Gianfranco Baruchello – Il giardino della mente

L’esposizione intitolata “Il giardino della mente”, inaugurata il 17 Novembre (e visitabile fino al 10 gennaio) presso la De Primi Fine Art Gallery di Lugano, propone opere appartenenti a diversi periodi della produzione del poliedrico Gianfranco Baruchello.

baruchello-3Il pensiero che guida la mano di Baruchello – un artista ed un intellettuale estremamente colto, profondo e complesso – si presenta come una spirale rapida e lentissima, semplice e vertiginosa. Un pensiero che disegna e circoscrive una vastissima visione artistica, insieme sperimentale, poliedrica, sociale e politica, che spazia dall’opera di Marcel Duchamp e di John Cage alla video arte, dall’universo concettuale alle ultime prospettive della Land Art.

Gli artisti che ci fanno riflettere e che hanno molto da dirci, spesso non hanno iniziato come tali. Nato a Livorno nel 1924, Gianfranco Baruchello fa parte, appunto, di questa categoria: si laurea in legge dopo la Seconda Guerra Mondiale – un titolo di studio che avrebbe dovuto “aprire molte porte” come egli stesso raccontò in un’intervista alla rivista d’arte e cultura Elephant – per affiancare suo padre e la sua famiglia in difficoltà finanziarie. Tra il 1949 e il 1955, pur lavorando a tempo pieno presso la Società Biomedica, inizia a dipingere e nel 1959 lascia definitivamente la professione per dedicarsi all’arte a tempo pieno.

SAMSUNG CSCIl primo periodo formativo di Baruchello si svolge a Parigi, dove ha modo di conoscere e frequentare Sebastian Matta, Alain Jouffroy e soprattutto Marcel Duchamp, artista che influenzerà fin dal principio tutta la sua produzione artistica. Dopo il periodo parigino (che non si può dire ancora terminato dato che la relazione di Baruchello con la Ville Lumiére continua tuttora mantenendovi uno studio dove vive e lavora quando è lontano da Roma) arriva l’esperienza newyorkese e l’incontro con l’arte pop e l’espressionismo astratto americano. Dal 1962 dopo avere esposto alla mostra New Realists, organizzata da Pierre Restany alla Sidney Janis Gallery di New York, partecipa attivamente al clima di accesa contestazione culturale e politica proprio del mondo delle avanguardie internazionali, pur mantenendo una linea di ricerca artistica autonoma. Al suo ritorno in Italia, Baruchello continua a sviluppare uno stile artistico che, contemporaneamente, è sia linguaggio e sia strumento di un discorso che cerca di superare le tendenze e le mode del momento, pur non ignorandole. Baruchello sperimenta il proprio linguaggio anche nel cinema (realizzando cinque cortometraggi tra il 1963 e il 1991), nella fotografia, nel sonoro e nella letteratura e utilizza tecniche artistiche che vanno dall’installazione, all’assemblaggio espandendo la ricerca visiva ben oltre gli ambiti linguistici tradizionali.

baruchello-1In questo complesso cammino espressivo troviamo, nell’esposizione alla De Primi Fine Art di Lugano, un fil rouge comune a tutte le sue creazioni destrutturate: dettagli colti dai più disparati contesti culturali, dalle civiltà antiche all’attuale società dei consumi, atti ad evidenziare il sormontare disordinato ed eterogeneo di tratti, di segni, di informazioni, di memorie ed immagini che interagiscono fra loro sul supporto quadrato facendone un accumulo di elementi in continuo movimento armonico.
La centralità scompare a favore di una dispersione di elementi grafici diagrammi e didascalie. L’opera può essere realmente vissuta solo nel suo insieme e nella sua struttura, volutamente priva del principio causa-effetto nell’ottica del “viaggio della mente” che è un principio portante dell’opera di Baruchello.

baruchello-2In questa ampia prospettiva, non si può di certo considerare questi suoi olii su tela, e i suoi smalti su alluminio o su cartone, le sue tecniche miste e i suoi collage, come opere isolate e autoreferenziali, bensì come le tessere di un mosaico artistico molto vasto. Come ha scritto Paolo Repetto al riguardo, “Su superfici sempre bianche, vediamo scorrere e dialogare segni, tracce, disegni, geroglifici, punti cosmogonici, in una visione che ancora una volta rivela il frammento come unità e l’unità come frammento: la centralità come dispersione e la periferia come centro. Poiché nulla si sa, tutto si immagina.”
Buona visita!

Aymone Poletti

GIANFRANCO BARUCHELLO
il giardino della mente / the garden of the mind
18 novembre 2016 – 10 gennaio 2017
Orari: lunedì – venerdì, ore 9:00-13:00 / 14:00-18:00.
Sabato su appuntamento
Per ulteriori informazioni:
www.deprimi.ch
De Primi Fine Art SA, Piazza Cioccaro 2, terzo piano, 6900 Lugano, Svizzera