Ma i moralisti a senso unico rimangono in silenzio – di Lorenzo Quadri

Jack 16 xRiprendiamo dal Mattino odierno questo stringente articolo sul caso Bosia Mirra, che mette efficacemente alla berlina la “doppia morale” di certi moralisti da quattro soldi.

Il comportamento della Passatrice Socialista è scandaloso, ma ancor più lo è la linea assunta dal suo partito, tutta intessuta di ipocriti “distinguo”. Sembra quasi che l’antichissimo (1969) e famigerato “diritto all’illegalità” torni in auge.

Quanto al finale dell’articolo (caso Pesenti) la nostra opinione è ben nota e non ci dilungheremo. La Lega aveva il diritto di presentare chi le pareva e piaceva, anche se l’unico motivo dell’operazione fosse stato quello di liquidare l’invisa Giovanna Masoni. Al PLR luganese di Viscardi e Valenzano Rossi il compito di controbattere efficacemente la manovra. Un ricorso al Consiglio di Stato è stato preannunciato***. Ma è ben chiaro che bisognerà agire anche in ambito politico.

Ha suscitato interrogativi e perplessità una dichiarazione dell’on. Badaracco alla Rsi, sentita venerdì sera, secondo la quale si starebbe pensando a due nuove “personalità di altissimo profilo”, ciò che (secondo logica) comporterebbe l’esclusione sia di Pesenti che di Masoni. Dietro le parole c’è qualcosa di reale o si tratta solo un abile bluff? Al momento non siamo in grado di rispondere… ma si vedrà presto!

*** La tesi su cui poggia il ricorso (se abbiamo capito giusto) è la seguente: Badaracco Foletti Sganzini Pesenti e Masoni sono stati eletti al primo turno e tale cinquina dev’essere sottoposta al voto finale di ratifica del Consiglio comunale.

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bosia-mirra-2LORENZO QUADRI

Immigrazione clandestina: si aggrava la posizione della deputata-passatrice

Ma guarda un po’. Si è appreso dalla stampa nei giorni scorsi che la deputata P$ Lisa Bosia Mirra, sotto inchiesta per favoreggiamento all’entrata illegale di asilanti, avrebbe compiuto sei staffette. La gran consigliera $ocialista è anche sospettata di aver fornito ai migranti in­formazioni penalmente rilevanti. Già le scorse settimane il Corriere del Ticino ha scoperto l’esistenza di biglietti in cui Bosia Mirra perorava richieste d’asilo utilizzano la propria qualifica di depu­tata in Gran Consiglio.

Sui “loro”: citus mutus!

Le nuove rivelazioni indicano che la posizione giudiziaria dell’imputata si aggrava. Quest’ultima aveva peraltro ammesso in fase di interrogatorio che il viaggio per il quale era finita in ma­nette non era il primo.

Assieme alla posizione giudi­ziaria della deputata si ag­grava la posizione politica del suo partito, il P$ delle frontiere spalancate. Lo stesso vale per i ro$$i mora­listi a senso unico: da parte loro infatti, anche dopo le ul­time rivelazioni, giunge il so­lito silenzio assordante. E già: la morale viene utilizzata solo come arma politica con­tro i nemici. Sui “correligio­nari”, invece, citus mutus!

La legge non vale per tutti

Sul caso Bosia Mirra e sulle nuove rivelazioni i kompagni dunque tacciono. Strano: se sotto inchiesta fosse finito un esponente leghista, l’atteg­giamento della sinistra sa­rebbe stato ben diverso. Si ricorderà che il presidente del P$ ticinese Igor Righini, poco dopo la notizia del fermo, aveva diramato un maldestro comunicato in cui, in sostanza, si affermava che le leggi si rispettano, ma solo quelle che piacciono agli spalancatori di frontiere. Le altre pongono dei problemi di co­scienza e quindi si possono violare. Ohibò, anche a noi pone dei problemi di coscienza il fatto che i soldi delle no­stre imposte vengano utilizzati per mantenere finti rifugiati. Che facciamo, smettiamo di pagarle?

Presunzione d’innocenza

Quanto all’ipotesi di dimissioni della deputata-passatrice, il capogruppo $ocialista in parlamento ha invocatola presunzione d’innocenza. Ci piace­rebbe proprio sapere se la presunzione d’innocenza sarebbe stata osservata con lo stesso puntiglio se sotto inchie­sta si fosse trovato un deputato leghi­sta. Oltretutto nel caso concreto la parlamentare è rea confessa: il suo stesso avvocato difensore, sul Cor­riere dei Ticino di venerdì, non so­stiene che Bosia Mirra non abbia fatto nulla di illecito. Parla invece di “sem­plice complicità che per giurispru­denza viene sanzionata con una multa”: il reato quindi c’è stato, la sentenza dovrà solo stabilire quale. E allora di che “presunzione d’inno­cenza” stiamo parlando?

Il partito che usa e abusa della morale come corpo contun­dente politico contro gli odiati “nemici” non ha avuto né la decenza, né la coerenza, di pretendere che la sua depu­tata- passatrice per lo meno si autosospendesse in attesa della sentenza a suo carico. Non lo ha fatto all’inizio e non lo fa nemmeno ora che il qua­dro penale si aggrava. Cosa farà quando arriverà la deci­sione del tribunale? Dirà che la decisione di rimanere in ca­rica o meno è una scelta per­sonale dell’interessata?

Sul “caso Pesenti”, invece…

Per contro, i kompagni, silenti sulla deputata che fa le staf­fette (e non in senso sportivo), sono rumorosamente insorti schizzando veleno – spalleg­giati dai fascistelli rossi della loro stampa-monnezza sedi­cente “satirica” – perché la loro ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti ha accettato di candidarsi per il Consiglio dell’Ente LAC su proposta della Lega. Avere a che fare con l’odiata Lega: questo sì che è un crimine! Questo sì che lede la dignità della po­litica! Aiutare degli asilanti a varcare illegalmente il confine, farsi cogliere in flagranza di reato ed arrestare? E’ cosa buona e giusta, perché in Sviz­zera “devono entrare tutti”! Le leggi? Le devono rispettare solo gli avversari politici. I “loro”, invece…

Lorenzo Quadri