Air Berlin: Etihad si ritira e subentra lo Stato

La difficile situazione finanziaria di Air Berlin che sta portando al fallimento la compagnia aerea tedesca ha indotto il governo a cercare di salvare la situazione attraverso un prestito di 150 milioni di euro. Nonostante l’operazione sia fortemente contestata dalla concorrente Ryanair, lo stato spera che “si arrivi velocemente ad una soluzione”.

Senza l’intervento statale migliaia di viaggiatori avrebbero corso il rischio di trovarsi nella spiacevole situazione di non poter rientrare dalle vacanze ma ora, almeno questo rischio sembra essere scongiurato. Gli aerei continuano a volare il CEO Thomas Winkelmann ha dichiarato di voler mantenere la maggior parte dei posti di lavoro in attesa che un’altra compagnia si interessi a Air Berlin; in effetti alcune, come Lufthansa e Condor, pare si siano già fatte avanti.

La compagnia tedesca ha cominciato ad avere seri problemi finanziari già nel 2008 ma ora che Etihad, che detiene il 30% delle azioni, si è rifiutata di sostenere ulteriormente Air Berlin, quest’ultima si è ritrovata in condizioni estremamente critiche. Nell’aprile scorso il gigante di Abu Dhabi aveva fornito alla compagnia tedesca ben 250 milioni di euro e l’ha aiutata nella ricerca di “opzioni strategiche per il suo business”, nonostante questo l’attività non è mai migliorata e Etihad ha commentato gli ultimi sviluppi con una nota:

“Siamo stati informati del fatto che Air Berlin ha chiesto l’amministrazione controllata. Questo sviluppo è estremamente deludente per tutti, specialmente perché Etihad ha fornito un ampio sostegno ad Air Berlin per le sue precedenti sfide di liquidità e gli sforzi di ristrutturazione negli ultimi sei anni. Con queste circostanze, come socio di minoranza, Etihad non può offrire finanziamenti che possano aumentare ulteriormente la nostra esposizione finanziaria. Restiamo aperti ad aiutare a trovare una soluzione commercialmente sostenibile per tutte le parti”.