Così ci vedono da Milano – “Forte il legame rossocrociato” di Achille Colombo Clerici

Il 1° agosto 1291 nasceva, in un piccolo spiazzo di circa cinque ettari, il prato del Rütli vicino al Seelisberg (lago dei Quattro Cantoni), il primo nucleo di quella che nel 1848 sarebbe divenuta la Confederazione Elvetica come la conosciamo oggi: uno straordinario Paese, unico al mondo per capacità di convivenza – quattro lingue e altrettante culture, tre religioni principali – e per benessere, da quattro secoli senza guerre.

Famosa da sempre per democrazia diretta basata sui referendum popolari, finanza, orologi, formaggi, cioccolata, la Svizzera è molto di più: come il design, il cui pregevole livello è stato recentemente illustrato al Centro Svizzero di Milano, da sempre ponte informativo, culturale ed economico tra Italia e Confederazione.

D’altronde i rapporti di amicizia e di collaborazione sono fortissimi. La Svizzera, per restare agli eventi recenti, è stato il primo Paese ad aderire a Expo. Gli scambi commerciali con la Lombardia valgono quasi 11 miliardi l’anno, un terzo degli oltre 30 miliardi a livello nazionale; in Svizzera vive oltre mezzo milione di italiani, ogni giorno oltre 60.000 lombardi – i frontalieri – varcano il confine con il Canton Ticino. Ma non sono solo prestatori d’opera: migliaia di imprenditori vi hanno stabilito attività, assumendo i lavoratori locali, e dando un ulteriore impulso a una economia da sempre fiorente.

Per contro sono 50.000 gli svizzeri che lavorano in Italia: non solo nella finanza, ma anche nell’artigianato, nelle professioni e persino nella gastronomia. Un flusso che continua al ritmo di oltre 500 persone l’anno.

I legami tra i Paesi, come tra le regioni, non si esauriscono certo con gli affari: per cementarli occorre una vicinanza culturale. Due casi tra tanti. Nel Canton Ticino, a Ligornetto, il museo Vincenzo Vela celebra la stagione del Risorgimento italiano; e a Lugano l’associazione svizzero-italiana Carlo Cattaneo, in collaborazione costante con le rappresentanze diplomatiche del nostro Paese, organizza dibattiti, incontri, viaggi tesi a cementare ulteriormente tali rapporti.

Che non sono sempre idilliaci, ma che sono comunque destinati a intensificarsi in una collaborazione organica grazie anche ad AlpTransit – la colossale opera di trafori ferroviari – la cui realizzazione vide a suo tempo il fattivo sostegno di Assoedilizia.

Achille Colombo Clerici

(già pubblicato su “Il Giorno”)