Chi difenderà (con successo) la scelta europea della Francia: Emmanuel Macron – del senatore Pietro Ichino

LA CONVERGENZA DI TANTI EUROPEISTI FRANCESI DI SINISTRA E DI DESTRA SULLA CANDIDATURA DI EMMANUEL MACRON CONFERMA CHE NELLE PRESIDENZIALI FRANCESI LA PARTITA DECISIVA SI GIOCHERÀ SUL FRONTE PRO/CONTRO L’INTEGRAZIONE EUROPEA

dal portale www.pietroichino.it

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Sul tema cruciale del voto presidenziale in Francia pubblichiamo questo interessante articolo, che non impegna la linea della Redazione. La nostra speranza è soltanto questa: che l’elezione francese, accompagnandosi alla Brexit e ponendosi con essa in sinergia, metta un freno potente alle derive dell’Unione Europea. 

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SEN. PIETRO ICHINO  “Il candidato che si avvicina di più alle mie idee di socialista riformista, europeista e realista è Emmanuel Macron”: è questo l’endorsement di Bertrand Delanoë, sindaco di Parigi dal 2001 al 2014 e pezzo grosso della gauche, nei confronti del leader del nuovo movimento En Marche!, ex-ministro dell’Economia di Hollande. Endorsement che era stato preceduto, oltre che da diversi altri, da quello del centrista Bayrou e da quello di Renaud Dutreil, già ministro di Jacques Chirac e fondatore del movimento “La Droite avec Macron”. Col risultato che oggi nei sondaggi Bertrand Macron è perfettamente appaiato a Marine Le Pen e – salvo sorprese – si avvia a contenderle con successo l’elezione presidenziale di primavera. Nessuno può seriamente sostenere che tra Delanoë, Bayrou e Dutreil ci sia una significativa convergenza di vedute su tutti i nodi tradizionali della politica nazionale, dalle tasse al lavoro, dai diritti civili all’immigrazione: le divergenze destra/sinistra permangono. Però è un fatto che esse passano in secondo piano di fronte alla scelta fondamentale: quella circa la prosecuzione o no del processo di costruzione dell’Unione Europea.

Anche in Francia – come è stato nelle ultime politiche in Grecia, nelle presidenziali in Austria, nel referendum sulla Brexit in Gran Bretagna, e sarà alle prossime politiche in Italia – lo spartiacque decisivo è quello pro-UE/anti-UE, che è in definitiva quello pro-Global/no-Global. E su quel fronte vince non chi modella la propria proposta politica sugli schemi del ‘900, ma chi parla chiaro della scelta fondamentale, che oggi devono compiere i francesi, come tutti gli altri popoli europei. Compiuta quella scelta, si porrà ovviamente il problema se la stessa debba essere declinata più a sinistra o più a destra: ma prima occorre che il Paese si schieri rispetto a quel discrimine fondamentale. E il Paese sceglierà di proseguire il processo di integrazione europea solo se i politici europeisti si dedicheranno a spiegare convincentemente i buoni motivi per farlo; non se parleranno prevalentemente d’altro.

Senatore Pietro Ichino

  • gipo

    Senatore Pietro Ichino,
    (sic) socialista riformista, europeista e realista (che si accomoda della realtà), io non m’i(n)chino e spero proprio che le sue “previsioni” siano debellate dai francesi,
    (quelli veri, non fabbricati industrialmente: “Le Droit du Sol est l’absurdité qui consiste à dire qu’un cheval est une vache parce qu’il est né dans une étable.” Charles Louis de Secondat dit Montesquieu ) che non sono tutti dei “demeurés”!

    Sulla “scia” del Mito-errante e del “Polichinelle casqué” (leggi col velo islamico per andare a f…) UN ALTRO “altruista ma di tipo padrino”, sinistroide, socialista riformista, europeista e realista (i soldi sono sempre soldi, e specialemente quelli fregati al Fisc) “plebiscitato” (?) : Presidente del malcostume costituzionale “politiquement correct”?!
    Magnifica prospettiva!

    Tutti uguali: quello che é tuo é mio, quello che é mio, é mio, e soprattutto se sottratto dalle tasse che ho promulgato.
    Ma lui ha dalla sua parte la Magistratura pura (copinage istituzionale), “en attendant la charia. (Qui joue avec le feu, finit par se brûler les doigts)”

    Senza alcun rispetto delle “primaire”, costui ha il merito di unire la sinistra soppiantando il concorrente eletto. Tanto, se sarà INTRONISATO con il concorso dei sinistroidi “realisti” di destra e degli insabbiati specialisti della taqiya, ri-copiera il suo predecessore – e sostenitore – unanimamente eletto peggior “pensionnaire de l’Elysée depuis de Gaulle”.

    Ma lei, “ama” la Francia?
    Lei : “Ama l’Italia”, quella che sgobba?!

    Spero veramente che, sia in Francia che in Italia, la “plebaglia” si svegli dal suo letargo.

    Senatore, spero che Lei si ri-convertisca in : Socialista, sociale! Une specie “estinta”?! E idealista… tanto non potrà cambiare il mondo.