Apocalisse migranti – “Vi dico che cosa succede a chi non si adegua al sistema” – Intervista a Daniele Contucci

Dalla passione alla rabbia, leggete il mio libro

“Nel triennio 2014-2016, oltre mezzo milione di migranti sono sbarcati sulle coste italiane”

“Le ritorsioni contro di me si facevano sempre più palesi”

“È giunto il momento di chiudere le frontiere”

È la seconda volta che Ticinolive intervista Daniele Contucci (leggete QUI la prima, realizzata da Chantal Fantuzzi). Normalmente un uomo che dice le cose che Contucci dice non la passa liscia. Ma lui mostra coraggio, scrive il suo libro, svela le complicità, proclama il suo sconcerto e la sua delusione.

Basterà? No, perché le forze che vogliono il contrario di ciò che lui vuole sono cento, mille volte più potenti di lui. Ma noi ammiriamolo e sosteniamolo.

Contucci ci parla del suo paese, l’Italia, al quale guardiamo con pessimismo. Il nostro paese è la Svizzera, al quale guardiamo senza alcun ottimismo.

Un’intervista di Francesco De Maria

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Francesco De Maria  Da quanto tempo è al servizio dello Stato italiano? Quali sono state e quali sono le sue funzioni?

Daniele Contucci  Presto servizio nella Polizia di Stato da 27 anni, ho lavorato nel controllo del territorio e dell’ordine pubblico in gran parte d’Italia, specializzandomi poi in materia d’immigrazione.

Faccio parte della Direzione Centrale Immigrazione e Polizia delle Frontiere, ufficio strategico nel contrastare l’immigrazione clandestina anche sul piano internazionale, nonché nella gestione degli stranieri sul territorio nazionale. Questa Direzione é una struttura che elabora specifiche strategie di intervento collegate alle dinamiche dell’immigrazione; inoltre coordina l’azione di contrasto in mare all’immigrazione clandestina, acquisendo e analizzando le informazioni connesse all’attività di vigilanza, prevenzione e contrasto dell’immigrazione clandestina via mare e il raccordo degli interventi operativi fatti dai mezzi della Marina Militare, delle Forze di Polizia e delle Capitanerie di Porto.

Facevo parte di una Task Force altamente specializzata in materia di immigrazione del Direzione Centrale denominata URI Unità Rapida Intervento.

Venivo inviato, presso le Questure d’Italia con alta densitá di immigrati, per monitorare, coadiuvare il personale di polizia locale nella trattazione del rilascio dei permessi di soggiorno, ottimizzando e uniformando le relative procedure, riducendo notevolmente così i tempi di attesa nei vari uffici immigrazione. In taluni casi l’URI evidenziava dinamiche particolari che alimentavano episodi di favoritismi che hanno portato anche all’apertura di indagini giudiziarie di notevole rilevanza.

Con l’istituzione dell’emergenza Nord Africa del 2011 contribuivo con successo all’apertura dei Centri di Accoglienza Temporanei nel Sud Italia e successivamente al rilascio in tempi brevi dei permessi umanitari.

In seguito al terremoto in Emilia del 2012 inviato presso la Questura di Modena e Comm.to di Mirandola per eliminare le pratiche in arretrato dell’ufficio Immigrazione, assistendo inoltre la popolazione nei campi temporanei allestiti dalla Protezione Civile.

Dal 2013 impiegato al Cara di Mineo e nei porti di sbarco migranti.

Ho ricoperto un incarico sindacale, denunciato pubblicamente la cattiva gestione del fenomeno immigrazione. Al CARA di Mineo, l’URI riduceva notevolmente la permanenza dei richiedenti asilo politico, stranamente veniva demansionata e poi chiusa. Ho denunciato l’esposizione rischio malattie infettive durante gli sbarchi di migranti e i loro mancati fotosegnalamenti, causa di un’infrazione europea ai danni dell’Italia. Successivamente subivo ritorsioni in ambito lavorativo che mi spronavano sempre più tenacemente ad incrementare la mia attività  di denuncia pubblica per divulgare i fatti.

Venivo quindi isolato e demansionato con un incarico di inserimento nominativi in una banca dati all’interno di una stanza della Direzione.

“Dalla passione e alla rabbia” è il suo primo libro? Qual è il suo contenuto essenziale?

Dalla passione alla rabbia è il mio primo libro, scritto per necessitá di denunciare il potere delle lobbies di questo business e i tentativi del Sistema di insabbiare le inefficienze proteggendole. La necessità di far conoscere  ai non addetti ai lavori cosa succede a chi non si allinea al Sistema.

Leggendo tra le righe entrerete in sintonia con la forza e il tormento di un poliziotto semplice come amo definirmi, in bilico tra l’amore per la Patria,  e la profonda amarezza di fronte all’incapacitá del Sistema di gestire un fenomeno sociale epocale.

Significativo l’inizio del mio libro: sono una ‘guardia’ non so scrivere un libro… né so da che parte cominciare, però lo faccio lo stesso, perché la mia storia parla da sola.

Nei suoi anni di servizio lei ha avuto contrasti con i suoi superiori? Li ha criticati apertamente? Ha subito sanzioni disciplinari?

 Nei miei 27 anni di servizio non ho mai ricevuto sanzioni disciplinari, a testimonianza di ciò il mio foglio matricolare vanta il punteggio massimo declassato stranamente di due punti proprio dopo aver denunciato i fatti.

Si considera un idealista? Un ribelle? Non ha mai avuto la tentazione di tacere?

Sì, da che sono nato, mi sono sempre contraddistinto nel portare avanti ideali di giustizia, onestà e correttezza nei confronti del prossimo, per questo poi sono entrato nella Polizia di Stato.

Non ho mai pensato di tacere, specialmente quando le ritorsioni si facevano sempre più palesi,anzi, mi spronavano a continuare la mia battaglia. Provavo disagio e sofferenza nell’essere considerato un personaggio scomodo e in quest’ottica mi candidai alle ultime elezioni amministrative, mi sembrava l’unico modo per non essere imbavagliato,  per allontanarmi dall’Amministrazione  della PS che mi stava censurando, l’unico modo per potermi esprimere e perseguire il mio obiettivo  di denuncia. Purtroppo non sono riuscito, così che il corso degli eventi ha sostenuto chi voleva farmi tacere, allontanandomi  dai centri decisionali della gestione del fenomeno immigrazione. Questa unica vittoria del Sistema, una mossa vincente della fantomatica coalizione Viminale-Sindacati-Partiti, uniti dal comune interesse di mettermi a tacere. Il libro è la voce di un semplice servitore dello Stato che non vuole tacere dinanzi le ingiustizie di chi brama nello Stato stesso…

È da poco iniziata una (ennesima) estate di immigrazione selvaggia. La situazione è  sempre la stessa? O addirittura peggiore?

Le tante tragedie di esseri umani nel Mediterraneo confermano che la politica dell’accoglienza ad ogni costo,elogio aprioristico del buonismo umanitario, si rivela fallimentare e non è di certo la strada giusta da seguire; l’immigrazione è un fenomeno epocale, che contribuisce al ripetersi ciclico delle stesse sciagure: la complice principale rimane la classe politica, impegnata a racimolare  consensi elettorali e non fornendo soluzioni.

Nel triennio 2014-2016, oltre mezzo milione di migranti sono sbarcati sulle coste italiane. Una cifra enorme, una conferma dell’aumento di sbarchi che crea un’emergenza epocale. Nel 2017 continuando  di questo passo le  cifre supereranno  le 200.000 unitá.

Quali sono le linee guida fondamentali che lo Stato italiano adotta nel gestire l’immigrazione  illegale?A suo giudizio sono sostanzialmente errate? Oppure sono corrette ma non vengono rispettate?

In Italia c’è un numero elevato di richiedenti asilo, ai quali viene rifiutato lo Status di Protezione Internazionale; questo avviene perché la maggior parte di loro non sono persone che fuggono da guerre o persecuzioni, ma sono i cosiddetti ‘migranti economici’. Lo sappiamo tutti che l’Italia ha una posizione geografica sfavorevole, che funge da ponte tra due Continenti. Ma non è solo questo: il Regolamento di Dublino ha sempre giocato su questo punto, obbligando l’Italia, come primo Stato di approdo, al disbrigo di tutto l’iter burocratico di ogni singolo richiedente. E poi, c’è la cattiva gestione del fenomeno migratorio: oltre 100.000 persone non fotosegnalate tra il 2014 e il 2015; la corruzione dilagante nella gestione dei richiedenti asilo; la carenza di tutele nei confronti dei minori, etc. Inoltre, il numero irrilevante di rimpatri nei Paesi d’origine, di chi non ha diritto di soggiornare in Italia, fa da monito a incentivare ulteriori partenze.

Dell’attuale situazione chi è più responsabile? Il Governo? I Prefetti? I capi della Polizia? Altri poteri?

Come già  denunciato in altre interviste, ritengo fallimentare  la gestione del fenomeno immigrazione  degli ultimi Governi e dei loro Vertici Immigrazione. Ricordo che tra il 2014 e 2015 quasi 100.000 migranti non sono stati fotosegnalati perdendo cosí ogni possibile traccia su tutto il territorio  europeo (missione mare nostrum e parte di triton), per questo l’Europa ha disposto la creazione di Hotspot per verificare trattazione e fotosegnalamento sotto controllo agenzie europee, di fatto commissariando il nostro Paese.

Non posso non citare il caso che mi riguarda…inizialmente un partito politico mi aveva supportato dandomi spazio e voce in numerosi comizi sul territorio bergamasco, ai microfoni della sua emittente radio con migliaia di sostenitori e ascoltatori, lentamente mi abbandonava. Mi sostituì con un noto sindacalista che trattava solo marginalmente il tema dell’immigrazione, evitando con destrezza l’argomento spinoso del Cara di Mineo e omettendo l’operato della nostra Task Force. Ebbene, posso dirlo. Mi sono sentito sfruttato, letteralmente usato. E infine messo all’angolo, in balia di vessazioni sul lavoro. Mi ero avvicinato al partito, perché sembrava essere il partito più interessato al tema immigrazione; partecipai a numerosi interventi pubblici in qualità di relatore, alla presenza di importanti figure istituzionali. Andò avanti così, fino a quando non toccai lo scottante caso ‘Cara di Mineo’, e non venne fuori la responsabilità dei Vertici dell’Immigrazione nella sua fallimentare gestione. Sembrerebbe che il partito non volesse assumersi responsabilità nel perseguire azioni poco chiare riconducibili all’operato degli alti colletti bianchi, divenuti ormai una vera e propria casta intoccabile. Dall’altro versante, invece, il mio sindacato, dal gennaio 2016 iniziò a negarmi i permessi a partecipare agli eventi pubblici, giustificandosi con motivazioni poco convincenti; questo dimostrava l’evidente imbarazzo nella gestione del caso, ma soprattutto della mia persona. E, nonostante le importanti interviste e Interrogazioni Parlamentari riguardanti il Cara di Mineo, la risposta del sindacato fu: totale indifferenza e assordante silenzio. Gli stessi colleghi, che prima erano stati solidali con me, improvvisamente sparirono. Tutto questo configurava uno scenario incalzante, una perfetta sincronia di eventi, costruita, né più né meno, per farmi fuori. Fu soprattutto la mia fiducia nelle Istituzioni a essere ferita, quelle Istituzioni che rappresentavo e che avrebbero dovuto proteggermi. Qualcosa si stava muovendo, stavo diventando antisistema, mio malgrado.

Un governo DIVERSO, a suo avviso, potrebbe gestire l’emergenza migranti in modo DIVERSO ? E come?

Gli ultimi Governi succeduti hanno decisamente  incentivato questo fenomeno di per sé epocale a differenza di altri Stati come la Spagna che riesce a contenere i flussi nonostante la sua posizione geografica  altrettanto sfavorevole. Inevitabilmente si favoriscono cosí  scontri sociali sempre più  aspri con le popolazioni  locali visto l’impossibilità di integrazione e inserimento nel tessuto sociale , amplificato anche dalle differenti culture, religioni e tradizioni.

Non servono scienziati dell’intelligence per capire che è giunto il momento di chiudere le frontiere. Tutto ciò deve avvenire con delle politiche  comunitarie internazionali  serie disincentivando le partenze di massa verso le nostre coste.

E se l’Europa e le Organizzazioni Internazionali decidessero finalmente di assumersi le responsabilità che dovrebbero? Dico, scoraggiare questi viaggi della speranza senza filtro, creando invece un’operazione cuscinetto in Libia con campi sosta (Hotspot), in modo tale da riuscire a selezionare accuratamente chi davvero ha Diritto di Asilo e chi no. Ma penso, ancora, agli Accordi Bilaterali; l’Italia, affiancata dall’Europa, dovrebbe poter firmare questi accordi con gli Stati interessati, quelli di partenza e di transito, incentivando così le Diplomazie Estere a creare reti legali. Infine, accogliere, come è giusto che sia, quei migranti che realmente scappano da guerriglia e persecuzione, aprendo dei Corridoi Umanitari sotto il controllo dell’ONU.

Che cosa pensa dell’azione delle navi delle ONG, che salvano i migranti in mare? Non si può avere l’impressione che li raccolgano al largo della costa libica e li trasportino in Europa?

C’è un’altra questione: parallelamente alle operazioni di soccorso ufficiali, ci sono altri salvataggi, quelli messi in atto dalle organizzazioni di volontariato; queste ultime si spingono fino alle coste libiche incentivando così le partenze e alimentando le organizzazioni criminali. C’è, insomma, un enorme business: il traffico degli esseri umani. Vere e proprie tragedie in mare, a cui la cronaca ormai ci ha abituato. Qualche Procura siciliana e non solo sembrerebbe aver aperto dei fascicoli sul caso, dove addirittura una nave Ong sarebbe entrata in azione senza aver ricevuto alcun SOS. Aspettiamo sviluppi della magistratura quale organo indipendente.

Perché i migranti arrivano (quasi) tutti in Italia? L’Italia non potrebbe chiudere i suoi porti? Può attendersi un aiuto dall’Unione Europea?

Servirebbe innanzitutto un Governo eletto mediante un forte consenso dei suoi cittadini  dove dimostri con fatti concreti di voler rivedere il Trattato di Dublino chiudendo i porti e attivando un blocco navale; cito ad esempio il G7 di Taormina svoltosi recentemente dove invece c’è stata la totale chiusura dei porti.

Secondo il suo giudizio e la sua esperienza questa immane migrazione è parte di un piano supernazionale destinato a cambiare il tessuto sociale di molte nazioni?

Posso affermare con certezza che nei prossimi decenni assisteremo inevitabilmente ad una profonda trasformazione  dei popoli europei, gli imponenti flussi migratori cambieranno radicalmente il vecchio continente, sostituendo cosí culture, tradizioni, religioni e identità lontane dalle nostre. Essendo padre di due bambini sono preoccupato dalle inesistenti politiche sulla famiglia che invoglierebbero i cittadini italiani a fare figli facendo fronte a queste popolazioni in entrata decisamente più prolifere. Probabilmente enti sovranazionali sottoposti al controllo della grande finanza mondiale, vogliono proprio questo, in quanto é certamente più facile gestire una massa di individui con scarsa cultura sfruttando la loro bassa manodopera come avviene nelle zone di provenienza dove i loro diritti sono quasi nulli.

Termino con una domanda che le sembrerà molto ingenua. Perché il popolo italiano accetta passivamente una deriva che sta letteralmente distruggendo il Paese?

Con amarezza possiamo tutti noi constatare che il popolo italiano viene gestito da menti abili che si impegnano ad esempio con il calcio a spostare l’attenzione lontano dalle vere problematiche del Paese. Sovente inoltre l’informazione viene dirottata sui classici temi storici fascismo/comunismo e/o antifascismo/anticomunismo a ridosso di decisioni importanti per il Paese, basti vedere attualmente la diatriba sullo Ius Soli l’emergenza sbarchi ormai ingestibile.

Insomma svegliatevi italiani !!!

Esclusiva di Ticinolive