Petizione anti PVP – “Vogliamo rappresentare TUTTI gli scontenti” – Intervista a Peter Rossi

Ripropongo questa vivace intervista del 28 gennaio 2015, che ritorna oggi di attualità.

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Gli oppositori del PVP io non avrei bisogno di andarli a cercare fuori casa. Al quinto piano della casa di via Sorengo siamo solo in due e tra i due io rappresento “l’opposizione moderata”.

La petizione è lanciata, la squadra sembra ben organizzata e agguerrita. Ho pensato che Ticinolive avesse il dovere di interessarsi a questa operazione. Ho dunque posto una serie di domande al consigliere comunale Peter Rossi, uno dei promotori più convinti e più attivi.

Un’intervista di Francesco De Maria.

Peter RossiFrancesco De Maria   Mi sono convinto – avrò ragione avrò torto – che l’autorità comunale non ha alcuna intenzione di cambiare il PVP, per lo meno in modo sostanziale. Concedono qualche minima cosa, aspettano pazientemente che i “protestanti” si stufino… ma la sostanza è destinata a rimanere. È d’accordo con me?

Peter Rossi   Solo in parte, di sicuro non ci stuferemo poiché sorretti da un “Gruppo promotore della petizione” agguerrito, convinto della propria azione e soprattutto perché vuole bene a questa città e a chi la vive quotidianamente.

Ho visto la petizione. Una petizione è, per definizione, qualcosa di non vincolante. Che cosa sperate di ottenere?

PR   Innanzitutto speriamo di ottenere l’appoggio di migliaia e migliaia di cittadini che con la loro firma contribuiranno in maniera determinante al raggiungimento del nostro obiettivo che rimane quello di sederci attorno a un tavolo per poter esprimere i motivi di questo malcontento che coinvolge, oltre agli automobilisti pure i pedoni, i commercianti, gli esercenti, gli albergatori e gli imprenditori di ogni genere.

Come vi siete organizzati? Chi vi sostiene, in generale? Chi vi sostiene, politicamente?

PR   Di principio abbiamo condiviso l’idea di non apparire sotto nessuna etichetta partitica poiché desideriamo rappresentare tutti gli scontenti, anche i trasportatori pubblici che pure subiscono, senza potersi ribellare, questa situazione. Ci siamo organizzati al meglio e con le forze a disposizione non mancheremo di stupire, lasciamoci quindi sorprendere.

Le concedo 5 righe. Mi dica perché questo PVP deve essere cambiato.

  • Perché è un piano viario che ha generato traffico “apatico” creando concentrazione e disordine !
  • Perché piace a pochi e la bilancia tra “costi e benefici” pende in maniera preponderante della parte dei costi !
  • Perché sta creando maggior inquinamento!
  • Perché ha allontanato la gente dal centro!
  • Perché sta mettendo un cappio al collo a numerosi commercianti, esercenti e imprenditori !
  • Perché costringe l’automobilista a commettere infrazioni!

Hanno detto, l’ho sentito anch’io: il PVP è stato preteso, imposto da Berna. Era la condizione sine qua non per ottenere i 200 e passa milioni per la galleria Vedeggio-Cassarate. È vero?

PR   Questa ipotesi, rispondendo ai 10 atti parlamentari, non è mai emersa; fosse vera mostrerebbe una manifesta debolezza del Cantone e del Municipio di Lugano.

Lei non pensa che uno dei concetti chiave del PVP – togliere le macchine dal centro – sia lodevole?

PR   Può essere una strategia, ma risponderebbe ad un’ideologia preconcetta da verificare con la disponibilità a mitigarla o abbandonarla.

Il PVP, così com’è oggi, non potrebbe essere visto come un dispositivo che tende ad “impedire” più che a “facilitare” ?

PR   Senza ombra di dubbio più a impedire, complicare e intralciare… che a facilitare, e qui il discorso si fa intrigante e meriterebbe un serio e approfondito esame sulla ripartizione delle responsabilità, non escluso gli ideatori e promotori del progetto.

Le attività commerciali del centro sono dimostrabilmente danneggiate?

PR   Il fatto che tra i promotori di questa petizione vi siano decine di commercianti, imprenditori e liberi professionisti è da intendersi come una conferma di quanto stanno subendo a livello economico.

Il nodo del servizio pubblico di autobus è la pensilina, dove il via vai è assai intenso. Il modello adottato è ottimale o necessita di miglioramenti? Qual è il suo giudizio complessivo sul servizio pubblico cittadino?

PR   Il servizio pubblico va sostenuto e nel limite del possibile potenziato e migliorato. E’ anche partendo da questo presupposto che desideriamo avere al tavolo della discussione anche dirigenti delle TPL, ARL, Poste svizzere e aggiungiamoci pure i taxisti. La loro conoscenza ed esperienza va valorizzata e sfruttata, non allontanata e snobbata.

Lei ha avuto personalmente occasione di discutere il problema con l’autorità? Se sì, ha verificato l’esistenza di un margine di manovra?

PR   NO, nessuna occasione a parte le risposte ai dieci atti parlamentari; risposte evasive, a volte improntate alla rassegnazione e anche alla stizza.

Per finire, come intendete procedere?

PR   La strategia per raggiungere l’obiettivo comune che è, e rimane il miglioramento di questa grave e deplorevole situazione, verrà comunicata, se richiesta, dopo la consegna delle firme. Se non ci fosse questa disponibilità da parte dell’esecutivo cittadino, è il caso di affermare che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e che al peggio non c’è mai fine.

Esclusiva di Ticinolive. Riproduzione permessa citando la fonte.