Suicidio assistito: Dj Fabo sceglie di morire in Svizzera

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni che promuove la libertà della ricerca scientifica.

Aveva 39 anni, era tetraplegico e cieco dall’estate del 2014 dopo un grave incidente e oggi si è sottoposto sul territorio elvetico al suicidio assistito, illegale in Italia, il suo paese d’origine. La morte di Dj Fabo ha scatenato nelle ultime ore la vecchia polemica sulla legge riguardante il testamento biologico che ancora non ha trovato spazio in Italia e che molti reclamano a gran voce.

Fabo è stato aiutato da Marco Cappato, un politico italiano dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni che promuove la libertà della ricerca scientifica. Come dichiarato dalla segretaria dell’associazione Filomena Gallo, Cappato “rischia 12 anni di carcere” per il reato di aiuto al suicidio.

 Come riferito da tio.ch “al momento della “Dolce Morte” erano presenti la mamma, la fidanzata e alcuni amici. Fabiano Antoniani, questo il suo nome all’anagrafe, ha dovuto scegliere un Paese straniero per porre fine alle sue sofferenze. Appena tre giorni fa era infatti stata rinviata la decisione in merito al disegno di legge sul Biotestamento alla Camera dei deputati”.

Molti politici italiani infatti hanno espresso il loro sdegno per l’attuale situazione che persone come Fabiano devono affrontare. Marco di Lello, deputato del Pd ha dichiarato: “La Svizzera continua a essere la destinazione di quanti vogliono consapevolmente porre fine al loro dolore di vivere una vita senza speranza ma piena solo di sofferenza. Si Fabiano, io mi vergogno e, come me, spero tutti i parlamentari, per quello che non si è riusciti a fare”.

L’ultimo messaggio di Fabo è arrivato poco prima della sua morte, via Twitter: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille”.

Cappato da parte sua ha dichiarato che si assumerà le sue responsabilità autodenunciandosi al rientro in Italia.