Scandalo permessi: si poteva e doveva agire prima! – PLRT

Il PLRT rispetta le procedure e si impegna per ristabilire l’indispensabile fiducia nello Stato

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Questo comunicato, di tono moderato, non manca di far notare come lo scandalo costituisca in realtà una grossa tegola per il Dipartimento diretto dal ministro Gobbi. “Ma come” sembra sbigottirsi il PLR “proprio nel vostro campo d’elezione, nella vostra specialità – gli stranieri, la migrazione – avete lasciato che succedessero queste cose?”

Visto che abbiamo la parola, ne approfittiamo per stigmatizzare certi titoli gigioneschi introdotti da certa stampa, del tipo “I furbetti dei permessi facili”.  Queste espressioni sono assolutamente fuori luogo. Stiamo parlando di falso, di furto e di corruzione. Non è il caso di fare gli svaporati.

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Al Dipartimento Istituzioni, Ufficio della migrazione, tira aria grama. È di oggi la notizia che altri 2 funzionari sono stati messi sotto inchiesta per violazione del segreto d’ufficio dopo il già avvenuto arresto di un funzionario 28enne. Il PLR rispetta in modo rigoroso la separazione dei poteri e la priorità della magistratura chiamata a chiarire la fattispecie. I piani d’intervento saranno perlomeno 3: giudiziario, amministrativo e politico.

I processi nel nostro Paese non si fanno sui giornali o alla televisione, ma nelle sedi opportune. La magistratura sta facendo correttamente il proprio lavoro. Non vi è dubbio che avremo presto maggior chiarezza sulle responsabilità personali. Gli arresti decisi lasciano intuire che non sarà solo fumo.

Da subito sembra pacifico che il rapporto di fiducia nei confronti dei funzionari coinvolti sia stato compromesso e la procedura amministrativa dovrà valutare se esistono ancora o meno i presupposti per continuare il rapporto di lavoro. Poi sarà la volta delle valutazioni sul piano politico.

Oggi il Consiglio di Stato reagisce agli arresti decidendo un audit esterno e la costituzione di un gruppo di lavoro per valutare la possibilità di rafforzare le modalità di controllo dell’Amministrazione cantonale. L’audit dovrà però essere svolto da esperti indipendenti e non essere un esercizio alibi.  

Possiamo anche condividere le proposte del Consiglio di Stato ma un tassello ci manca. Non si capisce, infatti, come mai il Dipartimento delle Istituzioni condotto da quel partito che ha fatto della lotta agli stranieri un cavallo di battaglia, non si sia focalizzato sul buon funzionamento dell’Ufficio della migrazione. Già in alcune sentenze del Tribunale federale del 2013 erano state segnalate alcune criticità. Il Ticino vive un forte disagio migratorio e i ticinesi hanno più volte segnalato la loro sofferenza per la pressione esistente sul mercato del lavoro. A maggior ragione sembra pacifico che da parte della direzione del Dipartimento delle Istituzioni vi dovesse essere la massima attenzione su questo servizio. Sembra invece fin troppo goffo il tentativo di scaricare le responsabilità su altri.

Possibile invece che la segnalazione del problema all’Ufficio migrazione sia arrivata dal Segretariato di Stato per la Migrazione di Berna? Fosse vero, ringraziamo l’amministrazione federale per il sostegno, ma la direzione del Dipartimento delle Istituzioni, invariata negli ultimi 5 anni, è chiamata alle proprie responsabilità e queste lacune devono essere risolte rapidamente.

Il PLRT si riserva di valutare l’esito dell’inchiesta in corso ricordando che, per molto meno, già nel recente passato erano state aperte delle Commissioni parlamentari di inchiesta.

Ribadiamo grande stima e rispetto nei confronti dei funzionari dell’Amministrazione cantonale che danno ogni giorno prova di impegno e dedizione per il buon funzionamento dello Stato. Proprio per questo faremo di tutto per ripristinare al più presto la necessaria serenità all’interno dei servizi citati e l’indispensabile fiducia da parte dei cittadini e delle cittadine.

PLRT