“Colui che faceva dei miracoli è stato crocefisso. Io non so farli, ma mi impegnerò comunque molto” – Intervista al presidente PPD Fiorenzo Dadò

“Si sono evidentemente accaniti [contro Beltraminelli], è sotto gli occhi di tutti”

“Il Caffè ipotizza addirittura che Gobbi sapesse da mesi che Argo 1 fosse indagata”

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L’on. Dadò si è mostrato di parola. Ne siamo lieti e siamo dunque in grado di proporre ai nostri lettori, in questa tarda domenica, un’intervista di stretta attualità, realizzata da Francesco De Maria.

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Francesco De Maria  Da poco tempo lei è presidente del PPD. Ambiva a questa carica? La desiderava?

Fiorenzo Dadò  Mi sono messo a disposizione perché mi è stato chiesto da amici, dopo averci pensato a lungo. Sono partito a far politica da un piccolo paesino di valle, non avrei mai immaginato di diventare presidente di un partito di Governo ma adesso sono motivato e cercherò di fare del mio meglio.

Giudica di aver preso il timone della nave in tempi poco favorevoli o, addirittura, burrascosi?

FD  Ci sono stati tempi sicuramente più facili. Ma ognuno deve affrontare i problemi del suo tempo e il nostro tempo è questo.

In che cosa risiede la migliore chance politica del partito nel Ticino (e nella Svizzera) del 2017 ?

FD  Nella chiarezza e schiettezza delle sue posizioni. Sui temi in generale, ma ancor più su quelli che stanno alla base dei nostri valori, bisogna avere una posizione inequivocabile e coerente.

Nell’elezione presidenziale lei ha battuto Lombardi molto nettamente. Come mai? Non è stata una vittoria “esagerata”?

FD  Bisogna chiderlo a chi ha votato, alla base del mio Partito che democraticamente ha potuto scegliere il suo presidente.

A Suo avviso Lombardi si sentiva realmente in corsa per quel posto?

FD  Certo. Lombardi si è messo a disposizione come me e gli altri per fare il presidente.

Come vede le prospettive politiche di Lombardi nell’immediato futuro? La sua influenza è destinata a declinare?

FD  Non credo. Lombardi è un politico navigato, con un ruolo importante a Berna. Non mi sembra proprio in declino.

Caso Argo 1. Il ministro Beltraminelli si trova, obiettivamente, in una posizione assai scomoda.

FD  Certo, come Gobbi e chiunque si trova invischiato in uno scandalo.

Quali elementi, a Suo avviso, conferiscono gravità alla vicenda?

FD  La questione a prima vista più grave è l’assenza di una risoluzione governativa sui vari mandati.

Quali altri elementi, invece, portano a relativizzarla?

FD  La precarietà della situazione in cui si trovava chi deve gestire dei centri provvisori per i richidenti l’asilo e il fatto che le fatture sembra siano state tutte regolarmente contabilizzate e i soldi, spesi per prestazioni necessarie e realmente effettuate

Beltraminelli ha vissuto una giornata parlamentare dura e stressante. Lei lo ha ascoltato con attenzione. Gli dia un voto, da 1 a 6.

FD  Non tocca a me dare voti. Si è impegnto e non si è sottratto alle sue responsabilità

Il ministro, secondo la Sua opinione – parlo del Capo e non dei funzionari – ha commesso delle irregolarità? Irregolarità formali? Sostanziali?

FD  È prematuro esprimersi su chi ha fatto eventuali irregolarità, c’è una sottocommissione che se ne sta occupando e una volta che sarà pronto il loro rapporto sapremo come sono andate le cose.

Gli avversari politici (del Partito) si sono accaniti contro di lui? O lo hanno piuttosto risparmiato?

FD  Si sono evidentemente accaniti, è sotto gli occhi di tutti.

Ha letto l’articolo di Andrea Leoni su LiberaTV, nel quale si dice che nel PPD incomincia a manifestarsi chi vorrebbe un cambio di ministro? Il giornalista ha colpito nel segno? E come deve comportarsi il Presidente, in un caso del genere?

FD  Sì l’ho letto. Nessuno di noi piace a tutti, neppure Beltraminelli. C’è chi lo sostiene e chi invece vorrebbe in Consiglio di Stato un altro profilo. È prematuro parlarne.

È una domanda imbarazzante ma gliela faccio lo stesso. Chi potrebbe essere un valido successore?

FD  Adesso non si pone il problema.

Dice il proverbio: “Mal comune mezzo gaudio”. SuperNorman può essere grato al Beltra? Si riduce automaticamente la pressione sul ministro leghista, coinvolto in un caso obiettivamente assai grave?

FD  Quello che è successo e che sta ancora succedendo, al di là delle posizioni personali di Beltraminelli e di Gobbi, fa del male alle Istituzioni e al Ticino. Questo è l’aspetto più triste. Per il resto, la situazione è in continua evoluzione. Oggi ad esempio, il Caffè ipotizza addirittura che Gobbi sapesse da mesi che Argo 1 fosse indagata e nonostante ciò non abbia detto nulla a Beltraminelli, salvo fare esplodere il caso appena gli è scoppiato in mano il caso dei permessi facili.

Ciò che stupisce il comune cittadino (che in questo caso sono io) è l’enormità delle spese per quelli che il Mattino chiama “i finti rifugiati”. Milioni e milioni e milioni gettati in un pozzo che sembra senza fondo. Qual è la sua opinione in proposito?

FD  È un compito che il Cantone deve svolgere su mandato della Confederazione, non lo scegliamo noi. Se la spesa è troppo elevata non sono in grado di dirlo. Posso però constatare che quando il Cantone ha cercato di risparmiare affidando la sicurezza ad una ditta meno costosa, c’è chi ha ritenuto le tariffe troppo basse.

Oggi come oggi i destini della Repubblica sembrano nelle mani della (Super) Sottocommissione della Gestione, incaricata di vagliare i due casi critici e scottanti: “Gobbi” e “Beltraminelli”. Che cosa si aspetta, come risultato finale, dai lavori di questo gremio?

FD  Che facciano massima chiarezza al più presto.

La Sottocommissione Lei l’ha appena lasciata. Perché? Si è sentito obbligato a causa della posizione della Sua compagna, che è una capo servizio del Dipartimento di Beltraminelli? Sussisteva una reale incompatibilità?

FD  Quando abbiamo istituito la sottocommissione, questa aveva come compito quello di analizzare unicamente il caso dei permessi facili. Solo l’altro giorno la Gestione ha deciso di affidarle anche il caso dei mandati riguardanti i centri provvisori dei rifugiati. A quel momento, per una questione di massima trasparenza e per fugare anche il più piccolo dubbio, ho chiesto a Fabio Bacchetta Cattori di sostituirmi. Non ci sono conflitti secondo la legge, ma essendo la mia compagna una funzionaria che lavora in quell’ufficio, è una questione di opportunità perché è indispensabile che nessuno possa mettere in dubbio l’imparzialità del lavoro commissionale.

Che cosa pensa delle dichiarazioni dell’on. Pronzini?

FD  Pronzini ha bisogno di visibilità. È comprensibile.

Oggi lei nel Partito occupa due posti chiave: presidente e capogruppo parlamentare. Il “popolo pipidino” si aspetta molto da lei, forse addirittura un miracolo. Si sente pronto? Adeguato al difficile compito?

FD  Colui che faceva dei miracoli è stato crocefisso. Io non so farli, ma mi impegnerò comunque molto.

Esclusiva di Ticinolive

  • ZAP

    Dadò ovviamente non ha bisogno di visibilità! Tutto quello che dice e fa lui e il PPD è perfetto. La colpa, secondo lui, sta sempre e soltanto dall’altra parte. Piace sempre meno questo personaggio, che non ha ancora capito che si rende ridicolo con i suoi moralismi. Secondo me farebbe meglio il prete nel suo piccolo paese in valle.