“Un vero credente islamico non farà mai un attentato” – Intervista a Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli

Questa intervista è stata sollecitata da Nicola Schulz Bizzozzero-Crivelli, giovane luganese di nobili origini. Ho pensato che fosse buona cosa concederla, benché le tesi esposte dall’intervistato siano lontane dalla linea del portale. Nicola crede nell’Islam e, nel contempo, rigetta il terrorismo. Da questo testo nascerà un dibattito? Come sempre, io lo spero!

Un’intervista di Francesco De Maria.

Francesco De Maria  Una nuova orribile strage è stata perpetrata a Barcellona. Abbiamo il diritto di parlare di “terrorismo islamico” oppure il termine è tendenzioso e dunque abusivo?

Nicola Schulz  Credo che si deva parlare di terrorismo islamista, poiché questi fanatici utilizzano la propria religione che si basa sull’armonia, per raggiungere i propri scopi, spesso politici, basti pensare alla penisola iberica, nel medioevo era un territorio islamico, chiamato Al-Andalus., che questi terroristi vorrebbero riconquistare in nome del Califfato.

Più gli attentati si moltiplicano più sembrano moltiplicarsi le esortazioni all’incontro e al dialogo. A me tutto questo sembra bizzarro e perdente, e a lei?

NS  Personalmente sono stanco e stufo di sentire le solite frasi di circostanza dei vari capi di stato che molto spesso non adottano le giuste misure di sicurezza o meglio ancora non intervengono in modo efficace contro questa guerra.

Presso la Gran Moschea dello Sceicco Zayed situata ad Abu Dhabi, uno dei sette emirati che compone gli Emirati Arabi Uniti e che fu realizzata dall’archittetto Yusef Abdelki e voluta dall’allora Sceicco e presidente degli Emirati Arabi Uniti, Zayed bin Sultan Al Nahyan. Io, Rigorosamente vestito con la dishdasha.

L’Islam è una religione di pace? Il Corano un libro di pace?

NS  L’Islam che deriva dalla parola araba “pace”, è appunto una religione di pace, come il Cristianesimo. Il Corano si basa sui concetti di moralità, amore, compassione, umiltà, sacrificio, comprensione e pace. Quindi, l’Islam, non ha nulla a che fare con il fanatismo, un terribile sistema privo di amore. Quindi, il Corano, è un Libro, vero rivelato alle persone come guida al sentiero della verità e quindi, Dio ordina agli uomini di seguire dei buoni principi morali. Infatti, nel Corano, Dio per esempio si rivolge ai credenti dicendo: “o voi che credete! Entrate tutti nell’Islam. Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico.” (Corano, 2:208). Come viene affermato in questo versetto, la salvezza può essere assicurata solo vivendo i valori del Corano. Questi valori obbligano un musulmano a trattare tutte le persone musulmane e non, benevolmente. Il Corano inoltre afferma, che se una persona uccide anche un solo uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, commette un crimine pari all’uccisione dell’intera umanità. Quindi, per concludere affermo, che sia l’Islam che il Corano sono una religione e un libro di pace.

Un vero credente islamico non farà MAI un attentato?

NS  No, poiché un musulmano che vive secondo la morale spiegata prima, sarà garbato, tollerante, modesto, discreto ed accomodante e diffonderà interno a sé stesso amore, rispetto, armonia e gioia di vivere.

La strage di Barcellona (l’ennesima) non ha nulla a che vedere con la religione?

NS  No, non ha nulla a che vedere con la religione, poiché gli estremisti che praticano L’Islam seguono le superstizioni anziché il Corano e credono che la verità sia il contrario. Il loro problema è che considerano cio’ che hanno imparato da superstizioni speciose, come la loro fede. Secondo me l’unico modo per eliminare l’impatto di questi estremisti che per esempio descrivono l’Islam come mentalità che vieta ai musulmani la scienza, la musica, la gioia…è l’educazione.

Secondo lei un imam radicale che predica l’odio in una moschea commette un reato? Oppure si avvale della libertà di espressione garantita dalla Costituzione?

NS  Pensiamo all’imam libico di Bienne oppure all’imam di Ripoll, mente degli attentati di Barcellona, dopo essere stato arrestato per traffico di droga, doveva essere espulso ma in seguito fu poi ritenuto non pericoloso. Ma soffermiamoci sull’Imam di Bienne che per anni ha ricevuto aiuti sociali per un totale di 600’000 franchi dallo stato e che predicava nella moschea Ar’Rahman del Canton Berna, in nome di Allah parole di odio nei confronti delle altre religioni come ebrei, cristiani, induisti, russi e sciiti e che pregava Allah di distruggerli tutti. Inoltre, invitava i fedeli a voltare le spalle allo Stato di diritto Svizzero. Una persona del genere deve essere arrestata, processata e rispedita nel suo paese d’origine. No, per me non si può avvalere della libertà d’espressione, poiché una persona che agisce in questo modo vuole appoggiare il terrorismo e quindi va punito dalla legge.

Lei conosce i sentimenti maggioritari della gente in questi giorni di passione e di angoscia. Perché i media sono infinitamente più buonisti del popolo?

NS  (non risponde)

Non ha mai pensato una cosa del genere: “I terroristi islamici si vendicano sull’Occidente per le colpe e i crimini commessi dall’Occidente stesso?”

NS  Nella loro mente penso sia possibile che pensino questo, poiché l’Occidente ha ucciso tanti innocenti per esempio in Siria, ma questo non è un’attenuante! Non mi dilungo, perché è una domanda troppo politica per me.

A suo avviso l’Europa deve difendersi dall’immigrazione selvaggia e dalla minaccia mortale del terrorismo oppure andare incontro al suo destino con rassegnazione?

NS  L’Europa non si deve rassegnare, anzi deve combattere il terrorismo e l’immigrazione con ogni sua forza chiudendo le frontiere ed aumentando i controlli. Per quanto riguarda l’immigrazione bisognerebbe risolvere i problemi nei loro paesi cosi che, gli immigrati possano stare bene, poiché non si può continuare ad accoglierli in Europa. Continuando ad accogliere i cosiddetti barconi, vi è anche il rischio che terroristi si infiltrino, come sostenuto di recente dall’Iraq. Per quanto riguarda il terrorismo invece, bisognerebbe secondo me, espellere tutte quelle persone radicalizzate che i servizi segreti tengono sotto controllo e ritirare loro immediatamente i passaporti se naturalizzati per esempio elvetici e creare delle leggi più severe sul terrorismo; aumentare la sicurezza nei punti sensibili delle città e negli aeroporti per esempio con addetti alle sicurezza e primi controlli fuori dall’aeroporto come avviene già da tempo al Ben-Gurion di Tel Aviv, dopo l’attacco terroristico del 1972, chiamato anche massacro dell’Aeroporto di Lod (poiché all’epoca l’aeroporto aveva questo nome), compiuto dall’Armata Rossa Giapponese per conto del Fronte popolare di Liberazione della Palestina. Rimanendo in tema di sicurezza, ho trovato davvero scandaloso quanto successo a Barcellona, poiché la Rambla, uno dei viali più conosciuti di Barcellona, era priva di transenne o fioriere, nonostante fossero state raccomandate dal ministero degli interni di Madrid e che avrebbero appunto potuto scongiurare tutto quello che abbiamo dovuto leggere sui vari giornali e media; ma la sindaca ha avuto pure il coraggio di rispondere che “Barcellona è una città aperta”.

Se deve difendersi, come può farlo? Dialogando, o sparando?

NS  Credo il dialogo possa essere fatto tra un capo di stato e un altro capo di stato. Quindi, il dialogo in questo caso serve a poco, bisogna intervenire con la forza, iniziando ad espellere tutti i radicalizzati presenti in Europa (anziché schedarli…) e poi intervenire sui loro territori conquistati, uccidendo il minor numero possibili di innocenti; è una minaccia che grava su tutta l’Europa e anche negli stati musulmani che guidano insieme agli USA la coalizione anti-isis, penso per esempio agli Emirati Arabi Uniti ed al recente attacco sventato su un volo di linea diretto ad Abu Dhabi con 120 libanesi a bordo.

C’è una relazione sostanziale tra immigrazione selvaggia e terrorismo?

NS  Un immigrato in cerca di fortuna non può essere paragonato a un potenziale terrorista. Ma io sono dell’opinione che bisogna cercare dapprima di risolvere i conflitti nei loro territori e poi certo dare un aiuto a queste persone, ma non aprendo le porte a tutti come si è fatto fino ad ora… ha visto il risultato?

Il professor Cardini in una interessante intervista (v. Ticinolive) esibisce un buonismo disarmante. Un uomo indubbiamente colto ma… le sue “ricette” (dialogo a oltranza, condivisione) sono plausibili?

NS  Concordo che l’islam non sia una minaccia e non bisogna avere paura di questa religione. La vera fonte di minaccia e di paura deve essere il fanatismo islamista.

Termino, come spesso faccio, con una provocazione. L’Occidente ha perso la forza e ha perso la fede; dunque l’Islam vincerà. Giusto così?

NS  È sbagliato dire l’Islam vincerà, poiché l’Islam come detto è una religione di pace. La domanda che mi dovrebbe porre è: Il terrorismo vincerà sull’Europa? Sì, se non si combatterà in modo serio!

Esclusiva di Ticinolive