Il PPD tra Pronzini, Caratti, Alaimo e Quadri – Un breve pensiero per una domenica di ottobre

Leggevo oggi, online, il Caffé: http://caffe.ch/stories/politica/58863_un_vertice_ppd_zoppo_ma_difeso_dal_partito/   e mi chiedevo: qual è la scomodità più grande del PPD in questo drammatico frangente? Non ci ho pensato su un’ora e ho risposto così:

la sorte del partito non è nelle mani del partito stesso

Stiamo assistendo a una sorta di tirassegno. A parte le escandescenze del Pronzini, che per il suo totale e folkloristico estremismo può anche non essere preso in considerazione, la Regione, il Caffè e il Mattino non la smettono di martellare sull’incudine, con cupa e inesorabile tenacia.

A pensarci bene, si tratta della stessa, identica “configurazione” che annientò Marina Masoni dieci anni fa, nella più spietata esecuzione politica della storia, dai tempi della guerra del Sonderbund.

Addirittura Caratti nel suo editoriale di ieri lascia intendere che potrebbero esserci elementi nuovi (a questo punto in funzione di goccia che faccia traboccare il caso). Un bluff? Possibile. Ma quanto inquietante! Quanto destabilizzante.

Il destino del PPD non sarà deciso dal Pronzini (che serve comunque come elemento casinista di rottura) ma da PLR e Lega, che detengono il potere reale.

Che Dio li illumini!