Isis e supporto all’immigrazione clandestina. Il procuratore nazionale Roberti lancia l’allarme su Como

Interpellanza al Consiglio federale, di Lorenzo Quadri

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo italiano Franco Roberti, esprimendosi nei giorni scorsi davanti al comitato Schengen, ha suonato il campanello d’allarme a proposito del supporto logistico fornito in Italia, e segnatamente a Como, dall’Isis all’immigrazione clandestina. Sulla questione, ha comunicato Roberti, la procura di Como ha in corso un’indagine.

Il Magistrato italiano ha inoltre aggiunto che “con gli sbarchi arrivano soggetti che possono radicalizzarsi qui, come Anis Amri che, giunto a Lampedusa, poi si è radicalizzato in carcere in Italia ed ha colpito a Berlino. E ci sono anche altri casi”.
Questi fatti preoccupanti, che si verificano a Como quindi appena fuori dai nostri confini, interessano direttamente il Ticino. La maggior parte dei clandestini che entra in Ticino arriva infatti da Como.

Chiedo al CF:

  • Il CF è al corrente dell’inchiesta aperta dalla Procura di Como in merito al supporto logistico fornito dall’Isis all’immigrazione clandestina?
  • Qual è la posizione del CF circa il rischio, per la Svizzera ed il Ticino, di avere ramificazioni dell’Isis praticamente fuori dalla porta di casa?
  • Quali misure intende prendere il CF, alla luce dell’ inchiesta di cui sopra, per tutelare la Svizzera in generale ed il Ticino in particolare dall’immigrazione clandestina di miliziani dell’Isis provenienti da Como?
  • E’ intenzione del CF, anche alla luce dell’inchiesta in questione, potenziare la sicurezza dei confini elvetici con l’Italia?
  • Come valuta il CF l’ipotesi che, anche a seguito di questa vicenda – oltre che più in generale del caos asilo – la Germania reintroduca controlli sistematici ai confini con la Svizzera?

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi