Ukraina on fire : terrorismo di Stato contro la Russia e caos a Kiev

Martedì sera, 22 novembre, mentre centinaia di manifestanti invadevano il centro di Kiev, è giunta la notizia che lo SBU, il Servizio di sicurezza ucraino ha rapito due soldati russi e li ha portati illegalmente in Ucraina.

La manovra ha suscitato dapprima incredulità e poi collera, per il carattere provocatorio che riveste. Al governo di Kiev non sembrano bastare i molteplici e infruttuosi tentativi di attentati in Crimea, così entrano in gioco gli agenti dei servizi di sicurezza ucraini.

“Il 20 novembre, agenti dello SBU hanno illegalmente interpellato e portato dalla Crimea all’Ucraina, nell’oblast di Nikolaïev, due militari russi – ha confermato il ministero russo della Difesa

Pare che le autorità ucraine stiano cercando di fabbricare un procedimento penale contro i due soldati, accusandoli di crimini contro l’Ucraina che non avrebbero commesso. Il ministero russo della Difesa teme che lo SBU possa ricorrere alla tortura : “Non è escluso che per ottenere le confessioni necessarie, una pressione fisica e psicologica venga esercitata sui nostri due soldati. Consideriamo questo caso come una brutale provocazione ed esigiamo l’immediata liberazione dei due soldati e il loro rientro nel territorio russo.”

Interrogato al riguardo, lo SBU si è limitato a commentare l’incidente, dichiarando che i due soldati erano, in precedenza, militi ucraini, poi passati sotto la bandiera russa. Il ministero russo della Difesa ritiene che si tratti di una scusa per giustificare l’arresto, nella linea politica del terrorismo di Stato praticato dalle autorità di Kiev, instaurato dopo il colpo di Stato che nel febbraio 2014 aveva rovesciato il presidente Viktor Ianukovitch.

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In questi giorni l’Ucraina celebra il terzo anniversario della rivolta di Piazza Maidan, che aveva portato, qualche mese dopo, alla partenza di Ianukovitch. A Kiev, l’anniversario è stato segnato da centinaia di manfestazioni, non tutte pacifiche.
La “Giornata della dignità e della libertà” si è trasformata in una serie di violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. I manifestanti, tra i quali vi erano anche gruppi neonazisti, hanno anche attaccato diversi edifici nel centro di Kiev, tra i quali una succursale della banca russa Sberbank.

La Russia non intende intervenire militarmente e cercherà di ottenere la liberazione dei due soldati senza fare ricorso alla forza armata. L’intenzione del governo di Mosca è piuttosto quella di stare a guardare mentre l’Ucraina sprofonda nel caos. Oppure, la Russia potrebbe scegliere di alimentare le tensioni e sostenere i manifestanti, per dare qualche grattacapo in più all’Europa.