Terrorismo a Londra. Theresa May: “Non abbiamo paura”

L’attentato di Londra ha finora causato cinque vittime, l’ultima delle quali un uomo di 75 anni rimasto ferito nell’attentato e morto a causa delle ferite poco più tardi, altri quattro feriti sono tutt’ora ricoverate e le loro condizioni sono gravi. Gli altri morti invece sono l’inglese Aysha Frase, l’americano Kurt Cochran, il poliziotto Kieth Palmer e infine l’attentatore Khalid Masood, ucciso dalla polizia.

Migliaia di documenti sono stati sequestrati da Scotland Yard, una decina le persone arrestate e ben 16 le perquisizioni eseguite in diversi luoghi. Sono inoltre già state diffuse alcune foto dell’attentatore Masood, di cui una segnaletica.

L’uomo di 52 anni, nato e cresciuto in Inghilterra, a Birmingham che ANSA ha definito“capitale industriale delle Midlands tra i cui quartieri si concentra come in nessun altra area urbana del regno il cuore di tenebra del jihadismo d’importazione o ‘made in Britain’. La città dove l’antiterrorismo ha arrestato non a caso nelle ultime ore tre degli 8 presunti fiancheggiatori finiti in manette, secondo i dati diffusi dal numero 2 di Scotland Yard, Mark Rowley. Una città nei cui ghetti popolari, non troppo dissimili da certe propaggini della medesima Londra, si annida un islam agli antipodi da quello, ecumenico e tollerante, predicato senza sosta dal sindaco della capitale britannica, Sadiq Khan”. Masood era noto alla polizia a causa di precedenti penali legati all’aggressione e al possesso di armi ma non era considerato un soggetto “ad alto rischio” e non era monitorato per sospetto terrorismo dalle autorità.

Intanto Londra in lutto, ha organizzato una veglia in Trafalgar Square per i morti nell’attacco; presente anche il sindaco Sadiq Khan e il ministro dell’interno Amber Rudd.

Theresa May “ha sfoderato i toni della leader” parlando alla Camera dei comuni: “Non abbiamo paura e non ci faremo intimidire.” Ha poi aggiunto: “Siamo riuniti qui, nel più antico dei parlamenti, perché sappiamo che la democrazia e i valori che rappresenta prevarranno sempre”.

L’ISIS ha rivendicato all’attacco del 22 marzo ma non è chiaro se i “vertici” del gruppo terroristico fossero coinvolti. Il Post riporta: “Come hanno notato alcuni giornalisti, Masood era molto più anziano rispetto ai responsabili di altri attentati del genere compiuti in Occidente”.