Parigi – Insicurezza o percezione di insicurezza? di Francesco Russo

“La miseria umana a Parigi è notevole”

Il professore luganese racconta le sue (poco piacevoli) esperienze in una “Ville Lumière” degradata

In molti salotti parigini (virtuali o meno) si discetta se nella grande metropoli ci sia “insécurité” o piuttosto “perception d’insécurité”. Dipende, normalmente il rischio di perdere la vita non è eccessivamente alto, al di là degli attentati terroristici recenti anche se vi è da dire che conosciamo in moltissimi qualcuno che ha perso la vita in quelle occasioni.

C’è pero’ un altra insicurezza che è reale e fastidiosa. Quella del turista (ma non solo) che viene derubato al momento dell’entrata o uscita da un vagone della metro, e ancora quella dei turisti asiatici derubati da “professionisti” che agiscono nei pressi della Torre Eiffel; un’insicurezza non pericolosissima ma molto fastidiosa. C’è quella della prima mattina, i cui impicci ho subito io proprio oggi.

La situazione è abbastanza ben delineata: a Place Stalingrad e nelle vicinanze c’è un giro di trafficanti che la polizia ha difficoltà a controllare e un giro di poveracci disperati che ne sono vittime. Spesso uno di questi disperati tossici adocchia le persone a cui potrebbe sottrarre dei soldi, le ferma domandandogli (quasi educatamente) del denaro, ma poi passando rapidamente a vie di fatto; tra l’altro questi tossici presi dalla disperazione hanno una forza notevole.

L’episodio che mi riguarda: io questa mattina al passaggio di Place Stalingrad per andare al lavoro, alla richiesta di soldi ho deciso di allontanarmi rapidamente correndo. Benché “relativamente” allenato, sono stato seguito per 150 metri da uno di questi poveracci che formulava varie minacce e insulti. Questa volta, un’auto della Polizia di passaggio è intervenuta fermando il malcapitato il quale andava pure sostenendo che io ero stato razzista non dargli dei soldi.

Tornando al discorso generale, la miseria umana a Parigi (come in molte città europee) è notevole; quante persone vivono per strada al margine in condizioni psicofisiche labili, al di là del fatto di non avere un alloggio. Una certa criminalità “organizzata” ne approfitta e ne fa un business; le autorità gestiscono con grande difficoltà la situazione anche perché incombono sulla Francia minacce ben peggiori. In conclusione l’insicurezza è una realtà ed è la punta dell’iceberg di un male reale: altro che percezione di insicurezza.

Francesco Russo