La parola di Bixio contro quella di Isabelle – Pensiero del giorno

Assegniamo il Pensiero del giorno ad Alessio Moretti, un abile giornalista connotato a sinistra, a suo tempo attivo su Ticinolibero. Ora dirige il portale Ticinotoday. Riporto questo suo breve commento, di stretta attualità, anche se non è molto brillante.

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Un Bixio Caprara nervosetto accusa di ipocrisia i due contendenti romandi alla poltrona in Consiglio Federale. Insomma, che battaglia sia, ma tra gentiluomini!

La mente corre a un tale Fulvio Pelli, ex presidente nazionale del PLR, che già nel mese di giugno si era affrettato a dichiarare ai microfoni della RTS (subito ripreso dai media svizzeri) che Laura Sadis sarebbe stata una candidatura debole poiché troppo gradita ai socialisti. Aggiungendo però, a scanso di equivoci, di non aver alcuna preferenza in merito al successore di Burkhalter.

Un mese dopo, tutto andò nella direzione voluta e preconfezionata, con il candidato unico ticinese. Qualcuno aveva osato parlare di ipocrisia?

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Alessio, il Bixio non è “nervosetto” a causa delle bugie dei Pinocchietti (bugie patetiche, poiché sanno benissimo che nessuno crederà loro) ma perché sa che una sconfitta (la non elezione di Cassis) sarebbe uno smacco bruciante per il Partito. C’è da perderci il sonno. Se la disgrazia accade, la caciara dei Socialisti (condotta da Levrat, Cavalli, Stojanovic, Roic, eccetera) si leverà assordante e salirà sino al Cielo. “Caprara e Pelli hanno perso il consigliere federale italofono!”

Pelli voleva Sadis? Sicuramente no. Il Partito voleva Sadis? Rispondete voi. Ma se la voleva, perché non l’ha detto, in quello splendido e torrido Primo Agosto in campagna, con Schneider-Ammann che giungeva trionfante a bordo del maestoso superelicottero? Forze esterne al Partito volevano Sadis? Assolutamente sì, persino un cieco lo vedrebbe.

Pelli ha parlato bene? Io dico di sì. Poche parole, azzeccate, e con un timing perfetto. Pelli è risultato decisivo? Forse no. Ha fatto la sua parte ma poteva finire allo stesso modo anche senza di lui. Questa menata del “padre padrone” comincia a stufare.

Per concludere. Un consigliere federale italofono? Sì, bello, appagante. Ma NON a ogni costo!