Lega dei Ticinesi: “La partenza del direttore Sonognini, benché opportuna e necessaria, non risolve i problemi del Monte Verità”

Una nota stampa della Lega (che non abbiamo ricevuto, facciamo fede a LiberaTV) prende posizione sull’annunciata partenza del direttore della Fondazione Monte Verità Lorenzo Sonognini e sullo stato della gestione finanziaria.

Nel testo compare un’espressione dura –  “c’è del marcio” –  che può sembrare eccessiva. Probabilmente c’è… qualcosina di meno: cioè il solito Pantalone (lo sfigatissimo contribuente) che si svena… per i fasti della cultura di Stato!

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“Una partenza che, benché opportuna e necessaria, non risolve i problemi della Fondazione. Grazie al deciso e puntuale intervento dei commissari della Lega dei Ticinesi in Commissione della gestione e finanze, e in particolar modo del deputato Gianmaria Frapolli  il Gran Consiglio lo scorso giugno ha evitato di siglare una cambiale in bianco alla Fondazione Monte Verità. Come noto, il dipartimento responsabile del dossier DECS ha sottaciuto alla Commissione che – anche nel 2016 – la Fondazione aveva nuovamente registrato una contrazione della cifra di affari e un’ulteriore perdita d’esercizio, distanziandosi in maniera chiara dal programma di risanamento figlio del progetto di rilancio del 2012. Questo intervento della Lega ha evitato che il Gran Consiglio si esprimesse sul messaggio governativo 7246 che propone il risanamento finanziario per totali 1,580 Milioni di franchi e investimenti per 8,5 Milioni di franchi: cifre che alla luce dei dati 2016 diventano dubbie soprattutto sulla sostenibilità di tutta l’operazione.

Non va infatti dimenticato come solo cinque anni fa, il Parlamento cantonale già si espresse su un messaggio di risanamento finanziario della Fondazione per l’esorbitante importo totale di 2,057 Milioni di franchi, a dimostrazione di come al DECS il fare impresa sia una parola estranea indipendente dalla guida politica del dipartimento, fin a quel momento di Gabriele Gendotti. Inoltre, se aggiungessimo anche le perdite delle altre attività degli esercizi pubblici del DECS, le perdite annue registrate tra Monte Verità, Castelgrande e il ristorante delle Isole di Brissago raggiungevano quasi il milione di franchi l’anno!

Il voluto silenzio del DECS sulle cifre 2016 e sull’imbarazzante gestione è un chiaro segnale che c’è del marcio. Si sono sottaciute informazioni che aggravano ulteriormente lo stato finanziario e impongono l’iniezione di ulteriori risorse per la Fondazione Monte Verità. La Lega dei Ticinesi ritiene che sia necessario ripensare completamente la gestione di questa attività pubblica nell’economia privata, valutando anche l’opportunità di cedere la gestione dell’albergo e centro congressuale a ditte esterne già attive in questo settore, nonché verificare con il Politecnico federale di Zurigo questa opzione nell’interesse di un’offerta di qualità ma anche economicamente sostenibile. La cultura va sostenuta, ma le attività statali in ambito di economia privata come possono essere la gestione di un ristorante, un albergo e un centro congressuale non possono chiamarsi fuori dai principi economici di sostenibilità, redditività e obiettivi da raggiungere.

E per concludere col sorriso una chicca a dimostrazione dell’incapacità sin qui descritta. Durante il recente pranzo festivaliero offerto al Monte Verità, il Consigliere federale Alain Berset ha detto di aver scoperto che la polenta va cotta per ben 13 ore… beh, alla fine la polenta sapeva di bruciato, come tutta questa storia in salsa socialista.”

Lega dei Ticinesi