L’Orto botanico di Milano durante il Fuorisalone – di Cristina T. Chiochia

Gli Orti Botanici e i Giardini Storici della Società Botanica Italiana comprendono, attualmente, 76 strutture, delle quali 31 sono gestite dalle Università e 45 da altri enti (comuni, regioni ecc).
Scopo principale di questo Gruppo è quello di coordinare e promuovere le attività degli Orti e Giardini aderenti per lo svolgimento delle loro funzioni e dei loro compiti.Un Giardino botanico secondo la BGCI (Botanic Gardens Conservation International) è un’istituzione aperta la pubblico che mantiene una collezione ben documentata di piante vive per promuovere:la ricerca scientifica la conservazione della biodiversità vegetale,la sua esposizione al pubblico, l’educazione ambientale ad essa connessa. L’orto botanico di Brera fa parte di questo circuito e proprio per questo è così importante sottolineare che un evento cardine del Fuorisalone Milanese, si sia svolto proprio qui.Un inno alla vita. Ecco in estrema sintesi la scelta di rendere questo luogo, un luogo cosi importante per il Fuorisalone e che anche quest’anno si è fatto strada tra gli eventi piu’ importanti del fuorisalone milanese.
In particolare le installazioni della location dell’Orto Botanico presso gli spazi aperti dietro l’Accademia di Brera di Milano dove spiccano i contrasti tra appunto il materiale e l’immateriale fanno ben emergere la vocazione di questa idea di “fuorisalone” durante il salone del Mobile alla Fiera di Rho. Accolti da oggetti di uso comune, il visitatore percespice come brillantezza e trasparenza siano sinonimo di questi due contrasti tra l’immateriale del contenuto -che non c’e’- ed il materiale del contenitore che assume forme e posizioni inconsuete attravero spazi e forme naturali, dove è appunto un giardino a far emergere il tutto.Parallelepipedi, tavole apparecchiate ecc, piatti e bicchieri trasparenti, approdano tra le piante dell’orto botanico ed i suoi profumi primaverili immersi nei colori.L’arte del convivio, declinata in oggetti, allestimenti e creazioni di artisti famosi,ma in dialogo con l’ambiente naturale, ed in una città come Milano, in Italia. Mixati a delle confortevoli “aree per il relax” dove poter assaporare i profumi dei fiori che sbocciano nelle aiuole dell’orto botanico e che si affiancano su di un’isola di design addirittura per il fitness dove essere in uno spazio aperto, racconta del proprio modo di vivere a contatto con sè e gli altri, oltre che con la natura. The Garend of senses di Marco Acerbis con Talenti, parla quindi ai 5 sensi ritrovati e che si stimolano reciprocamente e simultaneamente al fine di avere un’esperienza di vero e proprio relax finalizzato, come è stato detto nel comunicato stampa “al benessere di mente e corpo”. Da segnalare proprio per questo, anche l’installazione di Mylsel con The outdoor Gym sculpture di Alfredo Tasca e Alberto Mattiell che ben esemplificano quindi il lifestyle dell’outodoor e lo stare all’aria aperta. Un evento unico che ha permesso al Fuorisalone milanese di declinarsi anche dal punto di vista della natura, che è stata leit-motiv anche di molti altri eventi con lo stesso comune denominatore di natura uguale gentilezza e rispetto di spazi ed ambienti.

Cristina T. Chiochia