Si può volere un consigliere federale NON della propria parrocchia? Io dico di sì (senza trucchi però!)

Il Pensiero del giorno oggi l’ho trovato nel Corriere

GIANNI RIGHINETTI   Tutti un consigliere federale rossoblù lo vogliono fortemente, ma solo ed esclusivamente se appartiene alla propria cerchia politico-partitica. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi, a prevalere è l’indifferenza.

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Ho riflettuto a lungo su questa frase e ho eseguito, nello stile di Einstein, un “esperimento mentale”, giungendo alla conclusione seguente: io accetterei di buon grado, a condizione che la competizione interna al partito (che dispone del seggio) non fosse platealmente e scorrettamente condizionata da forze esterne. Anche un consigliere federale di sinistra? Perché no?

Concretamente. Supponiamo che si liberi un seggio socialista in Consiglio federale, ad esempio quello di Simonetta Sommaruga (sognare non è proibito). Il Ticino intravvede una chance e si lancia nell’avventura. Il PS cantonale candida Marina Carobbio.

Miracolo (tipo Lourdes o Fatima): la candidata ticinese viene eletta! Il Ticino è rientrato nel Governo federale (“i sette nani”).

Volete sapere se sono contento? Vi rispondo, senza batter ciglio, di sì. È stata compiuta un’operazione democratica, plausibile, onesta, politicamente decente.

Adesso, quello che non ho detto io, ditelo voi.