Atomic Blonde? Un trash razzista made in USA, in una Guerra Fredda scaduta e scongelata

Charlize Théron, nei panni di una spia alcolizzata nel clima ormai scaduto e scongelato della Guerra Fredda

C’è troppa gente al mondo. Le risorse si stanno esaurendo, come spiega bene il bel film di fantascienza What’s happened to Monday, bisogna uccidere qualcuno, altrimenti si muore. L’America lo sa bene, quindi, per farla breve, se la prende con la Russia, riappellandosi a un trito e ritrito clima di conflittualità e di spionaggio tra i paladini della democrazia, della libertà e del sesso libero contro i perfidi sovietici in verderame con ringhiosi lupi al guinzaglio.

Un delirante inneggiare all’odio contro l’Est, in un crescendo trash di sangue e sesso, quest’ultimo lesbo, per adattarsi alle mode del tempo, sempre meglio evitare l’etichetta di “antiquato”, non si sa mai.

L’Atomica Bionda (a chi lo vuol far credere di non avere la parrucca?) che nel film diviene anche rossa e mora, passando dal look di sexy manager esplosiva a quello da ragazzina ritardata anni ’80 (in ogni caso sempre con reggicalze, calze a rete, e registratori nascosti nei posti più improbabili), racconta ai suoi superiori con fare irreverente (-I’m your superior! – my superior?!) quello che ha passato tra la Germania dell’Est, dell’Ovest e Berlino. Inseguimenti, amori lesbo, sparatorie vengono raccontate così in flash back,  sui nastri di un potentissimo registratore di inizi ani ’90 che tutto ha ripreso.

Il film si apre con la sequenza della fuga di un americano mingherlino con le scarpe da pugile, (che si rivelerà poi essere l’amore platonico di Charlize), inseguito da un russo nerboruto che gli spara in testa.

Charlize Theron esce da una vasca piena di palline di sali, si stiracchia il corpo imponente ricoperto da lividi in pose sexy non propriamente riuscite che tentano malauguratamente di imitare le bond girl degli anni ’60, trinca vodka con ghiaccio e si accende una sigaretta.

il fumo e l’alcol sono un leitmotiv ricorrente per tutto il corso del film, quasi a voler incitare gli spettatori a buttarsi via anche loro, alla stregua dei procaci protagonisti del film, che fanno tutto (ma proprio tutto) con una sigaretta in bocca. E quando hanno sete bevono vodka. Quasi a dire “la Russia? me la bevo.”

James MCAvoy con la sua faccia da sexy cavaliere medioevale (nel film si chiama Perceval) interpreta l’ambiguo, che tuttavia a letto con Charlize non ci finisce mai. E’ candidato per il miglior cattivo al Teen Choice Away (e questo la dice lunga).

Charlize si chiama Lorena, nome che ricorda più all’Alsazia che alle bionde ricoperte d’oro stese nel letto di James Bond; e a letto ci finisce (lo si vede anche nel trailer, quindi non è spoiler) con una francesina (Sofia Boutella) che gioca la parte della spia alle prime armi, attratta e allo stesso tempo spaurita dal truce mondo delle spie, ed ecco che Lorena le dice “ti proteggo io” e se la porta sotto le coperte.

Un sodalizio di un occidente perverso tra America, Francia e Germania dell’Ovest, a danno di una Russia ritratta come un regime grigio e totalitario, con incompetenti poliziotti-schiavi (che fantasia).  Un crescendo inverosimile di sparatorie e colluttazioni sanguinolente su scalinate di hotel, dalle quali Lorena-Charlize dal volto sanguinante e dallo sguardo vitreo e spiritato, esce sempre vincente e vittoriosa, e poi riesce a dileguarsi nella folla, nonostante la sua chioma biondo fosforescente, che a Berlino sarebbe stata visibile anche da Mosca. Si togliesse almeno la parrucca, nelle scene di fuga.

Chantal Fantuzzi