“Non di sole sedie vive un partito” – di Sergio Morisoli

Premessa. Sergio è un buon amico, da anni. Quando ci incontriamo (e capita) il nostro discorso è sempre solidale e cordiale. Quanto all’esilio volontario, citato nel testo, non sono però convinto che le sue mosse – dall’aprile 2011, sei lunghissimi anni! – siano state le più sagge e le più indovinate. Sia come sia, oggi Morisoli è ancora nell’angolo.

“Il liberalismo ha avuto un tracollo sulla sua destra”. Parole sante! E tutti vedono – anche il radicale più incarognito – che il crollo della destra liberale ha spalancato le porte al diluvio leghista.

“I liberali […]  hanno caricato lo stato fino a farlo piegare su sé stesso di compiti e aspettative salvifiche di ogni genere. Il liberalismo ha tollerato l’esplosione dei diritti senza doveri e delle libertà senza responsabilità. Si è messo a esercitare e imporre il potere statale anziché controllarlo.”

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“Non di sole sedie vive un partito”, nemmeno il PLR. E’ stata una lieta sorpresa leggere su LiberaTV l’articolo apparso su Opinione Liberale.

Un anonimo che si firma sotto pseudonimo sintetizza bene l’ultimo decennio del suo partito e ricorda il DNA che è stato modificato geneticamente. Se qualcuno scrive queste cose significa che da quelle parti non tutto è perso, forse è quell’ “Imprevisto che ti salva” quando meno te l’aspetti di cui parlava Montale. Il fatto che queste verità liberali debbano essere scritte sotto pseudonimo sull’organo del partito, la dice però lunga sul clima di clandestinità, censura, paura e difficoltà in cui debbono vivere quelli che ne hanno abbastanza del finto pielleerre tutto attaccato per le sedie, sapendo che il pi elle erre è tutto staccato per i temi che contano: finanze, fisco, tasse balzelli, scuola, economia, istituzioni.

Alcuni mesi fa dal mio esilio volontario scrivevo sul GdP: ” Il liberalismo ha avuto un tracollo sulla sua destra conservatrice, ha perso ogni riferimento ai valori borghesi aprendo le sue mura alle invasioni barbariche e non barbariche delle destre. I liberali hanno perso il significato e ancora di più hanno perso la capacità di tradurre in azioni politiche i concetti di: parsimonia, frugalità, decoro, prudenza, moderazione, benevolenza, coraggio, speranza, iniziativa e religiosità. Hanno buttato nei rifiuti ingombranti la famiglia come motore educativo, l’azienda come generatrice di lavoro, il mercato come scambio pacifico e hanno caricato lo stato fino a farlo piegare su sé stesso di compiti e aspettative salvifiche di ogni genere. Il liberalismo ha tollerato l’esplosione dei diritti senza doveri e delle libertà senza responsabilità. Si è messo a esercitare e imporre il potere statale anziché controllarlo. Le destre stanno occupando questi temi abbandonati; il problema enorme dell’immigrazione non fa che mettere in luce e drammaticamente in risalto questi vuoti liberali.”

Un esiliato volontario apprezza queste fiammate di liberalismo nella sua ex patria, difficile però che diventino incendio. Come diceva S. Paolo, il più grande liberale mai esistito: “vagliate tutto e trattenete il buono”, perfino leggendo OL.

Sergio Morisoli, presidente di Arealiberale (da LiberaTV)