“Finchè ci sarà la Russia, io sempre in lei rivivrò” – omaggio al Vate Evtushenko

Intensa e lieve, la poesia di Evutshenko trasporta nelle bianche e sublimi distese di Russia…

In omaggio al Poeta recentemente scomparso, docente universitario e autore di più di 150 libri, pubblichiamo – in traduzione e in testo originale – una sensazionale traduzione di una delle Sue poesie, per gentile concessione di Corrado Facchinetti (http://www.ticinolive.ch/2016/08/10/corrado-facchinetti-intervista-pittore-russia-realismo-sospeso/)pittore e traduttore dal russo, già intervistato da Ticinolive.

l’argenteo candore, trascendente dell’animo, riluce in parole perlacee e ineffabili, quasi ovattate, pronunciate sotto voce in un bianco sogno d’inverno.

Il Poeta Evtushenko con Armida De Marta, Ideatrice e Direttrice del Festival POESTATE, del quale il Vate fu ospite nel 1998

Scendono bianche le nevi

(Evgenij Evtushenko)

Scendono bianche le nevi
come scivolassero su filatoi….
Vorrei vivere a lungo sulla terra,
ma di certo non si può.

Le anime senza lasciare traccia
si dissolvono nelle lontananze,
proprio come le bianche nevi
che si sparpagliano nel cielo.

Scendono bianche le nevi…
E anch’io me ne andrò.
Non mi rattristo per la morte
e non attendo l’immortalità.

Io non credo ai prodigi…
Non sono come la neve o una stella,
e un giorno svanirò per sempre
nell’eternità…

Pieno di sensi di colpa
penso a quel che sono stato,
alla vita passata di fretta
e a quel che più vi ho amato.

Ho amato la Russia
con tutto il mio sangue, fino al midollo spinale,
e i suoi fiumi, quando sono in piena
o quando sono coperti dal ghiaccio,

La Poesia è stata tradotta dal Russo da Corrado Facchinetti, pittore e traduttore, già intervistato da Ticinolive http://www.ticinolive.ch/2016/08/10/corrado-facchinetti-intervista-pittore-russia-realismo-sospeso/

la sua anima, fatta di izba contadina,
fatta coi boschetti degli abeti,
i suoi Pushkin, i suoi Sten’ko,
e tutti i suoi anziani abitanti.

Non voglio affliggermi troppo,
ché non è stata facile la vita.
Perché, anche se malamente,
ho vissuto per la Russia.

E mi affanno speranzoso
(celando una certa inquietudine)
per donare, anche se piccola,
la mia parte alla Russia.

Ma troppo facilmente lei
si dimenticherà di me,
tuttavia mi basta sapere
che lei ci sarà per sempre.

Scendono bianche le nevi,
come già scesero in ogni tempo,
come ai tempi di Pushkin, di Sten’ko
e così anche dopo di me.

Scendono bianche le nevi,
così abbaglianti da far male,
e ricoprono le nostre tracce
stampate sul terreno.

Non ci è concesso di essere immortali,
perciò la mia speranza è una sola:
finché ci sarà la Russia
io sempre in lei rivivrò.

(1969)

Идут белые снеги
(Евгений Евтушенко)

Идут белые снеги,
как по нитке скользя…
Жить и жить бы на свете,
но, наверно, нельзя.

Чьи-то души бесследно,
растворяясь вдали,
словно белые снеги,
идут в небо с земли.

Идут белые снеги…
И я тоже уйду.
Не печалюсь о смерти
и бессмертья не жду.

я не верую в чудо,
я не снег, не звезда,
и я больше не буду
никогда, никогда.

И я думаю, грешный,
ну, а кем же я был,
что я в жизни поспешной
больше жизни любил?

А любил я Россию
всею кровью, хребтом –
ее реки в разливе
и когда подо льдом,

дух ее пятистенок,
дух ее сосняков,
ее Пушкина, Стеньку
и ее стариков.

Если было несладко,
я не шибко тужил.
Пусть я прожил нескладно,
для России я жил.

И надеждою маюсь,
(полный тайных тревог)
что хоть малую малость
я России помог.

Пусть она позабудет,
про меня без труда,
только пусть она будет,
навсегда, навсегда.

Идут белые снеги,
как во все времена,
как при Пушкине, Стеньке
и как после меня,

Идут снеги большие,
аж до боли светлы,
и мои, и чужие
заметая следы.

Быть бессмертным не в силе,
но надежда моя:
если будет Россия,
значит, буду и я.
(1969)

Materiale raccolto e redatto a cura di Chantal Fantuzzi