La presidente di GLRT (di allora): “Sì, nel 2001 accettammo di ritirare la nostra Iniziativa” – Intervista a Simona Genini

Francesco De Maria  Avv. Simona Genini, lei era presidente di GLRT all’epoca della famosa iniziativa liberale in favore dell’insegnamento della Civica nella scuola ticinese. Sono passati parecchi anni. Vuole ricordarci com’è andata?

Simona Genini  Molto semplice: avevamo costatato che benché la civica dovesse già essere insegnata all’interno del programma di storia ciò non avveniva in concreto. All’interno di GLRT se ne discuteva dal 1993 (che ne aveva un tema nel suo Programma cantonale di legislatura). L’evento poi “scatenante” fu un dibattito al quale partecipai, con altri giovani liberali, ad inizio 2000 alla Birreria di Bioggio dove i giovani di ogni estrazione partitica avevano discusso sul tema e di quanto l’educazione civica fosse considerata una necessità. Dopo quella serata, con i colleghi del Collegio e d’accordo con il nostro Direttorio, decidemmo di concretizzare gli intenti del nostro programma e lanciammo l’iniziativa. Non fu così scontato all’epoca in quanto l’allora Dipartimento dell’istruzione e della cultura era diretto da un esponente del PLR.

Quante firme avevate raccolto?

SG  11’365 firme valide

I Giovani liberali accettarono di ritirare l’iniziativa, non è vero? Perché? Sulla base di quali rassicurazioni? Chi le diede?

SG  Sì, accettammo di ritirare l’iniziativa. Dopo essere stati sentiti in Commissione speciale scolastica e dopo aver preso atto del rapporto della stessa del 15 ottobre 2001 che dava degli indirizzi generali quali l’invito al Dipartimento competente a incoraggiare la trattazione di tematiche “civiche” nell’ambito dei programmi d’insegnamento delle diverse materie; che, dalla terza media in poi, le varie sedi scolastiche inseriscano obbligatoriamente dei momenti destinati alla conoscenza delle istituzioni e che fosse istituito l’obbligo per la Direzione e i Consiglio di classe di includere nella programmazione annuale alcune giornate o mezze giornate dedicate a tematiche di educazione civica, designando a tale scopo uno o più docenti responsabili, ritenemmo che queste garanzie fossero sufficienti, tanto più che fu introdotto l’art. 23a della Legge sulla scuola che contemplava l’istruzione civica e alla cittadinanza. Il Rapporto della commissione scolastica fu votato dal Parlamento e questo ci bastò.

Alle “garanzie” che cosa seguì? Nel tempo (diciamo pure alcuni anni) avete potuto valutare i risultati di ciò che vi era stato promesso?

SG  Personalmente ho dovuto poi prendere atto del rapporto della SUPSI, che dipingeva un quadro in tinte chiaroscure. Ho poi seguito da spettatrice e da firmataria l’iter dell’iniziativa popolare generica del marzo 2013 “educhiamo i giovani alla cittadinanza “diritti e doveri”. Ho letto un lavoro di diploma di uno studente SUPSI che confermava che la civica non veniva insegnata. Ho preso atto che il Consiglio di Stato, e il Dipartimento competente (nel rispondere ad un’interrogazione di Franco Celio) intendeva formulare delle proposte mirate per ovviare alle lacune riscontrate nello studio SUPSI nell’ambito della discussione di quest’ultima iniziativa.
In conclusione, non si poteva non costatare che le garanzie votate dal Parlamento sull’istruzione della civica non furono attuate o lo furono unicamente in modo parziale.

Con il senno di poi (del quale “son piene le fosse”…) rifarebbe, con GLRT, quello che allora fece?

SG  Se intende: lanciare un’iniziativa? Certamente avevamo costatato che l’insegnamento della civica era negletto e vi era la necessità dei ragazzi che escono dalla scuola di sapere il funzionamento dell’ordinamento in cui vivono. In cosa consista il potere esecutivo, legislativo, giudiziario, cosa si intenda per federalismo.

Sul fatto di ritirare l’iniziativa, con il senno del poi non si va molto lontano. Importante che oggi si voti su un tema così importante e sentito da più di un ventennio.

I fautori del NO negano che la Civica nelle nostre scuole sia insegnata poco e con risultati scadenti. Qual è la sua opinione in proposito e su che cosa si fonda?

SG  Su dati sia oggettivi, come ho detto sopra dallo studio SUPSI, ma anche su sensazioni ed esperienze quotidiane che mi hanno fatto costare che non a tutti i ragazzi sono stati dati quegli strumenti affinché imparino ad orientarsi liebramente, democraticamente e consapevolmente nelle loro scelte di cittadini.

Detto tra noi, non le fa impressione questa lotta furibonda che si è accesa sulla Civica e che si svolge sotto i nostri occhi? Con grandi mezzi finanziari impiegati, moltissime persone coinvolte, pieni i giornali e pieni i portali, toni da apocalisse, eccetera? Tutto questo quarantotto per due orette di Civica al mese?

SG  Guardi dovremmo essere abituati che nel nostro Cantone, purtroppo, alcuni temi vengono strumentalizzati. Detto ciò non tutti i mali vengono per nuocere, l’educazione civica dei nostri ragazzi è talmente importante che un dibattito sul tema è sicuramente stimolante.

Parliamo del PLR. Come si sta comportando il partito e come si stanno comportando i suoi esponenti? (gli uni e gli altri…)

SG  Il PLR ha lasciato libertà di voto. L’insegnamento della civica non è un tema né di destra, né di sinistra, né tantomeno partitico, è un problema concreto e in quanto tale va affrontato. Ho letto i verbali del Gran Consiglio, ho partecipato al Comitato cantonale del PLR dove si è dibattuto sul tema in votazione e credo che ogni esponente del PLR abbia espresso il suo sostegno o meno al progetto posto in votazione fondandosi su proprie esperienze personali, fatto quasi inevitabile.

Clamoroso il voltafaccia del PPD. Forse meriterebbe un commento?

SG  Non commento le scelte fatte da altri partiti.

Siccardi ha deciso: “Andiamo al voto” e i suoi – anche gli esitanti – l’hanno seguito. Io stesso, non mi vergogno ad ammetterlo, avevo esitato. Siccardi ha peccato di orgoglio? Ha voluto forzare la mano? Siccardi ha sbagliato?

SG  Penso che Siccardi e i promotori dell’iniziativa hanno motivato compiutamente la scelta di andare al voto e questa la ritroviamo nell’opuscolo informativo sulla votazione cantonale. L’intento ultimo degli iniziativisti, e lei lo sa meglio di me, è quello di rafforzare il funzionamento del nostro sistema istituzionale. Non si è andati al voto 16 anni fa; è un bene andare al voto oggi affinché tutti i cittadini si possano esprimere come meglio credono.

Per finire, guardiamo nella sfera di cristallo. La Civica trionferà sui suoi nemici?

SG  Il fatto che ogni cittadino si possa esprimere su un tema che tocca tutti noi così da vicino è già una vittoria.

Esclusiva di Ticinolive