Riforma III delle imprese: Widmer-Schlumpf smentisce se stessa – di Fabio Regazzi

So di essere cattivo – l’amico Regazzi mi perdonerà e, come dicono a Roma, quanno cce vò cce vò – ma, visto che si tratta di EWS, dico che nessuno al mondo può dimenticare quello che il suo partito ha fatto per elevare al Governo questa tragica figura di donna, rosa dall’ambizione, nefasta e insincera. Con cospirazione ed inganno.

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Regazzi-yz1Con la votazione sulla riforma dell’imposizione delle imprese, il popolo svizzero si esprime il prossimo 12 febbraio 2017 su uno dei temi economici più importanti degli ultimi anni. Il Consiglio federale, il Consiglio nazionale, il Consiglio agli Stati, i cantoni, le associazioni economiche e tutti i partiti borghesi sono convinti: la riforma fiscale è un investimento necessario per la piazza economica svizzera. Che proprio la già Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, in un’intervista al Blick, avanzi critiche nei confronti nella riforma per me, imprenditore titolare di un’azienda di famiglia e politico, è difficilmente comprensibile, oltre che poco elegante e inopportuno. Widmer-Schlumpf critica la proposta che riguarda la possibilità di dedurre gli interessi dal capitale proprio e la rinuncia di prevedere una riduzione massima del 30% – da parte di Confederazione e Cantoni – dell’imposizione dei dividendi risultanti da partecipazioni in imprese.

Ma è stata proprio la signora Widmer-Schlumpf, allora ministra delle finanze, che ha aperto la strada alla possibilità di dedurre gli interessi dal capitale proprio. Va detto che si tratta di una misura pertinente e riconosciuta a livello internazionale, tant’è anche l’UE – impegnata nella concorrenza fiscale – si sta adoperando per implementare questo strumento. Le preoccupazioni di Widmer-Schlumpf, che teme una riduzione all’infinito delle imposte, sono prive di fondamento. Il Parlamento ha introdotto una sorta di “rete di sicurezza”, vale a dire una limitazione per la riduzione delle imposte. La proposta in votazione, per quel che riguarda le possibili conseguenze finanziarie per la Confederazione, è praticamente uguale al progetto presentato dall’allora Consigliera federale Widmer-Schlumpf. Con la sua goffa uscita, l’ex ministra ha rotto anche le uova nel paniere del suo cantone, i Grigioni: infatti la riforma dell’imposizione delle imprese è fondamentale per tutta la Svizzera, ma soprattutto per i cantoni più periferici come il Ticino o i Grigioni che non a caso la sostengono. Come recita un famoso aforisma, che in questo caso calza a pennello per la ex Consigliera federale Widmer-Schlumpf che in Ticino pochi rimpiangono, è proprio vero che il buon tacer non fui mai scritto.

Fabio Regazzi, consigliere nazionale