Lavorare per il Cantone nuoce alla salute? – di Paolo Pamini

Pubblicato nel CdT e riproposto con il consenso dell’Autore

Mediamente, un dipendente dell’Amministrazione cantonale si assenta più di 13 giorni l’anno per malattia, infortunio o visite mediche. Sono più di due settimane e mezzo di lavoro, oltre alle normali vacanze. Questa è la situazione relativa al 2016 che risulta dall’incrocio di alcuni dati messi pubblicamente a disposizione dal Governo. Gli interessati trovano tutte fonti ed i calcoli nella Mozione 1236 depositata il 19 giugno 2017 da chi scrive, Boris Bignasca, Gianmaria Frapolli e altri 11 deputati AL, UDC, Lega, PPD e PLR (si cerchi in www.ti.ch/gc).

Tredici giorni l’anno sono tanti o pochi? L’Ufficio federale di statistica pubblica annualmente i tassi di assenza medi per motivi di salute (malattia e infortunio) nell’economia svizzera. Nell’amministrazione pubblica, uno dei rami economici analizzati (come agricoltura, costruzioni, alberghi e ristorazione, attività finanziarie,…), mediamente ci si assenta per malattia o infortunio il 2.88% del tempo lavorativo, che è in linea con il tasso d’assenza in tutta l’economia svizzera, pari al 2.89%. In giorni di lavoro, considerando prudenzialmente 52 settimane da 5 giorni (260 giorni lavorativi, quindi ignorando le festività come il 1° agosto o Natale), in Svizzera i dipendenti delle amministrazioni pubbliche si assentano grossomodo 7 giorni e mezzo. La tipica settimana di influenza più qualche accidente.

Comunque la si rigiri, nell’Amministrazione cantonale qualcosa davvero non va. Le statistiche oggi pubblicamente disponibili non aiutano ad identificare le cause di un tasso di assenza per malattia o infortunio quasi doppio delle medie svizzere. Forse è colpa di difficili condizioni di lavoro, e i sindacati farebbero bene ad aiutare ad approfondire la diagnosi della questione. A titolo di esempio, si ricordi che ancora pochi anni fa i dipendenti delle carceri avevano tassi d’assenza per malattia di 24 giorni l’anno (ossia quasi cinque settimane lavorative), conseguenza del cattivo ambiente di lavoro. Poi, grazie a dei cambiamenti a livello di conduzione operati dal Dipartimento delle istituzioni, questa cifra si è ridotta a 7 giorni, al di sotto della media dell’Amministrazione cantonale.

Ancor più allarmante è la variabilità delle assenze all’interno dell’Amministrazione cantonale. Con 5.6 giorni di assenza media a testa, i dipendenti del Controllo cantonale delle finanze godono statisticamente della migliore salute nella Bellinzona funzionariale. Anche i poliziotti cantonali, con 10 giorni d’assenza media annua a testa per malattia o infortunio si piazzano bene, benché due settimane d’assenza vadano già oltre la media svizzera. La situazione più allarmante si osserva nel Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), dove mediamente ogni dipendente si assenta ben più di 17 giorni e mezzo l’anno per malattia o infortunio, ossia per tre settimane e mezzo. Nel DSS non solo ci si ammala quasi il 39% in più che in tutta l’Amministrazione cantonale, ma ci si assenta per infortunio professionale quasi il 75% del tempo in più che nell’Amministrazione cantonale. Neppure nel Dipartimento del territorio, con le sue squadre tecniche attive all’esterno con qualsiasi condizione meteorologica, ci si infortuna professionalmente come nel DSS.

Secondo il Consuntivo 2016, il Cantone ha speso un miliardo di franchi in costi del personale. Se i dipendenti pubblici si ammalassero come da media svizzera (naturalmente far meglio non è proibito), i contribuenti ticinesi potrebbero risparmiare più di 22 milioni di franchi di prelievo. Per rendere l’idea, rinunciando a 20 milioni di franchi l’anno di entrate si potrebbe tagliare l’aliquota massima sul reddito dall’attuale 15.075% (tra le più alte in Svizzera) all’11%, rendendo molto attrattivo il Ticino per contribuenti benestanti che farebbero a medio termine aumentare ancor più il gettito fiscale. Una sorta di Florida svizzera.

Il problema va affrontato con celerità e chiarezza. Tassi d’assenza di questo livello sono sintomo che l’ambiente di lavoro non va bene, oppure che forse qualcuno fa il furbo, per esempio arrotondando vacanze e fine settimana. È importante che i cittadini sappiano quali comparti dell’Amministrazione cantonale (compresi i docenti suddivisi per sede scolastica) già oggi godono di un buon ambiente lavorativo e sono occupati da dipendenti sani e coscienziosi. Solo così si evita di fare di ogni erba un fascio, denigrando chiunque lavori per lo Stato. Chi si impegna va identificato, riconosciuto e nel limite del possibile promosso. Risolto al più presto il problema, bisogna smettere di togliere ai contribuenti quanto oggi prelevato in modo eccessivo.

Paolo Pamini

AreaLiberale e Istituto Liberale