Alberto Leggeri impugna la mazza da baseball (contro i suoi)

baseballLa domanda fondamentale e sommamente intrigante sullo “scandalo del LAC” (chiamiamolo così) non è: — chi è Mister X ? (lo sanno tutti)  — la Lega ha votato Grassi?  — chi sono il Milanese e lo Zurighese?  — chi ha visto in giro Pesenti (non foss’altro che allo shopping sulla Bahnhofstrasse); bensì

— come ha fatto Ticinolive ad accorgersi di questo pezzo? La risposta è semplice: gliel’hanno detto, lì davanti all’ingresso del Piccobello.

jack-6xIl lunghissimo post di Leggeri è – ai miei occhi – ammirevole, per logica e sincerità. Si mettano a confronto certe chiare ed esplicite ammissioni, certe notevoli rivelazioni, con i balbettanti imbrogliucci dei compagnucci, “con una coda di paglia lunga un chilometro” (e le mani nella marmellata). Nessuno più di me è insospettabile nella lode al professor Leggeri. Non ci sopportavamo proprio e, nei corridoi del Patrio Liceo, di regola non ci salutavamo nemmeno.

Che cosa dice (a me) il memorandum Leggeri

  • In primo luogo osservo che in esso figurano parole dure. La più dura di tutte è “gioco sporco”: qui bisogna però ammettere che tale gioco NON è partito dai “rivoluzionari nostrani”… ma da ben altro luogo. Fermo restando che (come ho già scritto) si è trattato di una legittima operazione politica, spregiudicata, fantasiosa e spiazzante. Vi è stato assenso e cooperazione, questo sì, in particolare da parte della municipale PS, ciò che Leggeri mette bene in luce. E reticenza, ovviamente, allorché ella, venuta a conoscenza di quanto era stato deciso, non informò praticamente nessuno dei suoi sulla “mossa” (giudicata geniale da Boris Bignasca e, verosimilmente, anche dalla stessa  Zanini Barzaghi).
  • Leggeri era non solo assolutamente contrario alla candidatura Pesenti; egli era realmente favorevole alla candidatura Masoni e giudicava che il suo partito dovesse agire di conseguenza.
  • La Lega, si sa, è spregiudicata, e a tale spregiudicatezza deve una parte del suo successo. Ci voleva però, come sempre, un pesce che abboccasse. È stato trovato. Leggeri sentenzia: il PS ha fatto una figura barbina. Sì certo, ma non da solo.
  • Rimane un punto controverso, ed è il seguente. Se veramente il PPD con la Lega “aveva contrattato sottobanco l’appoggio reciproco, facendo fuori gli odiati liberali e mettendo in grave imbarazzo i socialisti” come mai Grassi non è stato eletto? 20 voti sono veramente pochi.

In conclusione, la faccenda si è prima acuita, poi invelenita e adesso – anche se c’è gente che scrive e grida: basta! basta! – non c’è rimedio, è diventata una questione di prestigio e d’orgoglio, di vita e di morte.

Ho sentito anche mormorare: “loro” vogliono mostrare di essere in grado di prendersi tutto. In tal caso il ruolo dell’agnello sacrificale spetterebbe… a Giovanna. Un’interpretazione forse troppo drammatica ed esagerata, rivelatrice però di un diffuso sentimento. 

Questo “sporco gioco” – lo dice Leggeri, io non oserei mai – è diventato un simbolo.

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leggeriALBERTO LEGGERI, PS   Martedì sera all’assemblea della Sezione PS di Lugano si è consumato uno degli spettacoli più miserabili che ho mai vissuto nella mia pluridecennale esperienza politica. Il 30 settembre viene spedita agli scritti la convocazione dell’Assemblea per l’11 ottobre con all’ordine del giorno tre punti: verbale dell’ultima assemblea, rapporto dei rappresentanti PS nei consigli di amministrazione delle società partecipate dal Comune di Lugano e prossime attività della Sezione (visita al Centro di calcolo e panettonata natalizia). Con questi argomenti era chiaro che la stampa non fosse presente, ma nel frattempo si è consumato il “dramma” della vicenda LAC e io mi sarei aspettato che il Comitato proponesse almeno una rettifica dell’O.d.G inserendo per esempio le “comunicazioni” o addirittura la trattanda “LAC” con cui spiegare alla propria base almeno il perché si è scelto di agire come ha agito la municipale PS in Municipio prima e il Gruppo PS in Consiglio comunale poi. Invece, si è tirato dritto, dando subito la parola in sequenza a R.Martinotti (per la TPL), L.Bolzani (per Lugano Airport), M.Ranzi (per AIL) e E.Stauffer (per Casino Lugano). Alle loro relazioni (oneste e piuttosto tecniche), ha fatto seguito una nutrita discussione in cui si sono toccati diversi temi (dalla tassa di allacciamento dell’acqua potabile, alle tariffe dei trasporti pubblici, al gioco patologico, al futuro incerto della casa da gioco, agli indirizzi politici da dare – anche come Partito – a questi suoi rappresentanti, ecc.-).

Verso le 22.15 mi sono reso conto che si stava “tirando volutamente per le lunghe” il dibattito col chiaro intento di tramortire gli astanti ed impedire di affrontare il TEMA SCOTTANTE che aleggiava nella sala. A questo punto ha preso la parola la municipale C. Zanini che si è dilungata in un comizietto di mezz’ora in cui ha illustrato per filo e per segno quanto bene lavora questo Municipio, citando il nome “municipio” almeno una trentina di volte e il nome “Partito Socialista” solo un paio di volte. Tanto per condire con la nebbia la realtà – come fanno Berlusconi e Renzi col Ponte di Messina – qui si è tirato in ballo anche il fantomatico Tram Bioggio-Lugano/centro e l’altrettanto fumoso progetto del Campo Marzio. Insomma si è arrivati alle 22.55 ad esaurimento della trattanda col pubblico esausto e mezzo stramazzato.

Io non ho mollato la presa: parlando di Consigli di Amministrazione, alludendo a quanto capitato con quello del LAC, ho letto il memorandum che avevo preparato al fine di informare i presenti sul dibattito che si era acceso sulle pagine (chiuse) del PS di Lugano in FB. (riporto qui sotto quanto letto). Al che in sala si sono levate alcune domande alle quali il presidente (R.Ghisletta) ha risposto tagliando corto: “non è il momento di discutere la cosa, lo faremo alla prossima assemblea in occasione della panettonata di Natale”, il che la dice lunga sulle reali intenzioni di dare senso e peso a quanto si è pasticciato sulla vicenda LAC. È la prima volta che in un’assemblea socialista il Presidente della sezione si preoccupa del fatto che “si è fatto tardi” e che quindi è ora di chiudere (erano le 23.10). La sala ha rumoreggiato, perché evidentemente in molti hanno capito che c’era una coda di paglia lunga un chilometro e che si intendeva confidare sui tempi lunghi e sulle amnesie dei/delle compagni/e; allora si è stabilito, a fronte di un paio di interventi energici dei presenti che “non sono mica scemi”, che si farà un’assemblea a fine novembre (staremo a vedere…). Ecco perché definisco miserabile l’esito della serata: sui temi forti della politica comunale non ci si vuole confrontare con la base del Partito, si fa melina e si continua con la politichetta del piccolo cabotaggio a rimorchio (e a supporto) di chi conta! Continuiamo così che finiremo come i Panda nel WWF o come patrimonio immateriale dell’Unesco. Allez!

Memorandum per l’Assemblea PS dell’11 ottobre 2016
Sulla vicenda del LAC la municipale PS di Lugano, sul CdT ha detto di aver incontrato diverse persone che si “sono complimentate con noi per non esserci immischiati in questa vicenda”, bontà sua se si accontenta di questo plauso, ma a dire il vero il PS ci si è immischiato eccome, ma nel modo più improduttivo. Pontiggia, sempre sul CdT e Caratti su La Regione, non le hanno mandate a dire quanto alle figuracce rimediate dal Municipio, e potevano anche andare oltre, dicendo anche due paroline sul “parere” espresso dagli Enti Locali quanto al pasticcio procedurale messo in scena dal Consiglio comunale (più che chiarire, a Bellinzona hanno inventato una nuova procedura che non sta né in cielo né in terra). Comunque non è di aspetti giuridici e procedurali che voglio parlare, ma di quelli politici. Zanini asserisce che senza i socialisti le cose si complicano, lasciando intendere che essi possono essere l’ago della bilancia. Giusto! Ma bisogna anche saper giocare bene la parte: quando ho parlato di dabbenaggine e mancanza di orizzonte e strategia politica, parlavo proprio perché ho capito che si è fatto di tutto per ingolfarsi in atteggiamenti contraddittori e controproducenti: a metà settembre vien fuori che la Lega propone la Pesenti per il direttivo del LAC, trasecolo e scrivo ai militanti PS – tramite la pagina riservata di FaceBook – che non esiste che una (ex-)socialista si presti a questo gioco sporco. Poi escono in pubblico due giovani esponenti della direttiva PS ad inveire contro il presidente R. Ghisletta per aver “inopportunamente” scritto alla Pesenti di desistere. Poi si viene a sapere che la municipale socialista ha votato in municipio la Masoni e la Pesenti: a questo punto uno si domanda perché lo ha fatto, quale vantaggio politico ci sta dietro (da come sono poi andate le cose, si è capito che NON c’è stata nessuna valutazione politica e men che meno una strategia). Qui faccio un inciso per ricordare due cose importanti: chi è il nostro “nemico” politico? La Lega (abbiamo valori agli antipodi: quindi nessun favore a costoro), chi è il nostro nemico in termini percentuali? Il PPD, quindi – se possibile – gli si fa qualche sgambetto mettendolo in difficoltà. Il voto in Municipio era importante e andava dunque discusso a fondo per lo meno in Comitato (se non in assemblea). Invece che si è fatto? Un vero pasticcio: in virtù di asserite competenze si è votato la Pesenti (in troppi credono che il PS debba molto a costei, ma dimenticano la storia del partito – che qui non vado a ripercorrere – ma lei più che dare, ha preso tutto dal PS). La Pesenti era candidata della Lega e dunque NON andava assolutamente votata e aggiungo anche un altro elemento sensibile: la Pesenti è il Gruppo Ringier: vi siete mai chiesti che interesse potrebbe avere questo gruppo editoriale a mettere un piede nel LAC? A dimostrazione della sensibilità di questo elemento vi invito a considerare come il Caffè abbia trattato tutta la vicenda LAC: il minimo che si può dire, in modo defilato, se non nullo. Tornando alla cronistoria, di fronte alla reazione dei militanti, il gruppo ha infine deciso di astenersi dal voto e io ho espresso la mia parziale soddisfazione, ritenendo questo passo, un modo – pur non di grande profilo politico – almeno un rimedio parziale alla frittata cucinata improvvidamente in casa PS. Noto di transenna che non a caso in questo frangente la Lega esultava e il PPD era sepolto nel più assoluto silenzio avendo contrattato con loro sottobanco l’appoggio reciproco, facendo fuori gli odiati liberali e mettendo in grave imbarazzo i socialisti. Ecco perché ho tuonato – sempre in modo riservato sulla pagina chiusa del PS Lugano – contro la dabbenaggine e la mancanza di una visione dei nostri.

Quando a due giorni da voto consigliare, con Aurelio Sargenti, abbiamo pubblicato sempre sulla pagina PS di Lugano un accorato appello al Gruppo “a NON votare la proposta della Lega dei Ticinesi e a NON astenersi dal voto, perché l’astensione è un non voto che finisce col favorire chi non si vuole”, nessuno ha cipito (è stato letto da 45 compagni, fra cui diversi membri del gruppo PS). Il famigerato lunedì 3 ottobre è venuta fuori la brillante idea di lasciare la sala e non votare. Dal profilo politico niente di più scellerato e controproducente: alle figuracce rimediate dal Municipio e dal Consiglio per le note vicende procedurali, nessuno ha capito il motivo dell’eclissi del gruppo PS. Le giustificazioni – costruite evidentemente a posteriori – sapeva lontano un miglio di arrampicate sui vetri! Sempre di transenna, osservo al proposito che se veramente ci si vuole distinguere “non entrando nella logica partitica della distribuzione delle sedie”, allora bisognerebbe essere coerenti fino in fondo ed uscire ad esempio da tutti i CdA in cui si siede proprio grazie a questa logica (AIL, AIL Servizi, Casinò, LuganoAirport, ecc.ecc.). So di chiedere troppo, ma qui casca l’asino. Il 4 ottobre mi sono espresso per la prima volta pubblicamente (sulla mia pagina FB) giudicando volutamente in modo severo l’uscita dei compagni. Riporto qui la conclusione del mio intervento: “Si esce per protesta (argomento debolissimo)? NO, meglio votare! C’erano tre possibilità: votare il ticket femminile, votare Grassi e Masoni o astenersi. Si esce per far cadere il quorum? Ma in questo caso il conto non torna. Quindi l’uscita non ha prodotto un bel niente, se non una figuraccia”. La sera il gruppo è rientrato in aula e (bontà loro) con l’astensione ha rimandato a casa tutti quanti i candidati.

… e adesso? La vicenda del LAC, come tale è magari solo un episodio della politichetta luganese, ma ha messo a nudo molti aspetti sui quali sarebbe ora ed utile riflettere. Dobbiamo veramente giocare il ruolo di chi conta (senza di noi certe cose non vanno avanti!), ma bisogna giocarla bene la partita mettendo in campo la nostra forza contrattuale: aspettiamo ad esempio il varo della politica dell’alloggio a pigione moderata (tutti dicono di volerlo, ma nessuno si attiva)? Bene, allora si cercano alleati e si contratta! Provate ad immaginare se adesso come socialisti dovessimo chiedere l’appoggio del PLR per il varo di questo importante e qualificante elemento politico? Oggi ci riderebbero in faccia (dopo aver silurato con l’assenza dal voto la loro candidata). Anche il Gigi di Viganello sarebbe stato capace ad esempio di barattare l’appoggio reciproco a due cose che i rispettivi partiti ci tengono e auspicano con ardore.

Se non ci mettiamo una volta per tutte a fare la nostra politica, si rischia non solo di regredire ulteriormente, ma di dare una mano alla Lega che evidentemente agisce in modo spregiudicato e astuto per annetterci con una sorta di OPA malevola, o – peggio ancora – per annientarci.

Alberto Leggeri