Il budget di Trump: tanto alla difesa, poco all’istruzione

 

Ieri è stato presentato il primo budget dell’amministrazione di Donald Trump che tuttavia non ha riservato nulla di sorprendente per chiunque abbia seguito il suo pensiero politico.

La spesa militare è stata aumentata del 10%. Hanno beneficiato della generosità del nuovo presidente anche i trasporti (+13,3%), i veterani (+10,2%) e la sicurezza interna (+7,3%). Il Sole 24 riferisce che in quest’ultima voce sono compresi “lo stanziamento per il muro, l’assunzione di migliaia di nuove guardie di confine e l’apertura di nuovi centri di detenzione per gli immigrati illegali. Tre miliardi vengono chiesti già per quest’anno, metà dedicati a studi sul muro, altri 4,5 miliardi per l’anno prossimo, 2,6 per il muro, portando il totale oltre i 7 miliardi. Il muro resta però problematico con stime di costo di 21 miliardi”.

A perderci invece c’è l’Agenzia per la protezione dell’ambiente che si è vista tagliare bel il 29,6% dei fondi con come conseguenza l’eliminazione dei programmi sull’energia pulita, sul risanamento delle aree dei Grandi Laghi e su tutto ciò che riguarda la lotta all’effetto serra al quale Donald Trump ha dichiarato diverse volte di non credere. Ha subito un taglio del 29% anche l’agricoltura, del 28,5% il Dipartimento di Stato per quel riguarda i programmi di aiuti all’estero, e la sanità i cui fondi vengono ridimensionati del 23% in negativo. A risentire della mancanza di fondi sarà la ricerca condotta dai National Institutes of Health e la fascia più povera della popolazione che beneficiava di assistenza statle.

L’istruzione si vedrà tagliare il 13,6% dei fondi federali, mentre aumentano i fondi pubblici destinati alle scuole private. Gli enti preposti all’arte e alla Tv pubblica perdono tutto il finanziamento pubblico. Infine il Dipartimento dell’Energia risentirà di una diminuzione del 5,4% a discapito soprattutto di programmi che promuovono energie rinnovabili ed elettrodomestici efficienti.

Il bilancio dovrà essere approvato  dal Congresso, passare al vaglio degli emendamenti e ottenere la maggioranza alla Camera e al Senato in quanto, è utile ricordare, che il presidente personalmente ha ben pochi poteri concreti in tema di bilancio.