque membri del Consiglio direttivo verranno nominati, si potrà procedere alla cooptazione di figure di rilievo in ambito cultura e gestionale, senza intromissioni politiche o partitiche.

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