Giornalisti ticinese arrestato in Venezuela: sta bene e “non presenta segni di tortura”

 

Tre giornalisti sono stati arrestati sabato in Venezuela mentre conducevano un’inchiesta a Caracas. Uno dei tre è il giornalista ticinese Filippo Rossi, collaboratore di Il Fatto Quotidiano. Solo qualche giorno fa Rossi presentava Caracas sul blog Vox Populorum come “la città più pericolosa del mondo” e stamattina la sua scomparsa è stata denunciata dal sindacato dei giornalisti venezuelano. I tre stavano conducendo la loro inchiesta giornalistica nel centro penitenziario di Aragua, conosciuto come il carcere di Tocoron, tristemente noto per ricorrenti episodi di violenza.

L’arresto è stato effettuato da parte della Guardia Nazionale Bolivariana con l’accusa di possesso di apparecchi di registrazione non autorizzati.

Dopo qualche ora di incertezza i rappresentati del sindacato Sindicato Nacional de Trabajadores de la Prensa hanno comunicato che hanno incontrato i tre arrestati rassicurando tutti sul loro stato di salute. I detenuti infatti non presentavano alcun segno di torture e dovrebbero presentarsi davanti al giudice proprio nelle prossime ore.

Il Dipartimento federale degli affari esteri ha confermato che l’arresto è avvenuto e che “ambasciata di Svizzera a Caracas è in contatto con le autorità locali” ma non sono state rilasciate ulteriori informazioni per ragioni di protezione dei dati.

Nell’attesa della deicsione del giudice, il portale Ticinonline ha riportato il commento dei famigliari del giovane che hanno confermato che lo stato di salute di Rossi sono buone ma che il rilascio potrebbe tardare a causa di pratiche burocratiche.