“Il mistero ispira l’artista, dal mistero nascono le mie bambole” – Intervista a Julia Kataya

Sono esposte in questi giorni nei locali di Luxury Living Swiss, a Paradiso, le bambole snodabili (Ball Jointed Dolls) create dall’artista moscovita (ma residente a Castagnola) Julia Kataya. La Luxury è una società attiva nel settore immobiliare di livello alto e medio-alto, ma non solo: è in grado di fornire tutt’una serie di servizi, automobili, aerei, ecc. E tratta anche opere d’arte.

Mi accoglie Lina Kazlauskaite, arrivata a Lugano dalla Lituania. Con lei l’artista, abilissima creatrice di bambole in esemplari unici, alla quale pongo alcune domande.

Francesco De Maria  Perché le sue bambole hanno un’espressione del viso triste, talvolta addirittura drammatica? Non vorrebbe creare (ogni tanto) una bambola sorridente?

Julia Kataya  Proverò a rispondere alla sua domanda indirettamente. Big Eyes è un film del 2014 diretto da Tim Burton con protagonisti Amy Adams e Christoph Waltz. La pellicola narra la vera storia di Margaret Keane, una pittrice degli anni cinquanta e sessanta, che è diventata famosa con certi suoi dipinti molto strani, in cui tutti i personaggi rappresentati hanno occhi sproporzionatamente grandi e tristi. La sua arte per molto tempo non è stata capita ma poi è arrivato il successo. Alla fine quell’artista (e femminista) ha fatto una rivoluzione nel mondo dell’arte. Le opere d’arte non sono sempre immediatamente comprensibili dalla società.

Qual è la sua fonte primaria di ispirazione e a quale progetto sta lavorando?

JK  Le mie ultime bambole le ho create per la collezione “Figlie del mio cuore”, e lo sono veramente!Ho elaborato un progetto che si compone di ben 18 bambole. L’ispirazione mi è venuta dai miti e dalle leggende magiche. Il mistero è una sorgente inesauribile di ispirazione per un artista. Un progetto molto impegnativo anche sul piano filosofico. Ho allestito già varie mostre: a Venezia, a Monte Carlo, a Lugano (a Palazzo Mantegazza, al Tasis, al Palazzo dei Congressi, ecc.). Il 7 aprile in occasione del Gala dedicato a David Bowie esporrò tre quadri e una bambola, tutti ispirati a questo grande e indimenticabile personaggio dello show business.

Può descriverci in dettaglio la procedura tecnica di creazione di una bambola?

JK  La procedura suddivisa nelle sue varie fasi (ognuna delle quali richiede da diverse ore a diversi giorni) è la seguente:

• eseguire lo schizzo
• creare un modello in argilla
• fabbricare stampi per la colata di gesso o di argilla
• eseguire la colata
• levigare e lucidare i pezzi
• mettere i pezzi in forno (alcuni tipi di plastica stampata non richiedono torrefazione);
• assemblare la bambola (istallazione di cerniere e ganci)
• fare una lista dei prodotti;
• rifinire (vestiti, parrucche, accessori, supporto, sedia)

… e la bambola alla fine, dopo molto lavoro, è pronta!

Lei ha creato una bambola “David Bowie”. Come mai?

JK  Ma perché è un personaggio mitico, che ho ammirato immensamente! Per lui ho creato un’esclusiva bambola di porcellana in stile « Rock ». È già stata esposta nel gennaio di quest’anno alla galleria Carré Doré di Monte Carlo… e sarà nuovamente esposta – come ho detto – il 7 aprile al Casinò di Campione. Il trucco sul volto del Divo rappresenta il famoso fulmine “bowesco” placcato di foglie d’oro, mentre il fragile corpo della bambola è avvolto nell’abito nero di seta. La scelta del colore fatta dall’artista in questo caso potrebbe sembrare simbolica. E non ho voluto far mancare lo strumento preferito dal musicista – la chitarra in miniatura. Creare questa “bambola Bowie” è stata un’esperienza entusiasmante!

Le sue bambole appartengono al passato? O potrebbero anche essere… donne moderne?

JK  La sua domanda non mi sorprende! Stavo appunto pensando alla possibilità di creare una serie di bambole abbigliate nello stile del XXI secolo…

Non le capita mai di pensare che le sue bambole… potrebbero essere vive?

JK  Mah, in un certo senso lo sono. Le guardi. Non le sembra che siano sul punto di parlare?

Julia e l’intervistatore (Francesco De Maria) si congedano da Lina della Luxury Living Swiss, ringraziando per l’amabile ospitalità.