Un paio di domande a Bosia Mirra, a Righini e a Pronzini – di Donatello Poggi

“Professore, non posso più stare zitto”. E nemmeno devi.

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Pubblicato sul CdT e riproposto con il consenso dell’Autore

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L’articolo di Poggi ha suscitato il seguente commento, reperito sul web (citazione parziale): “Perché tu non sei meglio degli eritrei che aspettano un futuro alla frontiera in un mare di nulla. Tu sei il nulla. Tu sei la peggiore e più triste espressione di un paese civile come il nostro, paese che ha prodotto uomini della levatura di Jean-Jacques Rousseau, Henry Dunant o Paul Gruninger. Persone che hanno fatto crescere emotivamente e socialmente la Svizzera. Gente come te, lasciata lavorare, ci porta in una fogna a combattere ratti immaginari.”

I Bosiamirriani sviluppano attualmente una notevole aggressività, anche se il loro fegato sembra a rischio.

Nei giorni scorsi è uscito, finalmente, il decreto d’accusa nei confronti della deputata socialista in Gran Consiglio, signora Bosia Mirra, per l’ormai notissima e politicizzata (a sinistra) vicenda legata al favoreggiamento dell’entrata illegale di clandestini (quanti?) sul nostro territorio.

Dicono – a me hanno detto così anche ultimamente – che la Legge non ammette ignoranza e questo, a maggior ragione, dovrebbe valere per una deputata in Gran Consiglio (potere legislativo) dove le Leggi si votano e si “dovrebbero” far rispettare.

Questo dovrebbe valere per tutti, altrimenti lo si dica in modo chiaro, dopodiché ognuno come cittadina/o farà poi quello che gli pare. Forse non si è capita bene la delicatezza della situazione e del momento poiché “il fattore umanitario”, tanto enfatizzato (volutamente), potrebbe rientrare in parecchi reati o presunti tali.

Posso rubare per la mia famiglia per “scopi umanitari”, posso non pagare le imposte per “scopi umanitari”, posso aggredire (costretto) qualcuno per “scopi umanitari”, posso rapinare una banca per dare i soldi a chi dorme sotto un ponte e sempre per “scopi umanitari”, posso andare a 160 km/h sull’autostrada con l’intenzione di salvare la vita a un mio familiare per “scopi umanitari”, eccetera. Non bisogna di certo aver fatto l’Università per capire dove voglio andare a parare, appurato che queste riflessioni le stanno facendo in tanti di questi tempi perché, se così fosse, tutto va rimesso in discussione e non solo quello che fa comodo!

A Righini, presidente PS, questo è magari sfuggito oppure si svegliano, loro, unicamente quando c’è di mezzo una loro rappresentante? Sembrerebbe proprio di sì ed ecco spiegato il continuo calo di consensi socialisti anche alle recenti elezioni nei tre nuovi comuni aggregati. A Bellinzona ha vinto sì Mario Branda, persona che non mi dispiace ma, piccolo particolare, i socialisti hanno perso un municipale, e questo nella capitale. Un altro municipale i socialisti l’hanno perso a Paradiso per cui non ci sarebbe davvero nulla per cui festeggiare. Ma si sa, per loro la colpa è sempre degli altri …

Ritornando però sul tema centrale di questo mio articolo e come semplice cittadino, desidererei fare un paio di domande (non mi attendo risposte) alla deputata signora Bosia Mirra, a Righini e a Pronzini (“senza se e senza ma”) e cioè: 1) quanti sono esattamente i clandestini (anche economici) che la deputata Bosia Mirra ha fatto entrare illegalmente sul nostro territorio? 2) Di questi clandestini la deputata Bosia Mirra conosceva esattamente la loro provenienza, l’età e il loro passato? 3) Dove si trovano attualmente questi clandestini: in Ticino, nel resto della Svizzera o in Europa? 4) Questi clandestini hanno commesso nel frattempo qualche tipo di reato, capita purtroppo sempre più sovente. Se sì, chi paga tutte le spese conseguenti? La deputata Bosia Mirra, Righini o Pronzini? Insomma, troppo facile (e illegale) fare i “martiti” con i soldi degli altri e continuamente sciacquarsi la bocca con l’ormai stantia formuletta: “moventi umanitari”.

Vogliamo svuotare l’Africa o l’Eritrea (dove non c’è la guerra da almeno tre anni!) per portarle in Svizzera o in Europa? Ma dove sta la logica, anche politica, alla base di questo ragionamento? E il famoso “internazionalismo” dove lo mettiamo compagni?

Vorrei anche ricordare alle tre persone sopra citate che la tanto “razzista” (che noia!) Svizzera, in percentuale alla popolazione, è la nazione che della zona UE da anni accoglie più richiedenti l’asilo o migranti che dir si voglia. Persino di più della Germania della kapò Merkel. Insomma finiamola con questa tiritera, avete stufato.

A parte tutto il business evidente (alloggi, mense, sicurezza, Swisscom, commerci, eccetera …) che ruota attorno a questa storia, resta un punto fermo, almeno fino ad oggi: la Legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza. Forse che non tutti siamo uguali? Staremo a vedere …

Donatello Poggi, Giornico
Già deputato in Gran Consiglio